USA 666 vs RUSSIA WWIII nuclear now

Che la situazione tra USA e Russia non sia delle migliori si è ormai capito.
Certo almeno noi di hackthematrix lo abbiamo capito, perchè cerchiamo sempre informazioni e non sui media italiani, quelli raccontano sempre o quasi, un sacco di bugie e di informazioni dettate dal regime democratico del Governo Renzi.
Il Governo è troppo occupato a fare il lavaggio del cervello alla massa con il referendum. Votate SI dicono in TV e non solo, anche nei cartelli attaccati sul trasporto urbano, alla radio…
Intanto che il povero Governo Renzi ci racconta un sacco di balle, il Mondo va verso la Terza Guerra Mondiale, questo però non c’è lo dicono anzi addirittura mandiamo soldati in Lettonia tra l’indifferenza totale delle persone, forse troppo impegnate a seguire la propria squadra del cuore..
Cari lettori il video che segue è molto molto preoccuante e data l’importanza vi chiedo di farlo girare. Grazie.
a cura di HTM
Fonte: www.hackthematrix.it
Marco 13:7-8
“Udrete parlare di guerre e di rumori di guerre, non vi turbate; perché bisogna che queste cose avvengano; ma non sarà ancora la fine. Infatti si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in vari luoghi, carestie ed agitazioni. Queste cose non saranno altro che l’inizio delle doglie di parto”
Matteo 24
21 perciocchè allora vi sarà grande afflizione, qual non fu giammai, dal principio del mondo infino ad ora; ed anche giammai più non sarà.
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Crankwhistle SaintThomas https://www.youtube.com/user/Crankwhistle
ALL JEWS IN THE US GOVERNMENT "PACK YOUR BAGS AND HEAD TO ISRAEL" WHERE YOU BELONG...IF YOU STAY YOU MAY HANG FOR THE DESTRUCTION OF THE TWIN TOWERS...YOU JEWS ARE FALSE FLAGGING BASTARDS AND YOUR MOSSAD DEMOLITION EXPERTS WHO OCCUPIED THE 91ST FLOOR OF THE TWIN TOWERS TO LACE THE BUILDING FACES WITH EXPOSIVES BY REMOVEING WINDOWS FOR ACCESS USING CLIMBING GEAR WILL BE CAPTURED AND QUESTIONED TO GET AT THE ORGANISERS AND ALL THOSE INVOLVED IN THE 911 COMMISSION REPORT PROPAGANDA AND LIES WILL ALSO HANG.......ALL YOU 'TRAITORS' ARE FOR THE CHOP.......YOUR DAYS ARE NUMBERED WHERE YOUR LIFE WILL BE TAKEN BECAUSE OF YOUR TREACHERY..................a-na-the-o-re-o..................Warrior Saint Thomas333 & Warrior Angel Rosie/Warrior Angels of ONE"Yahweh"
https://www.youtube.com/channel/UCPeDShHECtE1e8ZO0O_HIhA/discussion
TUTTI GLI EBREI nel governo degli Stati Uniti "Fai le valigie e la testa a Israele" a cui appartieni ... SE soggiorno, potrebbe bloccarsi per la distruzione di The Twin Towers ... voi ebrei sono bastardi segnalazione del falso e vostri esperti MOSSAD DEMOLIZIONE che occupavano IL PIANO 91ST delle torri gemelle al pizzo L'edificio si affaccia CON EXPOSIVES DA WINDOWS removeing Per l'accesso tramite Climbing gear verrà catturato e interrogato per arrivare al ORGANIZZATORI E tutti coloro che partecipano alla 911 COMMISSIONE RELAZIONE PROPAGANDA E bugie anche appendere ... .... 'traditori' tutto quello che sono per la CHOP ....... tuoi giorni sono contati DOVE la vostra vita sarà presa perché DEL TRADIMENTO ................ ..un-na-il-o-ri-o .................. Warrior San Thomas333 & Guerriero Angelo Rosie / Guerriero Angeli di ONE "Yahweh"
https://www.youtube.com/channel/UCPeDShHECtE1e8ZO0O_HIhA/discussion?lc=z12suhpzwsbhhtctr22bx3zw1kvmejq32&google_comment_id=z12suhpzwsbhhtctr22bx3zw1kvmejq32&google_view_type=#gpluscomments

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Salman SAUDI ARABIA ] SHALOM + SALAM [ e se, per noi due, che noi 2, noi siamo veramente incompatibili: quasi su tutto, se noi due, noi possiamo vivere come fratelli, lavorare insieme, avere cura e protezione l'uno dell'altro? POI, per tutti gli altri, in tutto il pianeta, CERTAMENTE, SAREBBE SEMPRE PIÙ FACILE: realizzare la fratellanza univerale, che non per noi! Tu non puoi continuare a riporre la tua fiducia nei satanisti massoni farisei SPA FED NATO: "perché questo è un suicidio certissimo per te!"
PERSECUTED CHURCH

Salman SAUDI ARABIA ] SHALOM + SALAM [ Dio JHWH: Padre, VERBO e Vento Santo, lui ha detto "noi facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza".. quindi, tutti NOI, LUI IL SANTO, CI ha fatti: creati, con il potere della SUA Parola e con il Soffio dello Spirito SANTO: la nostra anima, dotata di un corpo spirituale! Adesso, anche noi abbiamo un riflettente potere creativo come LUI JHWH, se, è vero che anche noi siamo a sua Immagine e a Sua Somiglianza: per avere in noi le sue prerogative ad immagine! .. E TU NON DOVRESTI PARTIRE dal presupposto, dal PRINCIPIO CHE, LE COSE CHE POSSANO PIACERE A TE, queste stesse, poi, NON DEBBANO PIACERE ANCHE A ME, ANCHE!  .. e se noi non ricreamo le nuove strutture istituzionali e valoriali del Pianeta: monetarie ed istituzionali? POI, noi STIAMO TUTTI per andare a MORIRE!

SALMAN SAUDI ARABIA ] se noi affermiamo che, nei miei personaggi virtuali: di lorenzoALLAH Mahdì, lorenzoJHWH Messiah, e Unius REI, non c'é nulla di soprannaturale, e che questi sono soltanto dei personaggi virtuali, tutto il frutto di pura fantasia: il mio sogno migliore, cioè, di poter benedire tutti i popoli del mondo, al fine di: poter veicolare il messaggio politico della fratellanza universale? ok! poi, da un punto di vista politico non cambia nulla, perché, io in politica, io sono sarò e rimarrò sempre un agnostico razionale! Quindi io non pretendo una sovranità, al di fuori della razionalità dell'intelletto umano.. anche perché contrariamente, il mio messaggio non potrebbe mai essere universale!
 revenge Yitzhak Kaduri
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http://abdallahkingabdullah.blogspot.com/2016/10/siamo-veramente-incompatibili.html ]
siamo veramente incompatibili [ si, fino ad oggi è stato così! ma, da domani, se tu vuoi, per un miracolo di Allah, certo, per il potere creativo della nostra fede, da domani non sarebbe mai più così!

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Madama LucreziaPROPRIETARIO
Bibliotheca  -  06:30

Summa perfettamente compiuta e scevra di fronzoli su come quando e perche' siamo arrivati fin qui ... Anno del "Signore" 2016...
Condiviso inizialmente da Prof. Robert Galli:

Storia economica moderna, economia politica - III parte
LA CREAZIONE DEL CREDITO - Questa struttura organizzata per la creazione di mezzi di pagamento, che si ottengono dal nulla, ciò che noi chiamiamo “sistema del credito”, non è inventata in Inghilterra, ma in Inghilterra sviluppa meglio che altrove e diventa fondamentale per la vittoria della guerra contro Napoleone, nel 1815. (Si tratta di una vittoria formale, che costa circa 45 mila morti ammazzati, dato che sia Napoleone che i suoi generali, e che i generali della parte contraria, appartengono alla stessa confraternita massonica, e con gradi molto elevati). L’imperatore, ultimo grande "mercantilista", non può intendere il denaro se non in termini di materiale concretezza ed è convinto che i suoi sforzi bellici, tutti basati su impiego di moneta reale, evitando quindi indebitamenti e aperture di credito, gli garantirebbero una vittoria finale sull’Inghilterra, la quale, a modo di vedere di Napoleone, è destinata alla bancarotta. E si sbaglia lui, allora, ma la lezione non viene compresa da quelli che vengono dopo e dovrebbe essere studiata con rigore dai cosiddetti "economisti" contemporanei.

LA VITTORIA BRITANNICA SU NAPOLEONE
La vittoria britannica su Napoleone viene aiutata, oltre che dalla "rivoluzione del sistema del credito", anche da altri due fattori innovativi in economia:

a) la rivoluzione agraria, che è ben stabilita nelle isolette britanniche già dal 1720;

b) la Rivoluzione Industriale, che vi è altrettanto ben stabilita dal 1776, quando Watt brevetta la sua macchina a vapore, e, con essa, incrementa anche le esportazioni dei carichi d’oppio, dal Bengala verso la Cina imperiale.

La rivoluzione industriale, come la rivoluzione del credito, è incompresa, sia allora che da allora. Entrambe hanno ancora grande significato, sia nei paesi avanzati che in quelli sottosviluppati, nel ventesimo secolo.


NDUSTRIA, PROLETARIATO, AUTOMAZIONE, PROPRIETÀ DELLE RISORSE
La rivoluzione industriale è accompagnata da una serie di funzioni accessorie, come:

a) l’espansione delle città sul sistema industriale,
b) la rapida crescita di una popolazione lavorativa non qualificata (il proletariato),
c) la riduzione del lavoro a bene di scambio nel sistema competitivo,
d) il passaggio della proprietà delle risorse produttive dai lavoratori ad una nuova classe sociale d’imprenditori.

Il potere non vivente della macchina, applicato al processo produttivo (automazione), nel lungo periodo serve a ridurre o ad eliminare l’importanza del lavoro non qualificato, dell’uso di energia umana e animale nei processi produttivi, e a far allontanare dalle città le realtà produttive (spostare le industrie dalla città è anche un bel modo per salvarle dai bombardamenti, visto che in futuro le bombe devono sempre essere buttate sui tetti delle popolazioni civili delle città indifese). La funzione vitale di tutto il sistema industriale è l’utilizzo dell’energia della macchina. I primi successi industriali britannici producono enormi guadagni, guadagni che, sommati agli enormi profitti della precedente epoca basata su traffici commerciali marittimi, sul traffico di droga, e alla crescita di valore terriero delle nuove città e miniere, sono tali da consentire alle prime imprese industriali di auto-finanziarsi o, quantomeno, di finanziarsi localmente. Tali imprese sono organizzate in ditte e società, hanno contatti con le banche locali di deposito per prestiti a breve termine ma hanno poco a che fare con i banchieri internazionali, con le banche d’investimento, con i governi centrali o le altre forme corporative di organizzazioni d’affari.


LA PRIMA FASE DEL CAPITALISMO INDUSTRIALE, 1770-1950
Questa prima fase di "capitalismo industriale", è soprattutto inglese, nasce e dura in Inghilterra dal 1770, circa, fino al 1850, circa, è condivisa fino a un certo punto da Francia e Belgio, ma prende forme assai diverse negli Stati Uniti, in Germania e in Italia. Quasi completamente diversa, essa è in Russia e in Asia. La ragione principale di queste differenze è il bisogno di reperire fondi (capitali) per pagare la riorganizzazione dei fattori di produzione (terra, lavoro, materie prime, capacità lavorative, lavoro imprenditoriale, equipaggiamenti e via dicendo) che l’industrializzazione richiede. L’Europa nord occidentale e l’Inghilterra, soprattutto, dispone di fondi accumulati per finanziare la nuova industrializzazione; l’Europa e il nord America, molto meno.


LE BANCHE D'INVESTIMENTO E L'INDUSTRIALIZZAZIONE
Maggiore è la difficoltà di un territorio a mobilizzare capitali per l’industrializzazione e più significativo è il ruolo dei banchieri internazionali e dei governi nel processo d’industrializzazione. Infatti, le prime forme d’industrializzazione (basate sul tessile, l’acciaio, il carbone e il vapore) si diffondono così lentamente, dall’Inghilterra al resto dell’Europa, che l’Inghilterra sta già entrando nella fase successiva, quella del "capitalismo finanziario", quando la Germania e gli Stati Uniti (nel 1850 circa) stanno appena iniziando ad industrializzarsi.


# IL TRUCCO DELLE CORPORAZIONI A RESPONSABILITÀ LIMITATA
Questo nuovo stadio di capitalismo finanziario, che continua a dominare in Inghilterra, Francia e Stati Uniti fino al 1930, è reso necessario proprio dai grandi movimenti di capitali, necessari alla costruzione delle reti ferroviarie, dopo il 1830. I capitali necessari per l’industria ferroviaria, con le sue enormi spese in trasporto ed equipaggiamenti, non possono essere raccolti da singoli proprietari o da società locali; piuttosto, hanno bisogno di una nuova forma d’impresa, la corporazione a responsabilità limitata, meglio se "quotata" in borsa, e di una nuova sorgente di finanziamento, le banche internazionali, che concentrano, fino a quel momento, la loro attenzione quasi interamente sull’andamento fluttuante delle obbligazioni governative, presso i mercati internazionali. La domanda di materiali ed equipaggiamenti, generata dallo sviluppo delle ferrovie, determina lo stesso sviluppo nell’industria manifatturiera dell’acciaio e del carbone.


IL CAPITALISMO FINANZIARIO, 1850-1931.
Durante questa fase del capitalismo, il sistema del credito viene organizzato in un sistema integrato, su base internazionale, che funziona con incredibile facilità per diversi decenni. Il centro del sistema è a Londra, con le maggiori propaggini in New York e Parigi, ed ha, come suo maggiore risultato, un sistema bancario integrato, un’industria pesante e fortemente capitalizzata, anche se ora obsoleta, di acciaierie, reti ferroviarie, miniere di carbone e servizi elettrici.


LONDRA E LA PERFETTA INIQUITÀ DELLA DISTRIBUZIONE DEI REDDITI
Secondo Carrol Quigley il sistema è centrato in Londra per 4 ragioni principali.

1) La prima è la straordinaria accumulazione di ricchezza prodotta in Inghilterra durante le sue due precedenti fasi di "capitalismo industriale" e di "capitalismo commerciale".

2) La seconda è data dalla struttura sociale inglese, sommamente oligarchica, (e sintetizzata nell’estrema concentrazione della proprietà terriera in pochissime mani, con un limitatissimo accesso della popolazione alle poche utilità che si cavano dall’istruzione) che offre il contesto di perfetta iniquità nella distribuzione dei redditi, con enormi eccedenze che vanno al controllo di un piccolo, energico, gruppo di persone della classe dominante.

3) La terza ragione è che tale classe dominante è aristocratica ma non nobile; perciò, è fondata sulla tradizione e non sulla linea ereditaria; è ben volenterosa sia di rastrellare denaro che di assimilare abilità dai livelli più bassi della società, e persino dall’estero, accogliendo nei suoi ranghi eredi americani ed ebrei dell’Europa centrale. Quella "élite", quasi altrettanto volentieri, dà il benvenuto anche a inglesi recentemente arricchiti, non dirozzati ma abili e conformisti, reclutati da classi sociali più basse, le cui disabilità derivanti dalla privazione scolastica, dal provincialismo e dall’impianto religioso non anglicano, tende generalmente ad escluderli dai privilegi dell’aristocrazia.

4) La quarta ragione (e certamente non l’ultima per importanza) è la competenza specifica in materie legate alla manipolazione finanziaria, specialmente sulla scena internazionale, acquisita dal piccolo gruppo di banchieri-mercantili londinesi durante la fase del capitalismo commerciale e industriale, pronta subito poi per l’uso, quando si hanno a rinnovare i modi del capitalismo finanziario.

Quigley omette la questione dei traffici internazionali d’oppio e perciò aggiungo io una quinta ragione e, anche questa, quinta non per importanza. Il narcotraffico delle compagnie marittime londinesi, negli stessi periodi che egli studia, periodi di esagerata accumulazione di ricchezza che si concentra nelle mani di talune specifiche famiglie collocate nel giro di Londra, contribuiscono in modo determinante a fare di Londra il centro finanziario più importante del mondo.


LE DINASTIE DEI BANCHIERI INTERNAZIONALI
I banchieri “mercantili” di Londra, già nel 1810-1850, hanno in mano lo Stock Exchange, la Bank of England e il London money market, quando i bisogni dell’industrializzazione avanzano e chiamano il sistema economico al mondo industriale. Col tempo, portano nella loro rete finanziaria i centri bancari provinciali, organizzati in banche commerciali e casse di risparmio, come pure le compagnie di assicurazioni, e formarono con questi altri componenti un unico sistema finanziario su scala internazionale, che manipola la quantità e il flusso del denaro in circolazione, capace di influenzare, e controllare, governi da una parte e industrie dall’altra. Gli uomini che fanno queste cose, guardando il passato, al periodo della dinastia monarchica, nella quale essi hanno le loro proprie radici, aspirano ad instaurare dinastie di banchieri internazionali ed hanno lo stesso successo di molti altri sovrani appartenenti a dinastie politiche.


MEYER AMSCHEL ROTHSCHILD
La maggiore di queste dinastie, ovviamente, è quella dei discendenti di Meyer Amschel Rothschild (1743-1812), di Francoforte, i cui discendenti maschi, almeno per due generazioni, continuano a sposarsi con le loro cugine di primo grado o, meglio ancora, se capita, con le loro nipotine. I 5 figli di Rothschild, basati nelle filiali di Vienna, Londra, Napoli e Parigi, come pure in Francoforte, lavorarono in modo coordinato, con metodo che altre dinastie di banchieri internazionali tentarono di copiare, raramente ottenendo lo stesso grado di eccellenza. Sono cosmopoliti anziché nazionalisti, specialmente nelle ultime generazioni, altamente civilizzati, istruiti, conoscitori del mondo, finanziatori della scuola e delle arti, di collegi, di compagnie d’opera sinfonica, di biblioteche e musei, e ancora riflettono la loro antica munificenza. Le maggiori famiglie di banchieri internazionali sono:

Raring, Lazard, Erlanger, Warburg, Schroder, Seligman, gli Speyers, Mirabaud, Mallet, Fould, e,
sopra tutti, Rothschild e Morgan.

Anche dopo che queste famiglie sono coinvolte intensamente nell’industria nazionale inglese, dall’emergere del capitalismo finanziario, esse mantengono tradizioni differenti rispetto ai banchieri ordinari:

1) sono cosmopolite e internazionali;

2) sono vicine ai governi e particolarmente attenti alle questioni del debito pubblico, del debito pubblico interno e del debito pubblico verso l’estero, anche in aree che paiono a prima vista a rischio, come l’Egitto, la Persia, la Turchia Ottomana, la Cina imperiale e l’America Latina;

3) sono interessate più in obbligazioni che in beni, ricercano la liquidità, considerando gli impegni in beni materiali, mobili o immobili, come il primo passo verso la bancarotta;

4) conseguentemente, sono devote fanatiche della deflazione (che chiamano SOUND MONEY, per la sua stretta associazione con gli alti tassi d’interesse e l’alto valore del denaro) e del GOLD STANDARD, che ai loro occhi simboleggia la sicurezza di quei valori;

5) sono altrettanto devote al culto della segretezza e all’utilizzo segreto dell’influenza finanziaria sulla vita politica.

Quest’ordine di banchieri internazionali viene chiamato "Merchant Bankers" in Inghilterra, "Private Bankers" in Francia e "Investment Bankers negli Stati Uniti d'America. In tutte le nazioni si dedicano a varie attività bancarie e di cambio ma si distinguono sempre dagli operatori bancari ovvi ed ortodossi delle banche commerciali e delle casse di risparmio.


# IL TRUCCO DELLA PERSONALITÀ GIURIDICA
Una delle caratteristiche meno ovvie del loro operare è che rimangono imprese private prive di personalità giuridica, generalmente costituite in società, e che rimangono tali fino a tempi relativamente recenti, trattenendo così, saldamente, le loro proprietà, scansando gli obblighi formali, le registrazioni obbligatorie, le offerte di azioni al pubblico, e, generalmente, ogni forma di pubblicità. Questo stato di "rischio", che li priva delle limitazioni di responsabilità personali offerte dalle società costituite con personalità giuridica, viene conservato, in maggior parte dei casi, fino a che le moderne imposte di successione non rendono necessario dare a queste ricchezze dinastiche l’immortalità e l’astrattezza della "personalità giuridica", per evitare l’imposizione fiscale. Il mantenimento dello status d’imprese private, prive di personalità giuridica, viene protratto il più a lungo possibile, perché assicura l’anonimato e la massima segretezza a persone che hanno poteri pubblici tremendi e che temono la consapevolezza pubblica delle loro azioni come un tediosissimo pericolo, quasi terribile quanto l’inflazione (ma ricordiamoci che quando il capitale viene conferito in una società anonima, l'azionista viene espropriato della quota di capitale che conferisce. Non ignoriamo quindi, come fa Quigley, che sia anche questa la ragione del loro intestarsi le proprietà come privati, come pure che sia logico presumere che sia sempre loro l'invenzione del trucco delle espropriazioni inconsapevoli del sistema delle società anonime). In conseguenza della loro astuta discrezione, le persone ordinarie non hanno modo di sapere o d’immaginare quali quantità di ricchezza, o quali tipi di operazioni economiche, queste imprese gestiscano, e spesso neppure di farsi un’idea chiara di chi siano i membri associati, i titolari dell’impresa. E perciò, anche soggetti con considerevole influenza politica, possono tranquillamente non associare nomi quali:

Walter Burns, Clinton Dawkins, Edward Grenfell, Willard Straight, Thomas Lamont, Dwight Morrow, Nelson Perkins, Russell Leffingwell, Elihu Root, John W. Davis, John Foster Dulles, e S. Parker Gilbert con il nome di “Morgan“.

Eppure molti di questi e molti altri sono parte del sistema d’influenza che si origina dagli uffici di J.P. Morgan, al numero 3 di Wall Street. Questa ditta, come altre della confraternita bancaria internazionale, opera costantemente con corporazioni e con governi, rimanendo un’oscura società di persone, privata, fino a che il "capitalismo finanziario" internazionale viene passato dal suo letto di morte alla sua tomba. J.P. Morgan & Company, originariamente fondata in Londra con un’altra ragione sociale, George Peabody & Company, nel 1838, non si è mai trasformata in società di capitali, fino al 21 marzo del 1940, e cessa d’esistere come entità a sé stante il 24 aprile del 1959, quando si fonde con una sussidiaria della sua più importante banca d’investimento: la Guaranty Trust Company. La sua affiliata di Londra, Morgan Grenfell, viene incorporata ed è tuttora operativa.


DEI BANCHIERI CHE STIMANO POCO I POLITICI
I banchieri della confraternita bancaria internazionale considerano i pubblici ufficiali inaffidabili, circa il controllo della politica monetaria (lo si vede bene anche ai giorni nostri). L’influenza drammatica del "capitalismo finanziario", e la terribile influenza dei banchieri internazionali, sono esercitate sia sui governi che sul mondo degli affari e delle imprese, ma non funzionerebbero se non fossero capaci di persuadere governi e imprese ad accettare due assiomi del proprio impianto ideologico. Entrambi gli assiomi sono basati sulla tesi – facilmente condivisibile – che i politici sono troppo deboli, poco intelligenti, aggiungo io, e "troppo soggetti alle pressioni temporanee delle masse popolari", per essere considerati affidabili sul controllo del sistema monetario; conseguentemente, la santità di tutti i valori cari ai banchieri, e la robustezza e stabilità del denaro, devono essere preservati in due modi:

a) basando il valore del denaro su quello dell’oro;

b) affidando ai banchieri il controllo dell’offerta di denaro.

Per fare questo, è necessario nascondere, inducendo in errore popoli e governi, le nozioni sulla vera natura del denaro e sul funzionamento del sistema monetario.


GOLD STANDARD E SABILIZZAZIONE DEI CAMBI
I “banchieri” chiamano “stabilizzazione” (stabilization) quel processo con il quale si stabilisce
una politica monetaria, agganciando la moneta all’oro; con ciò s’implica che questa sorta di “stabilizzazione” influirebbe, come conseguenza singola, stabilizzando i cambi e stabilizzando i prezzi. In realtà si ottiene solo la stabilizzazione dei cambi, mentre l’influenza che il sistema ha sui prezzi è casuale e ben indipendente, con effetti talvolta destabilizzanti (per la tendenza cronica dei banchieri a forzare i prezzi verso il basso, limitando l’offerta di denaro). Di conseguenza, molte persone, molti finanzieri e persino economisti, sono stupiti dalla scoperta, nel ventesimo secolo, che il Gold Standard produce stabilità di cambi e instabilità di prezzi. E però quel sistema ha già contribuito a determinare le sue variazioni economiche in gran parte del diciannovesimo secolo, anche se senza raggiungere gli stessi limiti estremi. I cambi vengono stabilizzati sul Gold Standard perché, per legge, in molte nazioni, l’unità monetaria viene fatta valere come una determinata, fissa, quantità d’oro ed entrambe, moneta o corrispondente quantità d’oro, sono scambiabili a quel dato rapporto legale. Nel periodo precedente il 1914, le valute vengono stabilizzate in certe nazioni, come segue qui sotto:

nel Regno Unito: 77s. 10 1⁄2 d. eguagliano un oncia standard d’oro (a 11/12);
negli Stati Uniti d’America: $20.67 eguagliano un oncia d’oro fino (a 12/12);
in Francia: 3,447.74 franchi eguagliano un chilogrammo d’oro fino;
in Germania: 2,790 marchi tedeschi eguagliano un chilo d’oro fino.


ORO MEZZO DI SCAMBIO E BENE MATERIALE
Quei rapporti vengono stabiliti dall’obbligo di legge per effetto del quale, una persona che porti oro, monete d’oro o certificati, presso l’Ente Pubblico del Tesoro (o presso altri enti o luoghi designati) può convertire ciascuno di essi in ciascuno degli altri a costo zero e in quantità illimitata. Il risultato del sistema Gold Standard pieno è che l’oro si ritrova in una posizione molto particolare: è al tempo stesso moneta (mezzo di scambio) e ricchezza in sé, come bene materiale. Nella sfera monetaria, il valore di tutti gli altri tipi di moneta è espresso in oro e, nella sfera economica delle ricchezze materiali, il valore di tutti gli altri tipi di derrate e di beni è espresso in termini monetari (che però sono anch’essi espressi in oro). Se consideriamo i rapporti tra denaro e merci come un’altalena in cui ciascuno di essi è alle estremità opposte, in modo che il valore di uno cresce tanto quanto il valore dell’altro diminuisce, allora dobbiamo vedere l’oro come il fulcro di quell’altalena, su cui questo rapporto si calibra, ma che di per sé non va né verso l’alto né verso il basso.


IL SISTEMA MONETARIO
"Non si può comprendere la storia del mondo senza comprendere come funziona il denaro", dice il buon prof. Padovani; e allora dobbiamo anche dare un’occhiata al sistema monetario, al suo ruolo e ai suoi protagonisti. Le banche centrali sono, fin dal principio della loro esistenza, istituti di proprietà di soggetti privati. In ciascuno Stato l’offerta di denaro prende la forma di una piramide rovesciata, in equilibrio sulla sua punta. La punta rappresenta l’offerta d’oro e dei suoi certificati equivalenti; i livelli intermedi rappresentano una più ampia offerta di banconote; alla sommità, si ha una superficie aperta ed espandibile che rappresenta l’offerta, ancora maggiore, di depositi. Ciascun livello usa i livelli sottostanti ad esso come riserve e i livelli sottostanti hanno quantità di denaro inferiori. Le banconote vengono messe in circolazione da banche d’emissione e sono garantite da riserve d’oro, o da certificati, detenuti nelle proprie casse o in qualche riserva centrale. La frazione di queste banconote emesse, tenuta in deposito-riserva, dipende da consuetudini, regolamenti bancari (statuari delle banche) e leggi di Stato. Si hanno diverse banche d’emissione in ciascuno Stato, anche se in tempi più recenti questa funzione è stata attribuita ad un numero sempre più esiguo, o a una singola “banca centrale”, per un singolo Stato. Queste banche d’emissione, e anche queste banche centrali, sono istituti privati, di proprietà di soggetti privati, che lucrano dalle proprie operazioni. Nel periodo dal 1914 al 1939, negli Stati Uniti d’America, le banconote emesse dalla Federal Reserve sono coperte da certificati di depositi in oro per il 40% del loro valore complessivo; tale copertura viene poi ridotta al 25% nel 1945. La Banca d’Inghilterra (Bank of England), con un atto del 1928, ha le sue banconote scoperte fino a 250 milioni e coperte al 100% del valore in oro per importi superiori a quel limite. La Bank of France, nello stesso anno, stabilisce la garanzia di copertura delle banconote emesse al 35%. Queste disposizioni possono sempre essere messe da parte, o modificate, in casi di emergenza, per esempio in casi di guerra.


COME DETERMINARE IL VOLUME DI DENARO IN CIRCOLAZIONE
I depositi di superficie, del più alto livello della piramide rovesciata, vengono chiamati con questo stesso nome, "depositi", secondo la consuetudinaria ambiguità dei banchieri, a onta del fatto che si tratta di due tipi di relazione assolutamente distinti.

1) MUTUI DI CLIENTI VERSO LE BANCHE
Una cosa sono i depositi costituiti dai clienti presso le banche (“lodged deposits“), che costituiscono diritti reali di credito dei risparmiatori che depositano (cioè, che prestano con un mutuo) il loro denaro in banca, dopodiché quel denaro non è più loro, sui quali i possessori dei conti di deposito possono ottenere la liquidazione di un interesse.

2) MUTUI DI BANCHE VERSO I CLIENTI
Un’altra cosa sono i depositi ordinati dalle banche (“created deposits“) che rappresentavano diritti delle banche, creati dal nulla, inventati dalle banche ed emessi sotto forma di prestiti fatti ai correntisti, i quali ci devono pagare sopra anche gli interessi in anticipo, in quanto tali diritti rappresentano il loro indebitamento verso le banche.

In entrambi i casi, ovviamente, assegni possono essere emessi, in corrispondenza di tali depositi, per pagare terze parti, e questo è forse il motivo che rende facile l’utilizzo, per entrambi i tipi di relazione con la banca, della stessa definizione. Entrambi i tipi di deposito fanno parte del sistema di circolazione della moneta. I "depositi" di risparmio, essendo creati appunto per accumulare risparmio, costituiscono una forma di deposito deflazionistica (cioè, il denaro non circola, perché viene accumulato, o comunque tenuto fermo, risparmiato, e ciò contribuisce a rarefazione monetaria e deflazione). I "depositi" ordinati dalle banche, al contrario, costituendo aggiunte di offerta di denaro, sono inflazionistici (cioè a dire, erogando fidi e mutui, le banche mettono a disposizione denaro che viene prelevato dalle imprese o dai privati per comprare roba; questo aumento di circolazione di denaro ravviva le industrie, i commerci e stimola l'occupazione, però tende a far crescere i prezzi). Il volume dei secondi dipende da una serie di fattori fra i quali i principali sono il tasso d’interesse e la domanda di credito. Questi due fattori giocano un ruolo fondamentale nella determinazione del volume di denaro in circolazione in una comunità, perché una larga porzione di quel volume, in una comunità ad economia avanzata, è costituita da assegni emessi contro "depositi".


VOLUME DEL CREDITO E RISERVE DISPONIBILI
Il volume dei depositi che le banche possono creare, come l’ammontare delle banconote che
possono emettere, dipende dal volume delle riserve disponibili e sufficienti a pagare qualunque massa di assegni presentati all’incasso (contro denaro) piuttosto che depositati. Questi meccanismi possono essere regolati da leggi (vedi la pazzia di Monti con i contanti in Italia), da regolamenti bancari o da consuetudini locali. In tutte le nazioni, la domanda e il volume del credito tende ad espandersi nei periodi di crescita economica e si contrae nei periodi di depressione (ma in questi anni in Europa abbiamo visto che, in periodo di depressione, è l'offerta del denaro che hanno ristretto, ma la domanda c'era). Ciò spiega fino a un certo punto gli aspetti inflazionistici di una depressione, la combinazione che contribuisce a formare il cosiddetto “ciclo economico”.


BANCHE CENTRALI CIRCONDATE DA INVISIBILI BANCHE PRIVATE
Nel corso del diciannovesimo secolo, con l’impianto del Gold Standard e l’evoluzione del sistema bancario moderno, si sviluppano anche, attorno alla piramide rovesciata dell’offerta di denaro, una pletora di entità finanziarie che ruotano attorno alla banca centrale. Nella maggior parte delle nazioni, le banche centrali sono circondate a breve distanza da invisibili banche d’affari private. Queste banche d’affari si vedono poco, perché sono sovrastate dall’abbagliamento delle banche centrali, nonostante che queste ultime siano spesso da esse controllate. In Francia, per esempio, nel 1936, quando la Banca di Francia viene riformata, il suo consiglio di amministrazione è ancora dominato dai nomi delle famiglie che l’hanno originariamente istituita, nel 1800; ad essi sono stati aggiunti un paio di nomi più recenti, come quello di Rothschild (aggiunto nel 1819); in taluni casi i nominativi possono non essere riconosciuti al volo, perché sono quelli dei generi, piuttosto che dei figli. Altrimenti, nel 1914, i nomi, frequentemente quelli di protestanti di varia origine provenienti dalla Svizzera (giunti nel diciottesimo secolo), sono sempre gli stessi.

Foto di Prof. Robert Galli
5Foto del profilo di UniusRei3

UniusRei3 08:18 ottimo lavoro lucrezia

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Hollande stupefatto da Putin. E tradito da Varsavia

© REUTERS/ Mark Schiefelbein Punti di Vista 17:51 15.10.2016(aggiornato 17:53 15.10.2016) URL abbreviato 65544511 La Francia ha sempre esitato fra la Polonia e la Russia. Sarkozy © AP Photo/ Michel Spingler Francia, Sarkozy critica Hollande per la sua posizione verso la Russia Vladimir Putin ha cancellato la visita che doveva fare a Parigi, per inaugurare una chiesa ortodossa. Hollande, il genio della politica e della diplomazia europea s'era fatto precedere da un'intervista, concessa a TMC, in cui domandava a se stesso: "Lo riceverò (Putin). Mi son domandato: è utile? E' necessario? E' forse una pressione? Mi pongo ancora la domanda: se lo ricevo gli dirò che è inaccettabile". Intendeva dire a Putin che stava commettendo crimini di guerra. Già due giorni prima, al telefono, pare ci fosse stato un "vivo alterco" per come Hollande aveva presentato al consiglio di sicurezza Onu, nientemeno, che la proposta di trascinare la Russia davanti al tribunale internazionale. I media ne hanno dato brevemente notizia. Quello che non hanno detto è che l'annullamento della visita da parte di Putin è venuto come una sorpresa, "ha suscitato un uragano al Quai d'Orsay" (il ministero degli esteri, abitato dall'altro genio, Jean-Marc Ayrault, che aveva appena detto: "Ci sono crimini di guerra in Siria, è evidente"). In pratica, si aspettavano che il presidente Putin sarebbe venuto di buon grado a farsi del criminale di guerra da un tale gigante della politica internazionale, e avrebbe obbedito alla esortazione del Budino di abbandonare Assad e la Siria ai jihadisti alleati dell'Occidente. Questo la dice lunga sulle mentalità, il senso della realtà e l'intelligenza di certi esponenti dell'Europa. Polonia "tradisce la solidarietà europea". Già. Elicottero da combattimento Caracal © flickr.com/ Airwolfhound Elicottero da combattimento Caracal Il punto è che Hollande aveva appena ricevuto uno schiaffo, e un ben altro danno, da Varsavia. La quale s'era impegnata a comprare dalla Francia (Airbus Helicoptères) cinquanta elicotteri da combattimento Caracal, un affarone da 3,1 miliardi. Però, andato al potere il partito PiS di Jaroslaw Kaczynski, la Polonia ha invece scelto di comprare i Black Hawk da Lockheed Martin. Cosa prevedibile, visto che la Polonia di Kaczynski vuole ferventemente essere parte della NATO e sotto l'ombrello americano, ma sputa sulla UE — distinzione forse non del tutto chiara a troppi geni politici europei. Parigi l'ha preso malissimo, anche perché la sua Airbus aveva cominciato a fabbricare una quindicina di Caracal. "I polacchi avevano anche ottenuto dei trasferimenti massicci di tecnologie e di brevetti, che permettevano di sviluppare da sé dei Caracal migliorati", dicono le fonti vicine alla casa francese. "Varsavia ci ha preso in giro", fanno filtrare dall'Eliseo. Ed è stata la volta di Hollande di annullare una visita che stava per fare in Polonia. "Varsavia ha perso la fiducia di Parigi". Siamo quasi alla rottura dei rapporti diplomatici. Ma come!? La Polonia è la prima beneficiaria dei fondi strutturali europei (85 miliardi di euro), ed ecco che tradisce l'industria aeronautica europea. Chi ha voluto inglobare l'Est? Marines americani (foto d'archivio) © AFP 2016/ Paul J. Richards In Polonia schierano battaglione dell'esercito USA a 58 km dal confine con la Russia E' la stessa accusa che viene elevata contro Orban, che "prende i soldi" ma non vuole i clandestini — e dice il livello delle menti europeiste fra Parigi e Bruxelles. Le quali devono solo congratularsi con se stesse, visto che hanno "allargata l'Unione" inglobandoci gli stati dell'Est, che hanno altre storie, soprattutto in funzione di ostilità a Mosca. E adesso questi stati si rivelano poco disposti a farsi omogeneizzare nelle direttive e nella lingua di legno burocratica; hanno scelto al UE solo come scendiletto per il loro ingresso nella NATO, dove la Polonia spera di regolare i vecchi conti con la Russia. Parigi sta pensando di trascinare anche Varsavia davanti a un tribunale arbitrale, per i danni che le avrebbe inflitto: "La società può reclamare il dovuto. E' facile il ricorso a Bruxelles". Benvenuti nella nuova EU, terra della fraternità. Il portaelicotteri Mistral © AFP 2016/ Jean-Sebastien Evrard Il portaelicotteri Mistral Rivelatore il commento sulla vicenda di Thierry Mariani, capo di Les Républicains (una scissione dell'UMP gaullista): "La storia della visita annullata (di Hollande) in Polonia è una illustrazione del vicolo cieco in cui s'è cacciata la politica francese. Abbiamo rifiutato di vendere il portaelicotteri Mistral [alla Russia] in gran parte per far piacere ai polacchi; ci hanno spiegato che la solidarietà europea richiedeva questa scelta. Il ringraziamento? Eccolo: ancora una volta, i polacchi scelgono la solidarietà americana. La Francia ha sempre esitato fra la Polonia e la Russia. Credo che Francois Hollande sia riuscito a realizzare un'impresa: "Per la prima volta è in rotta con tutt'e due. Almeno è riuscito a realizzare qualcosa durante il suo mandato!". Capito? "Per far piacere ai polacchi" la Francia non ha venduto le due navi a Mosca. Da questi elementi è guidata la politica estera Ue. Bruno Drweski, scienziato geopolitico, docente allo ‘Institut national des langues et civilisations orientales (Inalco), ha detto: "Penso che Francois Hollande voglia giocare una parte di intermediario fra l'Occidente e la Russia, ma nello stesso tempo non vuole rompere con gli Stati Uniti e Israele, che sono direttamente coinvolti nel conflitto siriano. E non osa prendere decisioni che possano irritare gli Usa, i quali oggi non hanno assolutamente come obiettivo il ritorno della pace in Siria, ma come sempre puntano alla distruzione dello stato siriano e al suo smembramento. In questo la Francia resta l'alleato incondizionato degli Stati Uniti, non può prendere alcuna iniziativa. Stavolta, Hollande non ha capito che Putin non l'avrebbe pregato. Putin è un capo di stato indipendente, non ha bisogno di pregare i capi di stato occidentali per essere accolto, non ha bisogno di venire in Francia". Queste sono le teste pensanti che ci portano, come automi servili, alla collisione bellica con Mosca. Casa Bianca © flickr.com/ Phil Roeder Casa Bianca può rivedere sostegno ad Arabia Saudita in Yemen dopo il sanguinoso raid Ché se poi si dovesse accusare di crimini contro l'umanità uno stato, prima nella lista sarebbe l'Arabia Saudita: che nella sua guerra contro lo Yemen ha bombardato un funerale con un suo F-15, facendo 250 morti e 525 feriti. Molti dei quali bambini (non ci sono bambini solo ad Aleppo). E' avvenuto l'8 ottobre. Nessuna richiesta di trascinare i sauditi alla Corte internazionale si è alzata dall'Onu, né dall'Europa indignata per i bombardamenti su Aleppo. Fonte: http://www.maurizioblondet.it
 https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201610153497029-hollande-putin-polonia/
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In Gran Bretagna bloccati tutti i conti del canale tv russo RT. 17.10.2016. Il redattore capo dell'agenzia russa di stampa internazionale "Rossiya Segodnya" e del canale televisivo RT Margarita Simonyan ha twittato che i conti del canale televisivo in Gran Bretagna sono stati bloccati. "Ci hanno chiuso i conti nel Regno Unito. Tutti i conti. "La decisione non è soggetta a revisione." Viva la libertà di parola!" ha twittato la Simonyan.
 https://it.sputniknews.com/mondo/201610173504073-Simonyan-media-censura-informazione-giornalismo/

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13:29 17.10.2016 Ucraina, Merkel pronta a riunire il quartetto Normandia Il portavoce del governo tedesco: ancora non è stata fissata la data dell'incontro. Militari russi a Tartus (foto d'archivio)

13:04 17.10.2016 0 209 Siria, la Russia accelera sull'accordo per la base militare permanente a Tartus La legge per la ratifica dell'accordo intergovernativo con la Siria per la creazione di una base militare permanente delle forze navali russe a Tartus potrebbe essere introdotta alla Duma nel corso del mese, ha detto a RIA Novosti una fonte nel Parlamento.

Russia Today 12:50 17.10.2016 4592 In Gran Bretagna bloccati tutti i conti del canale tv russo RT Il redattore capo dell'agenzia russa di stampa internazionale "Rossiya Segodnya" e del canale televisivo RT Margarita Simonyan ha twittato che i conti del canale televisivo in Gran Bretagna sono stati bloccati.

 Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier 12:31 17.10.2016 1218 Siria, Berlino scettica su sanzioni alla Russia Steinmeier: riunione di Losanna un progresso.

ExoMars 12:08 17.10.2016 1117 ExoMars, l'Europa si avvicina a Marte L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha confermato la separazione del lander "Schiaparelli" dalla sonda spaziale "ExoMars"; successivamente inizierà l'avvicinamento al pianeta rosso. Alexander Novak, ministro dell'Energia della Federazione Russa.

 11:57 17.10.2016 0 265 Petrolio, ministro Energia russo: tutte le compagnie nazionali congelino produzione “Vantaggioso per mantenere stabili i prezzi e i processi di investimento”.

Cremlino di Mosca 11:39 17.10.2016 1424 BBC discute degli errori e delle colpe dell'Occidente per l'escalation con la Russia Le relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti non sono mai state così brutte dai tempi della guerra fredda. Mosca e Washington si scambiano accuse sulla Siria, ma allo stesso tempo si rendono conto di aver un ruolo chiave nella risoluzione del conflitto, scrive l'editorialista della BBC Jonathan Marcus. Hanno ragione i politici che domandano più Europa e chiedono finalmente decisioni comuni?

11:19 17.10.2016 1372 Siria, Mogherini: nessuno Stato Ue ha proposto sanzioni per la Russia Oggi in programma il Consiglio degli Affari esteri a Lussemburgo. Convoglio di peshmerga nei pressi di Mosul

17.10.2016 0 244 Curdi e forze irachene lanciano operazione per liberare Mosul dal Daesh Le milizie curde e l'esercito iracheno hanno lanciato l'operazione per liberare Mosul; nell'assalto alla capitale del Daesh verranno mobilitati 30mila uomini. Donald Trump 10:24 17.10.2016 2428 Siria, consigliere Trump: per fine conflitto fondamentale cooperazione fra Usa e Russia "Numero di potenziali soluzioni è diminuito in proporzione al deterioramento delle relazioni tra i due Paesi".

 Goa BRICS 10:03 17.10.2016 2550 Brics, Russia: in dichiarazione finale molte questioni politiche importanti Il vertice si è svolto a Goa il 15 e 16 ottobre. Mosca soddisfatta.

Bandiera dell'UE 09:41 17.10.2016 4624 A Bruxelles discuteranno il "sostegno di Mosca" ai partiti populisti ed euroscettici I leader della UE discuteranno nella riunione di giovedì le informazioni ricevute dai servizi segreti, in base alle quali la Russia finanzierebbe i partiti di estrema destra e populisti in Europa, riporta il Financial Times riferendosi a diplomatici europei di rango. Una canzone macedone dedicata a Vladimir Putin 0

9:26 17.10.2016 0 692 Siria, Putin spiega ai leader Brics approccio al conflitto Lo ha riferito il viceministro degli Esteri. Il presidente russo ha partecipato al vertice di Goa, in India.

Soldati ucraini nel Donbass 09:14 17.10.2016 171699 Ucciso comandante militare filorusso a Donetsk. Forze Kiev all'attacco nel Donbass Le forze di sicurezza ucraine hanno lanciato un'offensiva nella zona del villaggio di Leninskoe, situato nel sud dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (DNR); attualmente si sta combattendo, ha riferito ai giornalisti il rappresentante del ministero della Difesa DNR.

Vice presidente USA Joe Biden 22:45 16.10.2016 101766 Biden: sconfitta Isis e indebolimento della Russia apriranno nuove strade agli Usa La distruzione dell’Isis e l'indebolimento delle posizioni della Russia apriranno nuove opportunità per gli Usa. Lo ha dichiarato oggi il vice presidente americano Joe Biden in un'intervista alla NBC.

 Petr Poroshenko 22:02 16.10.2016 4659 Poroshenko tratta l’implementazione degli accordi di Minsk con Hollande e Merkel Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Francois Hollande e il cancelliere tedesco Angela Merkel. Le parti hanno discusso i risultati delle recenti consultazioni del Normandy format. Lo ha reso noto l’ufficio stampa della presidenza ucraina.

Hillary Clinton 21:29 16.10.2016 0 1460 Wikileaks pubblica nuovi messaggi privati di Hillary Clinton Il sito Wikileaks ha pubblicato la nona parte delle lettere confidenziali della nona presidenziali tra Hillary Clinton e John Podesta.

Segretario di Stato USA John Kerry 20:47 16.10.2016 10986 Kerry: presto la decisione su nuove sanzioni a Russia e Siria La decisione di imporre nuove sanzioni contro la Russia e la Siria potrebbe essere presa entro pochi giorni. Lo ha reso noto il segretario di Stato americano John Kerry.

Presidente russo Vladimir Putin 20:11 16.10.2016 61433 Putin: spero che i rapporti tra la Russia e gli Usa possano essere ripristinati Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso la speranza che dopo il periodo elettorale negli Usa ci saranno le possibilità di ripristinare i rapporti tra Mosca e Washington.

Aleppo 19:39 16.10.2016 0 771 Il Regno Unito dovrebbe cambiare politica sulla Siria invece di criticare la Russia I politici britannici fanno a gara tra loro nell’accusare le autorità russe e siriane per il bombardamento di Aleppo, mentre la soluzione migliore per Londra sarebbe il rifiuto della «retorica banale» e l'assistenza ai rifugiati. Lo scrive Simon Jenkins sul settimanale britannico The Spectator.


Vice Presidente USA Joe Biden 18:58 16.10.2016 6507 Biden commenta Trump: bisogna cambiare atteggiamento verso le donne Il vice presidente americano Joe Biden ha commentato le dichiarazioni e la condotta di Donald Trump.

Banconote euro 18:27 16.10.2016 2820 Atene, russa non dichiara 2,3 milioni di euro ed è arrestata All’aeroporto di Atene una russa è stata arrestata per non aver dichiarato i 2,3 milioni di euro in contanti che portava con se. Lo riporta il sito d’informazione greco Nea.

Vladimir Putin 17:55 16.10.2016 61298 Putin: le sanzioni sono espressione della politica di contenimento della Russia Le sanzioni contro la Russia per l'Ucraina o la Siria non risolvono i problemi concreti, è solo una politica di contenimento della Russia e del suo sviluppo. Lo ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin in una conferenza stampa.

Vista sul Cremlino di Mosca 17:24 16.10.2016 12905 Il Washington Post sfata i miti dell’imminente guerra tra Russia e Usa Alcune delle azioni della Russia intraprese negli ultimi anni potrebbero lasciar pensare che Mosca si stia preparando alla guerra con gli Usa. Tuttavia, in realtà è improbabile che le cose vadano in questo modo. Lo riferisce il Washington Post.

Boris Johnson 16:52 16.10.2016 61765 Brexit, Boris Johnson ha cambiato idea in due giorni Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, uno dei più tenaci sostenitori della Brexit, due giorni prima dell'inizio della campagna per l’uscita del Regno Unito dall'Ue aveva scritto un articolo sui vantaggi di rimanere nell’Unione. Lo rivela il Sunday Times.

Vladimir Putin a un vertice del G-20. 16:16 16.10.2016 52017 Putin: non è una novità che gli Usa spiano tutti Il presidente russo Vladimir Putin ha commentato le dichiarazioni del vice presidente americano Joseph Biden riguardo alle cyber-misure contro Mosca.

Vladimir Putin col presidente cinese Xi Jinping (foto d'archivio) 15:43 16.10.2016 32328 Bloomberg: Russia e Cina stanno creando un centro di potere alternativo agli USA Mosca e Pechino trovano sempre più una maggior comprensione reciproca sullo sfondo del confronto delle due potenze con gli Stati Uniti, scrive Bloomberg.

Hillary Clinton 15:16 16.10.2016 111308 Trump propone ad Hillary Clinton di fare test antidroga prima del prossimo dibattito Il candidato del Partito Repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump ha ipotizzato che la rivale del Partito Democratico Hillary Clinton possa aver fatto uso di sostanze stupefacenti per poter reggere fisicamente nei dibattiti televisivi, riporta la CNN.
https://it.sputniknews.com/archive/

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Siria, Mogherini: nessuno Stato Ue ha proposto sanzioni per la Russia 17.10.2016. Oggi in programma il Consiglio degli Affari esteri a Lussemburgo. Sergei Lavrov e Federica Mogherini © AFP 2016/ ALEXANDER NEMENOV Siria, telefonata Mogherini-Lavrov Nessuno Stato membro dell'Unione europea ha proposto di imporre sanzioni alla Russia per la sua campagna contro il terrorismo in Siria. Così il capo della politica estera dell'Unione europea Federica Mogherini. "In nessuno dei nostri incontri è stata sollevata la questione da nessuno degli Stati membri" ha detto ai giornalisti in vista del Consiglio degli Affari esteri. Mogherini ha aggiunto che "ci sono discussioni di sicuro" sulle misure esistenti contro il governo di Damasco. "L'Unione Europea non ha solo sanzioni nella sua cassetta degli attrezzi. Abbiamo anche gli strumenti per fare pressione. Usare un buon mix dei due è sempre saggio e utile e infatti oggi ci concentreremo su questo".
https://it.sputniknews.com/mondo/201610173502722-siria-mogherini-ue-sanzioni-russia/

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Da Mosca una proposta al Giappone per risolvere la controversia sulle Isole Curili. 17.10.2016. Mosca può propore a Tokyo lo sviluppo congiunto delle quattro Isole Curili, permettendo ai cittadini e alle imprese giapponesi di condurre attività in vari settori; tuttavia la sovranità della Russia sull'arcipelago non è negoziabile Lo ha detto il vice presidente della commissione Esteri del Consiglio della Federazione Andrey Klimov. La parte giapponese auspica progressi sul problema del trattato di pace e delle rivendicazioni territoriali in previsione della visita di dicembre del presidente russo Vladimir Putin. "La sovranità sui territori delle Curili può essere soltanto russa, ma ci possono essere decine di modi per assicurare alcuni diritti ai cittadini giapponesi, alle imprese e alle organizzazioni per varie forme di attività sulle isole. Questa esperienza c'è, è russa e internazionale, non contraddice la Costituzione russa," — ha detto Klimov a RIA Novosti.
 https://it.sputniknews.com/politica/201610173505124-Russia-diplomazia-Tokyo/

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ONU smentisce arrivo di una task force ad Aleppo per evacuare i jihadisti 17.10.2016. ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ha smentito la notizia secondo cui una task force dell'ONU sarebbe arrivata in Siria per evacuare i ribelli jihadisti dai quartieri orientali di Aleppo, riporta Sputnik riferendosi al rappresentante ufficiale del dipartimento. "Il fatto che il personale delle Nazioni Unite sia arrivato ad est di Aleppo per evacuare i ribelli è una bugia assoluta," — ha riferito all'agenzia la rappresentante dell'ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell'ONU Linda Tom. Nel fine settimana da Aleppo una fonte aveva rivelato all'agenzia Sputnik che una task force delle Nazioni Unite era arrivata in uno dei quartieri della città siriana per iniziare il processo di ritiro dei ribelli.
  https://it.sputniknews.com/mondo/201610173504486-Siria-opposizione-terrorismo/
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L’America minaccia la guerra. E’ ufficiale. 17.10.2016. Adesso sappiamo con assoluta precisione che sono gli Stati Uniti e non la Russia a minacciare l'escalation. E' il vice-presidente in carica, Joe Biden, l'amico dei nazisti ucraini, a esplicitare le cose. L'abbiamo visto e ascoltato nell'intervista rilasciata al giornalista Chuck Todd, conduttore del programma NBC "Meet the Press", andato in onda domenica 16 ottobre. Vice presidente USA Joe Biden © AP Photo/ Steven Senne Biden: sconfitta Isis e indebolimento della Russia apriranno nuove strade agli Usa Vediamo come lo ha fatto tenendo sott'occhio le immagini televisive (che ormai sono il principale testimonio della politica mondiale). Joe Biden emette gorgoglii a mezza voce, facendoli eruttare dal limaccioso laghetto delle sue idee elementari. Alcune brevi frasi smozzate. Che alludono, senza ben chiarire: un classico messaggio in stile mafioso. Dobbiamo dunque interpretare, ma le interpretazioni possibili, purtroppo, non sono molte. E nessuna di esse invita alla tranquillità. Chuck Todd è già stato informato e chiede: "Perché [Obama] manderà un messaggio a Putin?". La risposta viene dopo una pausa che vorrebbe essere solenne. L'espressione del viso è seria come la smorfia che accompagna le parole: "Gli abbiamo già mandato il messaggio". La risposta alla domanda non viene, tuttavia: il "perché" di un tale messaggio non viene spiegato, per ora. Altra pausa: "Noi siamo in grado di farlo". Fare cosa? E' evidente che si tratta di una qualche azione che seguirà il messaggio. L'Intervistatore, approfittando delle pause, sempre più inquietanti, interrompe: "Lui [Putin] lo saprà? Risposta: "Lo saprà e sarà il momento delle nostre scelte, e [hum] in condizioni che avranno il più grande impatto". Il senso diventa inequivocabile: "La gente non sa fino a che punto si possono cambiare le elezioni in modo fondamentale….". Dunque il nostro vice-presidente sta parlando delle elezioni americane (altre in vista non ce ne sono) e sta dicendo che Putin può alterarne il risultato "in modo fondamentale". E annuncia che loro reagiranno "in modo proporzionale" a ciò che Putin farà. Dark web Pixabay Senatore USA vuole introdurre sanzioni contro la Russia per attacchi informatici A questo punto un'unica cosa è chiara in questo delirio: che l'Amministrazione USA in carica sa che Donald Trump è in vantaggio, e potrebbe vincere le elezioni. E, in caso di vittoria di Trump è decisa a incolparne Putin, ovvero la Russia. Ci descrive una situazione in cui la Russia avrebbe in mano il destino dell'America. Così si capisce quale sia l'idea di una risposta "proporzionata" a una tale minaccia. Naturalmente di prove di un tale complotto russo non ce n'è nessuna. Ma di prove Biden non ha alcun bisogno. Ecco così spiegata la forsennata campagna russofobica di attacchi cibernetici della Russia contro la povera America. Hillary Clinton e Donald Trump durante i dibattiti © AP Photo/ Evan Vucci Trump o Clinton, chi è meglio per l’Italia e la sicurezza mondiale? A questo punto c'è da chiedersi cose ne sarà di Trump in caso di vittoria. Sulla base di questi "ragionamenti" si può immaginare un colpo di stato, l'invalidazione delle elezioni, l'arresto di Trump per connivenza con il nemico. Ma la questione riguarda il contenuto del messaggio: che riguarda ciò che Washington si appresta a fare, su scala internazionale, in quel caso. Sarà un bombardamento massiccio contro Assad in Siria? Di una no-fly zone unilaterale americana, sempre sulla Siria? Di una provocazione sul Baltico? Di un'altra provocazione in Ucraina? Di un attacco diretto su obiettivi russi? Di un attacco cibernetico contro installazioni militari o civili russe? In tutti questi casi si tratta di un annuncio di guerra vera e propria. L'opinione dell'autore può non corrispondere a quella della redazione.
 https://it.sputniknews.com/opinioni/201610173503071-usa-russia-trump-guerra/
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Scandali e media: perchè Hillary Clinton non riesce a dare il colpo del ko a Trump? 17.10.2016 Entrambi i candidati alla presidenza degli Stati Uniti - Donald Trump ed Hillary Clinton - aggraveranno la situazione negli Stati Uniti, scrive Jörg Lau, editorialista del settimanale tedesco Die Zeit. Secondo il giornalista, elezioni del genere nella storia degli Stati Uniti non ci sono mai state. Secondo le ultime notizie, la candidata dei Democratici Hillary Clinton è davanti al candidato del Partito Repubblicano Donald Trump, ma "nessun esperto sa esattamente quali regole politiche siano valide e a quali sondaggi credere." Lau ha posto l'attenzione sulla domanda principale delle ultime settimane di questa "campagna elettorale straziante": perché Trump è ancora in corsa, nonostante le sue frasi di 11 anni fa con le donne? Il tycoon ha trovato cosa rispondere alla Clinton sullo sfondo di questo scandalo: ha fatto una conferenza stampa dando spazio alle donne che hanno accusato Bill Clinton di molestie sessuali. Tuttavia il motivo principale per cui Hillary non ha ancora mandato al tappeto il suo rivale non è legato alla vita sessuale del marito, sottolinea il giornalista. "La crisi di fiducia degli americani è un problema dei democratici. Hillary Clinton è il volto di questo problema," — evidenzia, notando che da questa situazione escono malconci entrambi i partiti. Lau sottolinea che la Clinton è in parte responsabile della distruzione della Libia e per la diffusione di ISIS in Nord Africa, circostanza che ha provocato un gran numero di profughi che si è fatta carico l'Europa, non gli Stati Uniti. Ma la sua più grande debolezza sono i rapporti di amicizia con le società di Wall Street che hanno innescato la crisi finanziaria.
 https://it.sputniknews.com/politica/201610173505456-USA-establishment-presidenziali/

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Siria, ambasciatore russo: nessuna risposta da Londra su zone d’azione Uk. 17.10.2016. “Si vuole evitare di causare possibili vittime”. L'esercito russo ha avanzato delle richieste per quanto riguarda le regioni siriane dove sono attive le forze speciali britanniche, al fine di evitare incidenti, ma non ha ricevuto risposta. Lo ha riferito l'ambasciatore russo nel Regno Unito Alexander Yakovenko. "Io aggiungo che il nostro esercito ha anche fatto una richiesta per quanto riguarda le scene d'azione delle forze speciali britanniche in Siria per evitare possibili vittime come conseguenza delle azioni delle Forze aerospaziali russe. Come risposta abbiamo ricevuto solo silenzio," ha scritto Yakovenko in una lettera aperta ai legislatori del Regno Unito.
 https://it.sputniknews.com/mondo/201610173504662-siria-russia-londra-scene-azione-uk/
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Truppe italiane in Lettonia? Ma perché? 17.10.2016. La Nato invierà in Lettonia, al confine russo, quattromila militari con funzione "dissuasiva" contro il Cremlino. Il partenariato NATO per le manovre della pace © AP Photo/ Mkhitar Khachatryan, Photolure Lettonia, il primo battaglione della NATO potrebbe arrivare in primavera L'Italia, a quanto dice il Ministro della difesa Pinotti, ha già preso impegni al vertice di Varsavia per fornire una compagnia. Ma perché l'alleanza atlantica schiera uomini provenienti da tutti i paesi del patto proprio alla frontiera russa? Il segretario generale della Nato, Stoltenberg, ha le idee chiare: il messaggio da lanciare a Mosca è quello della "Difesa e dialogo", non quello della "Difesa o dialogo". Tento una traduzione dall'alto politichese e faccio un esempio, giusto per comprenderci meglio. Due persone non sono in buoni rapporti. Non è mai successo l'irreparabile. Però è opportuno tentare di fare pace e parlarsi. Si tratta di omoni grandi e grossi ed un confronto fisico tra i due sarebbe distruttivo. Nella lotta rischierebbero di distruggere tutto quello che gli sta accanto. All'incontro uno dei due si presenta con una pistola in bella vista, la poggia sul tavolo dicendo "certo che voglio dialogare, non vedete come muoio dalla voglia di parlare?". Qualcosa mi dice che quell'incontro finirà male. Logo della NATO © Foto: NATO / Dennis Tappe La NATO chiede all'Italia di inviare soldati al confine con la Russia In soldoni, come fa l'Occidente a dirci che Mosca deve essere un partner nelle relazioni internazionali se poi viene fuori una provocazione così aperta e pacchiana come schierare uomini di tutte le nazioni aderenti alla Nato ad un tiro di scoppio dalle guardie di confine russe? E' arroganza o stupidità? Quando il nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni dichiara che l'invio di soldati italiani al confine russo "non fa parte di una politica di aggressione verso Mosca, ma di una politica di rassicurazione" allora credo che bisogna fare qualcosa per abbassare il tasso alcoolico del governo. Ancora una volta dimostriamo di essere i servi sciocchi della Nato. In Europa siamo tra i pochi che hanno preso sul serio le sanzioni contro Mosca, mentre gli altri "big", Germania e Francia in primis, nonostante un "si" di facciata, le hanno bellamente aggirate, continuando a fare affari d'oro con la Russia. La prima vittima delle sanzioni è il nostro export: Mosca era un cliente affidabile e denaroso, che abbiamo perso per obbedire agli Stati Uniti, contrariamente ai nostri interessi politici ed economici. Autolesionismo da manuale. Soldati italiani © AFP 2016/ Aref KARIMI Anche l’Italia fa la guerra alla Russia E' evidente che la politica estera italiana va tutta costruita. Al momento navighiamo a vista, telecomandati da interessi che non ci appartengono. Da socialista io dico che il nostro primo impegno deve essere per la distensione tra Est ed Ovest. Certo dobbiamo salvaguardare la nostra adesione alla Nato, una adesione scarsamente volontaria perché maturata sulla nostra sconfitta militare con il territorio nazionale occupato da truppe americane ed inglesi, che di certo, però, va rivista a distanza di settantadue anni dalla fine della seconda guerra mondiale perché, semplicemente, è mutato lo scenario internazionale. Dobbiamo comprendere di essere alleati e non sudditi. E dobbiamo farlo comprendere agli altri. Sigonella docet. E dobbiamo comprendere che Mosca è un'opportunità per la nostra economia e non un nemico mortale. Anche se lo zio Sam vorrebbe farci credere il contrario. L'opinione dell'autore può non corrispondere a quella della redazione.
 https://it.sputniknews.com/opinioni/201610173503901-italia-lettonia-truppe-nato-russia/

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L’estrema sinistra imperialista
by sitoaurora

Thierry Meyssan, Rete Voltaire, Damasco (Siria), 5 ottobre 2016

Thierry Meyssan torna sul sostegno all'imperialismo degli Stati Uniti dell'estrema sinistra durante la guerra fredda e derive attuali. I piccoli gruppi che collaboravano coi socialdemocratici degli USA successivamente divennero il movimento neo-con e sostenitori di sinistra dei Fratelli musulmani e della "primavera araba". Inoltre, divennero le volenterose spie della NED.
George Sabra, Asad al-Zubi, agente siriano dei sauditi e Muhamad al-Lush, capo dei terroristi del Jaysh al-Islam
otto i presidenti Lyndon Johnson e Richard Nixon, la CIA cercò di arruolare attivisti comunisti nel modo e metterli contro Mosca e Pechino. Così, durante la guerra civile libanese, Riyadh al-Turqi ruppe col partito comunista siriano assieme a cinquanta attivisti, tra cui George Sabra e Michel Kilo. Per non restare isolati, contattarono un piccolo gruppo di estrema sinistra statunitense, i Socialdemocratici degli Stati Uniti d'America, cui si affiliarono. Negli "anni di piombo" che la Siria conobbe nel 1978-1982 con la campagna terroristica dei Fratelli musulmani, George Sabra e Michel Kilo ebbero dal capo dei socialdemocratici degli Stati Uniti d'America, Carl Gershman, l'indicazione di sostenere la Fratellanza. Pubblicarono un testo che garantiva che la rivoluzione mondiale era in corso e che i Fratelli musulmani erano l'avanguardia del proletariato, e che l'"Ora X" sarebbe arrivata dagli Stati Uniti. Furono arrestati per i loro legami con i terroristi. Nel 1982, il presidente Reagan creò con i partner dei "cinque occhi", Australia, Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito, una nuova agenzia d'intelligence per sostenere l'opposizione interna negli Stati comunisti, la National Endowment for Democracy (NED), camuffando tale agenzia intergovernativa da "ONG" finanziata direttamente dal Congresso, non dal governo federale, anche se rientra nel bilancio del dipartimento di Stato. La gestione fu affidata a Carl Gerhsman. Gli attivisti del partito trotskista lo seguirono nel suo viaggio dalla sinistra alla destra repubblicana. Tra costoro, un gruppo di giornalisti della rivista sionista Commentary, che entreranno nella storia come i "neo-conservatori", ed intellettuali come Paul Wolfowitz, poi vicesegretario alla Difesa. Il punto d'incontro tra imperialismo e sinistra antisovietica degli Stati Uniti si ebbe sul concetto di "rivoluzione globale". I trotskisti ebbero carta bianca nell'attuarla finché era contro i sovietici e non Washington e i suoi alleati. Formarono i quattro rami della NED, uno per i sindacati, uno per i datori di lavoro, il terzo per i partiti di sinistra e il quarto per i partiti di destra. Ebbero così modo di supportare qualsiasi fazione politica o sociale, in qualsiasi parte del mondo. Attualmente, il ramo per i corrotti partiti di destra, l'International Republican Institute (IRI), è guidato dal senatore John McCain, che è sia parlamentare dell'opposizione che funzionario dell'amministrazione che contesta. Il ramo per i partiti di sinistra, il National Democratic Institute (NDI), è guidato dall'ex-segretaria di Stato Madeleine Albright.
Durante la preparazione della "primavera araba", l'estrema sinistra araba continuò a collaborare con i Fratelli musulmani, come il professor Munsif Marzuqi, futuro presidente tunisino, o il professor Burhan Galiun, futuro presidente del Consiglio nazionale siriano. Tali grandi laici scrissero i discorsi dell'algerino Abafa Madani, capo del Fronte di salvezza islamico esiliato in Qatar. Il discorso dell'estrema sinistra è un'amalgama basata sulla convinzione che gli Stati arabi siano tutti uguali, che si tratti del re saudita Salman o del Presidente siriano al-Assad. Gli unici governi che rispettano sono quelli di Washington e Tel Aviv. Oggi Galiun, Sabra e Kilo sono gli unici lasciti della presunta "rivoluzione siriana"; una falsa sinistra, non al servizio dell'umanità ma del dominio mondiale di Stati Uniti e Israele.

Michel Kilo e Wilhelm Langthaler, esponente dell'estrema sinistra 'antimperialista' austriaca e del Campo antimperialista di Assisi (oggi noto come Sollevazione).

Michel Kilo e in secondo piano Wilhelm Langthaler, esponente dell'estrema sinistra 'antimperialista' austriaca e del Campo antimperialista di Assisi (oggi noto come Sollevazione).

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Brics, Russia: in dichiarazione finale molte questioni politiche importanti. 17.10.2016. Il vertice si è svolto a Goa il 15 e 16 ottobre. Mosca soddisfatta. Vertice dei Brics a Goa, India © Sputnik. Russian Presidential Press Office Accordo tra i leader dei Brics per fondare agenzia di rating “il più presto possibile” Mosca è soddisfatta dell'esito dell'ottavo vertice dei Paesi Brics. La dichiarazione finale rispecchia molte questioni politiche importanti per la Russia: lo ha detto a Sputnik il viceministro degli Esteri Sergey Ryabkov. Nella dichiarazione di Goa, i leader hanno accolto favorevolmente la recente decisione del Comitato delle Nazioni Unite del gruppo di lavoro sugli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico che imposti le linee guida per la sostenibilità a lungo termine dello spazio entro il 2018. "Inoltre, per la prima volta la dichiarazione ha esposto in modo chiaro il supporto per l'iniziativa russa di elaborare una convenzione internazionale per proibire il terrorismo chimico e biologico. Non è mai stato detto prima," ha sottolineato Ryabkov il quale ha aggiunto che la Russia è anche soddisfatta della menzione di inaccettabilità di sanzioni unilaterali. L'evento annuale del vertice Brics ha avuto luogo a Goa, in India, il 15 e 16 ottobre e vi hanno partecipato i leader di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, che hanno discusso un piano di cooperazione nel prossimo futuro, nonché una vasta gamma di questioni economiche e di sicurezza politica.
 https://it.sputniknews.com/mondo/201610173502286-russia-brics-dichiarazione-finale-politica/

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PERSECUTED CHURCH ] [ che cazzo hai fatto? TU HAI BUTTATO a MARE: tutto il SpA NUOVO ORDINE MONDIALE!
Official YouTube Moderator4 giorni faCOMMENTO IN EVIDENZA
dominus UniusRei Dominus4 hours ago
SALMAN SAUDI ARABIA ] se noi affermiamo che, nei miei personaggi virtuali: di lorenzoALLAH Mahdì, lorenzoJHWH Messiah, e Unius REI, non c'é nulla di soprannaturale, e che questi sono soltanto dei personaggi virtuali, tutto il frutto di pura fantasia: il mio sogno migliore, cioè, di poter benedire tutti i popoli del mondo, al fine di: poter veicolare il messaggio politico della fratellanza universale? ok! poi, da un punto di vista politico non cambia nulla, perché, io in politica, io sono sarò e rimarrò sempre un agnostico razionale! Quindi io non pretendo una sovranità, al di fuori della razionalità dell'intelletto umano.. anche perché contrariamente, il mio messaggio non potrebbe mai essere universale!
 revenge Yitzhak Kaduri
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 PERSECUTED CHURCH
PERSECUTED CHURCH5 hours ago
Salman SAUDI ARABIA ] SHALOM + SALAM [ e se, per noi due, che noi 2, noi siamo veramente incompatibili: quasi su tutto, se noi due, noi possiamo vivere come fratelli, lavorare insieme, avere cura e protezione l'uno dell'altro? POI, per tutti gli altri, in tutto il pianeta, CERTAMENTE, SAREBBE SEMPRE PIÙ FACILE: realizzare la fratellanza univerale, che non per noi! Tu non puoi continuare a riporre la tua fiducia nei satanisti massoni farisei SPA FED NATO: "perché questo è un suicidio certissimo per te!"
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 PERSECUTED CHURCH
PERSECUTED CHURCH5 hours ago
Salman SAUDI ARABIA ] SHALOM + SALAM [ Dio JHWH: Padre, VERBO e Vento Santo, lui ha detto "noi facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza".. quindi, tutti NOI, LUI IL SANTO, CI ha fatti: creati, con il potere della SUA Parola e con il Soffio dello Spirito SANTO: la nostra anima, dotata di un corpo spirituale! Adesso, anche noi abbiamo un riflettente potere creativo come LUI JHWH, se, è vero che anche noi siamo a sua Immagine e a Sua Somiglianza: per avere in noi le sue prerogative ad immagine! .. E TU NON DOVRESTI PARTIRE dal presupposto, dal PRINCIPIO CHE, LE COSE CHE POSSANO PIACERE A TE, queste stesse, poi, NON DEBBANO PIACERE ANCHE A ME, ANCHE!  .. e se noi non ricreamo le nuove strutture istituzionali e valoriali del Pianeta: monetarie ed istituzionali? POI, noi STIAMO TUTTI per andare a MORIRE!
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PERSECUTED CHURCH7 ore fa
che cazzo hai fatto? TU HAI BUTTATO a MARE: tutto il SpA NUOVO ORDINE MONDIALE!
Re Israele Kingdom Universal Unius REI
Re Israele Kingdom Universal Unius REI7 ore fa
Bush, KERRY, HILLARY CLINTON, TRILATERALE, BILDENBERG,  NATO, CIA, SPA, FMI BM NWO Shariah Salman Salafiti Farisei: Eih a voi TUTTE  le puttane: signoraggio bancario: ALTO TRADIMENTO COSTITUZIONALE: regime massonico Bildenberg, e tutte le Bestie di Satana e di Elisabetta queen second Gezabele Gener Sodoma UK services! MALEDETTO IL MOMENTO DEL VOSTRO CONCEPIMENTO! ... , per decidere nella vostra malvagità di voler diventare i miei nemici? infatti, attirati a me con vincoli di amore? VOI NON SIETE VOLUTI VENIRE!
revenge Yitzhak Kaduri

Magic Oblivion ] io non ti ho detto di stare alla larga dai miei canali? adesso vediamo se vengono i tuoi alieni putrefatti a salvarti da me! ] USA inizieranno terza guerra mondiale. revenge Yitzhak Kaduri. https://youtu.be/_BlxkiLD4dA [ + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto. Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti, Croce del Santo Padre Benedetto, C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux, Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux, Che il dragone non sia il mio duce, V. R. S. Vadre Retro satana, Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas: Bevi tu stesso i tuoi veleni
revenge Yitzhak Kaduri

http://abdallahkingabdullah.blogspot.com/2016/09/missili-americani-in-corea-del-sud.html
revenge Yitzhak Kaduri

revenge Yitzhak Kaduri 8:02 PM prima è nato lorenzojhwh il Re di Israele. poi, è nato shalomGerusalemme il governatore di Palestina e Israele. e poi, è nato il canale di humanumGenus la Metafisica universale! Quindi poi, è nato Unius REI, e lui è una autorità ETERNA nel Regno di Dio e sulla Terra è il Governatore Procuratore universale su tutte le NAzioni del mondo! ... poi, in youtube i sacerdoti di satana nella CIA e nella NATO non sapevano dove andare a mettere la faccia: il panico nel NWO
revenge Yitzhak Kaduri

questo articolo [ “La distruzione della Siria al centro dei piani di Tel Aviv” Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/20160928/3414931/israele-vuole-distruggere-siria.html ] come la lettura del conflitto Palestinese: è una totale calunnia, ed è un delitto ideologico contro la sovranità di tutti i popoli del mondo, sia perché ogni shariah è genocidio, e sia perché negare il diritto degli ebrei (la fonte della civiltà e del diritto ) ad una loro patria, questo significa negare un diritto alla Patria contro tutti i popoli del pianeta! Ecco perché oggi gli ebrei sono Satanisti e Enlightened Farisei SpA Signoraggio Bancario SpA FMI BM NWO NATO, per farci diventare tutti un solo branco di schiavi microcippati: i vostri massoni? vi hanno tradito, nel regime Bildenberg trilaterale! .. ed io sono l'unico che vi può salvare da questo meritato destino e castigo! .. e così Dio ha dato agli ebrei la Palestina e la Arabia Saudita, e voi dite che, Dio è il Coglione? .. ok voi ve la siete cercata!!  allora, venga Satana ad aiutarvi, lui che non sa chi lo può aiutare contro di me!
revenge Yitzhak Kaduri

A KIEV NON SONO PRONTI PER GLI ACCORDI DI MINSK PERCHÉ LA NATO HA DETTO AI SUOI MASSONI UCRAIANI, CHE, QUESTA GUERRA MONDIALE NUCLEARE È INEVITABILE... 29.09.2016. I risultati del sondaggio tra i membri del parlamento ucraino sulla propensione all’adozione delle leggi sull’amnistia e la concessione dello statuto speciale al Donbass dimostrano che Kiev non è pronta a rispettare gli accordi di Minsk. Lo ha dichiarato oggi il leader della Dnr Alexander Zakharcenko. Secondo il sondaggio, condotto dall'Istituto Gorshenin, solo il 15% dei deputati ucraini è disposto a concedere lo statuto speciale al Donbass; meno del 12% l'amnistia. "Cosa si può dire? Con questi numeri l'Ucraina non potrà rispettare gli accordi di Minsk" ha commentato Zakharcenko. A suo parere, solo gli Usa posso costringere Kiev a rispettare gli impegni presi. https://it.sputniknews.com/mondo/20160929/3418825/sondaggio-parlamento-donbass.html
revenge Yitzhak Kaduri

A KIEV NON SONO PRONTI PER GLI ACCORDI DI MINSK PERCHÉ HLA NATO A DETTO AI SUOI MASSONI UCRAIANI, CHE, QUESTA GUERRA MONDIALE NUCLEARE È INEVITABILE... 29.09.2016. I risultati del sondaggio tra i membri del parlamento ucraino sulla propensione all’adozione delle leggi sull’amnistia e la concessione dello statuto speciale al Donbass dimostrano che Kiev non è pronta a rispettare gli accordi di Minsk. Lo ha dichiarato oggi il leader della Dnr Alexander Zakharcenko. Secondo il sondaggio, condotto dall'Istituto Gorshenin, solo il 15% dei deputati ucraini è disposto a concedere lo statuto speciale al Donbass; meno del 12% l'amnistia. "Cosa si può dire? Con questi numeri l'Ucraina non potrà rispettare gli accordi di Minsk" ha commentato Zakharcenko. A suo parere, solo gli Usa posso costringere Kiev a rispettare gli impegni presi. https://it.sputniknews.com/mondo/20160929/3418825/sondaggio-parlamento-donbass.html
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giubra63 Condivisione pubblica [ ALLARME INSURREZIONE ISLAMICA UN FRANCIA: Nelle moschee chiuse dal governo francese , trovate armi da guerra. Per chi non lo sapesse, le moschee al contrario delle chiese cristiane, sono luoghi di preghiera e di politica, di diffusione del verbo di Maometto e della #Jihad. #Francia #Islam #moschee #moschea #maomettani #islamici #musulmani #insurrezione #Jihad
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Hola lorenzo, Hoy se inicia la III Cumbre del Habitat en Quito (Ecuador). El preámbulo no pudo ser peor. Imponen la agenda LGTB sin admitir disidencias. Pretenden imponer aborto y adopción gay en la III Cumbre del Habitat. Defiende la 'ecología humana': el hombre está creado para la complementariedad; el niño tiene derecho a un padre y yuna madre. La III Cumbre del Habitat comienza hoy en Quito.
Llevaremos tu firma. Seremos tu voz. El viernes y sábado tuvo lugar el encuentro previo de jóvenes, YoutHab del Habitat III, lo llamaron.
Impusieron de manera dictatorial los temas LGTB. Los jóvenes de Red Provida y Familia de Ecuador pidieron que los coordinadores de la mesa y organizadores del evento aclararan que no existía acuerdo. ¡¡No lo aceptaron!!
Es una verdadera dictadura gay… http://www.citizengo.org/es/37800-no-al-aborto-y-adopcion-gay-cumbre-del-habitat
Te cuento lo que me dicen los jóvenes:
“La dictadura gay se toma el Habitat III y se excluye a todas las personas y grupos que exigen que se respete la naturaleza, empezando por la naturaleza humana (…) De esta manera expresan que dicho documento no representa a todos los jóvenes”
Es un pésimo comienzo de la III cumbre del Habitat. Como te dije, pretenden aprovechar la cumbre para introducir aborto y adopción gay. Y por lo que se ve, no tienen ninguna intención de iniciar un verdadero diálogo…
¡No lo vamos a permitir! Escribe ahora a los responsables y organizadores de la cumbre:
http://www.citizengo.org/es/37800-no-al-aborto-y-adopcion-gay-cumbre-del-habitat
Te cuento que llevaremos tu firma a los organizadores de los dos eventos.
Si ya firmaste, por favor, comparte esta campaña en tu muro de Facebook
Estamos ahora mismo en Quito 15 activistas provida y profamilia. La mayoría de Ecuador, pero también de Perú y Brasil y una ONG católica de Alemania. la mayoría estaremos en la mesa de mujer, la más controvertida. También presentaremos una iniciativa provida.
Vamos a llevar tu voz. No vamos a permitir que aprovechen un evento internacional organizado supuestamente para hablar de ciudades sostenibles y cuidado del medio ambiente y que desprecien lo más básico del medio ambiente: la ecología humana.
http://www.citizengo.org/es/37800-no-al-aborto-y-adopcion-gay-cumbre-del-habitat
No va a ser fácil, pero te aseguro que vamos a dar la batalla como la estuvieron dando estos días atrás nuestros jóvenes.
Un fuerte abrazo,
Luis Losada Pescador y todo el equipo de CitizenGO
PD. La III Cumbre del Habitat empieza hoy. Y lo hace con extraordinaria agresividad en la agenda LGTB. Además, pretenden imponernos el aborto. Por favor, firma y comparte.

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Il Gruppo della portaerei Admiral Kuznetsov diretto verso la Siria
by sitoaurora

Sputnik 15/10/ 2016

La Flotta del Nord della Marina russa annunciava che un gruppo di navi da guerra guidato dalla portaerei Admiral Kuznetsov, completa di armi e aerei, lasciava il porto di stazionamento per aderire all'operazione russa contro lo Stato islamico in Siria.22proxyL'Admiral Kuznetsov lasciava il porto di Severomorsk alle 15:00 del 15 ottobre, iniziando il lungo viaggio nel nord-est Atlantico verso il Mar Mediterraneo orientale. La portaerei, ufficialmente classificata dalla Marina russa incrociatore portaerei, è accompagnata dall'incrociatore pesante lanciamissili della classe Kirov Pjotr Velikij, dai cacciatorpediniere Vitseadmiral Kulakov e Severomorsk, e da navi di supporto. I velivoli dell'Admiral Kuznetsov comprendono le versioni navali del caccia per superiorità aerea Su-33 e gli elicotteri antisom Ka-27/Ka-29. Il mese scorso fu detto che i Su-33 sarebbero stati dotati del sistema di puntamento ultra-preciso SVP-24, utilizzato con successo da altri aeromobili nell'operazione antiterrorismo russa in Siria. 4 caccia multiruolo uymx_qlhdocMiG-29K si sono aggiunti all'arsenale della nave, insieme a diversi elicotteri da ricognizione e combattimento Ka-52K. Questi ultimi erano originariamente progettati per le operazioni a bordo delle navi d'assalto anfibio di costruzione francese Mistral, la cui consegna Parigi rinviò e poi annullò nel 2014. Gli elicotteri sono dotati di missili aria-aria e aria-terra, come anche di bombe e cannoni automatici. I MiG si prevede usino bombe intelligenti della famiglia KAB-500 con sistema di navigazione satellitare Glonass, e che possano anche essere dotati dei missili antinave subsonici Kh-35. Oltre ai velivoli, l'Admiral Kuznetsov è dotati di 12 lanciamissili per i missili da crociera antinave Granit, del sistema missilistico antiaereo Kinzhal (4 moduli e 192 missili) e del sistema d'arma ravvicinato Kortik, con 8 moduli, 256 missili e 48000 proiettili. L'Admiral Kuznetsov, costruita nel cantiere sul Mar Nero di Nikolaev, Ucraina, nel 1985, è lunga 306 metri, larga 75 metri e ha un dislocamento di 60000 tonnellate. Nel 2012, la nave entrò nei cantieri Sevmash di Severodvinsk per aggiornamento ed ammodernamento completati poco prima dello schieramento nel Mediterraneo. La nave ha un'autonomia di 15000 km e un equipaggio di 1960 effettivi, tra cui 518 ufficiali e 210 sottufficiali.
Il mese scorso, il Ministro della Difesa Sergej Shojgu annunciava che la Russia avrebbe inviato il gruppo navale dell'Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo per rafforzare la presenza navale russa nella regione. Da allora il gruppo navale russo nel Mediterraneo orientale consiste in 6 navi da guerra e 4 navi di supporto. Il 6 ottobre, la corvetta lanciamissili Mirazh, armata di missili da crociera Kalibr, lasciava Sebastopoli per le coste siriane. Tre giorni prima, 2 corvette, Serpukhov e Zeljonij Dol, lasciavano il Mar Nero per schierasi nel Mediterraneo. Durante il viaggio verso gli obiettivi, i terroristi dello SIIL, l'Admiral Kuznetsov sarà raggiunta da un sottomarino nucleare e da bombardieri strategici Tu-160, per manovre antipirateria e antiterrorismo. Il dispiegamento operativo anti-SIIL sarà storico, essendo il primo dispiegamento operativo di una portaerei russa.11cuvy7lyxgaamqqfGli aerei della portaerei russa effettueranno attacchi 'ultraprecisi' contro lo SIIL
Sputnik  02/09/2016

1026963248I caccia da superiorità aerea Sukhoj Su-33 della portaerei russa Admiral Kuznetsov, che sarà schierata presso le coste siriane a novembre, avranno un sistema di puntamento ultra-preciso noto come SVP-24, secondo le Izvestija che citano una fonte anonima del Ministero della Difesa russo. Il sistema, sviluppato dall'azienda della difesa Gefest&T, permetterà agli aerei da guerra russi di sganciare bombe non guidate con la stessa precisione di quelle guidate. Inoltre, il caccia multiruolo di 4.ta++ generazione Mikojan MiG-29K recentemente unitosi all'arsenale dell'Admiral Kuznetsov, impiegherà bombe guidate e missili contro obiettivi terroristici in Siria, aggiungeva il giornale. L'unica portaerei della Russia farà parte di un gruppo operativo di superficie che si trasferirà in Siria a novembre. Il gruppo aereo a bordo dell'Admiral Kuznetsov comprenderà 10 Su-33 e 4 MiG-29K, dettaglia il giornale. "I Su-33 dotati dell'SVP-24 effettueranno attacchi utilizzando le bombe stupide", affermava la fonte del giornale. "Tuttavia, l'elenco delle armi che i MiG-29 useranno non è stato ancora completamente specificato, ma includerebbe bombe intelligenti della famiglia KAB-500, come quelle che utilizzano il sistema di navigazione satellitare GLONASS, e missili Kh-35". L'SVP-24 ha il compito di determinare la traiettoria ottimale per sganciare una bomba, utilizzando la posizione dell'aereo, parametri di volo e dati del bersaglio. Si è già illustrato nella campagna antiterrorismo russa nel Paese arabo assediato. "I Su-24 dotati dell'SVP-24 sono il cavallo di battaglia delle Forze Aerospaziale russe in Siria", affermava l'analista della difesa Anton Lavrov, aggiungendo che il sistema è una valida alternativa alle munizioni a guida GPS, popolari in occidente. Inoltre, la soluzione russa è più conveniente rispetto a prodotti analoghi sviluppati altrove.
L'analista statunitense noto come The Saker ha spiegato come funziona il sistema SVP-24, che confronta la posizione del velivolo e dell'obiettivo misurando parametri ambientali, come umidità, velocità del vento, angolo d'attacco, ecc. Può ricevere dati aggiuntivi da aerei AWACS, stazioni a terra e altri aerei. Il sistema quindi "calcola un 'pacchetto' (velocità, quota, rotta) entro cui le bombe stupide vengono sganciate automaticamente ed esattamente nel momento preciso in cui il loro volo senza guida li porta dritto sul bersaglio (con una precisione di 3-5m)", aggiungeva l'analista. "In termini pratici ciò significa una bomba 'stupida' vecchia di 30 anni può essere sganciata da un aereo russo di 30 anni con la stessa precisione di una nuova bomba guidata sganciata da un avanzato bombardiere moderno", osservava l'esperto.
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Re Israele Kingdom Universal Unius REI ]] [[ eih, Bush, KERRY, HILLARY CLINTON, TRILATERALE, BILDENBERG, NATO, CIA, SPA, FMI BM NWO Shariah Salman Salafiti Farisei: Eih a voi TUTTE le puttane: signoraggio bancario: ALTO TRADIMENTO COSTITUZIONALE: regime massonico Bildenberg, e tutte le Bestie di Satana e di Elisabetta queen second Gezabele Gener Sodoma UK services! MALEDETTO IL MOMENTO DEL VOSTRO CONCEPIMENTO! 
massoni traditori signoraggio bancario pena di morte! DRINK YOUR POISON MADE BY YOURSELF, amen hallelujah C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni
amen hallelujah C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni
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Cadono le maschere in Siria
by sitoaurora

Andrej Fomin, Oriental Review 13 ottobre 2016syria6_700Nelle ultime settimane, la battaglia per Aleppo ha svelato con vivida chiarezza il nucleo della politica globale contemporanea. La doppiezza dell'attacco del 17 settembre dell'US Air Force alle posizioni dell'Esercito arabo siriano vicino Dayr al-Zur, le grida isteriche contro la Russia esplose dal Pentagono, le minacce velate del dipartimento di Stato degli Stati Uniti contro il contingente russo in Siria, i media occidentali che riferiscono apertamente dell'invio di armi ai terroristi di al-Nusra, e il fantasmagorico dramma nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dell'8 ottobre, sono tutti punti di una sola cosa: non ci sono coalizioni internazionali contro lo SIIL, ma solo l'esercito russo e i suoi alleati che combattono il terrorismo internazionale, strumento di Stati Uniti e NATO. I contorni del grande conflitto internazionale di oggi sono chiari. Ma ancora non tutti ne capiscono scopo e cause. La conoscenza convenzionale, secondo cui un egemone globale decrepito che esporta "democrazia" in una nazione stabile ora si ritrova in un vicolo cieco, non spiega molto. Ma perché tale ostacolo si rivela essere la Siria, che non è certo il Paese più importante del mondo? Perché non, per esempio, l'Egitto assediato, dove i "combattenti per la democrazia" dei Fratelli musulmani vinsero anche sei poi dovettero cedere il potere a un potente governo tutt'altro che filo-USA? Perché è la Russia il Paese che si oppone all'aggressore? Dopo tutto, la Russia era sull'orlo del collasso non molto tempo prima e non era per nulla un importante concorrente dell'economia occidentale. E perché gli Stati Uniti alzano così ferocemente la posta in gioco, portando il pianeta sull'orlo della terza guerra mondiale? E sì, naturalmente, molti esperti sul Medio Oriente snocciolano varie risposte a questi "perché". Ma con un'attenta analisi è chiaro che sono solo note del vero motivo.
Il primo e più frequente argomento citato sono petrolio e gas. Presumibilmente, i giacimenti in Siria hanno fatto del Paese un obiettivo ricercato dall'occidente che, sulla scia di Iraq e Libia, poteva acquisirne gli idrocarburi spazzandone via il governo. Ma in realtà vi sono solo 2,5 miliardi di barili di riserve accertate in Siria, lo 0,1% del totale mondiale. E questo chiaramente non basta a spiegare l'intervento terroristico in Siria: se l'occidente si concentrasse solo sul petrolio, sarebbe più logico orchestrare l'esportazione della democrazia in Venezuela, che ha il 17,5% delle riserve mondiali. Fu anche ipotizzato che la ragione dell'aggressione risalisse al 2009, al rifiuto di Damasco di permettere che un gasdotto dal Qatar all'Europa ne attraversasse i confini. Ma anche ciò sarebbe un'esagerazione. Il disaccordo avrebbe potuto essere un motivo per il Qatar, ma difficilmente per l'occidente. Il gasdotto di per sé era così rischioso da esser un bluff o pretesto, ma non serio motivo per lanciare la pluriennale campagna terroristica contro Assad. C'era una tendenza popolare negli ultimi anni ad esaminare qualsiasi conflitto con il petrolio, accusando i giacimenti di idrocarburi delle tribolazioni, una semplificazione eccessiva e simile all'approccio monetarista dell'economia, in cui tutte le complessità della vita economica sono valutate esclusivamente in termini di debito e credito. Per la politica globale tuttavia, il petrolio ha senso solo come strumento (anche se molto importante) per salvaguardare gli interessi e raggiungere obiettivi geopolitici: Hitler tentò disperatamente di raggiungere i campi petroliferi di Baku, non di per sé, ma per tagliarne l'accesso a Mosca e quindi assestare un colpo mortale all'URSS. E' inaccettabile confondere strumenti ed obiettivi, perché ciò distrae dalla verità.
Molto meno significativa come spiegazione della guerra in Siria, sul punto di esplodere in conflitto globale, sono gli argomenti che citano, ad esempio, le animosità in Siria e nella regione, o la diffusione dell'islamismo e il collasso dello Stato in Iraq, Paese ormai terreno fertile dell'estremismo, o il confronto fra sunniti e sciiti o Arabia Saudita e Iran, o la sovrappopolazione nella regione, o la scarsità d'acqua, ecc. Tutto ciò, in vari gradi naturalmente, contribuisce alla gravità del conflitto, ma non spiega perché truppe di decine di Paesi, tra cui i due più potenti, Stati Uniti e Russia, siano attive in Siria. C'è una spiegazione molto più convincente del conflitto in Siria, anche se non è considerata sufficientemente scientifica. La distruzione del Paese è della massima urgenza per le élite sovranazionali che alimentano il caos in Medio Oriente, rendendo possibile la diffusione della destabilizzazione in Eurasia e rovesciarne i centri di potere economico alternativi, in particolare Cina e Russia. Presumibilmente la Federal Reserve non può sopravvivere a dilagare del debito, e la guerra in Siria è usata per destabilizzare eventuali concorrenti in questo confronto economico. In effetti l'economia cinese nel 2014 superava il PIL degli Stati Uniti, e sembrerebbe che tra questi due colossi economici, uno cadente e l'altro in ascesa, ne derivi lo scontro militare e politico. Gli analisti politici statunitensi e cinesi hanno avuto molto da dire su ciò negli ultimi anni. Tuttavia, nel conflitto siriano, ed è un fatto incontestabile, la Cina si è tenuta lontana dalla mischia. Per cinque anni, ed anche nell'attuale fiammata, Pechino ha mantenuto la consueta neutralità, semplicemente lamentando le sofferenze dei siriani e condannando il terrorismo. In termini economici la Russia non rappresenta una vera minaccia per gli Stati Uniti, ma in Siria è l'esercito russo il primo nemico degli statunitensi, i cinesi non ci sono. E guardando alla geografia, il conflitto in Siria potrebbe diffondere il contagio dello SIIL nel Caucaso russo (attraverso un corridoio che passa dalla Turchia) molto più rapidamente di quanto tale piaga possa arrivare, per esempio, nella regione autonoma cinese del Xinjiang Uyghur. In tale logica, sarebbe stato più intelligente promuovere lo SIIL in Afghanistan o Pakistan, punto di partenza migliore per dirigere il caos terroristico verso la Cina. Inoltre, è del tutto lecito ritenere che se la Russia non fosse un significativo attore geopolitico, Pechino non avrebbe affrontato gli Stati Uniti sulla Siria, ma si sarebbe invece accordata con l'occidente, sulla base di un compromesso non molto vantaggioso per la Cina, secondo una visione storica che puntasse all'inevitabile declino della civiltà occidentale.
Per la Russia invece, il conflitto con l'occidente non ha assolutamente nulla a che fare con l'economia. E' inane suggerire che l'economia russa, nonostante l'autentico progresso degli ultimi 15 anni, sia una minaccia per l'economia globale degli Stati Uniti, in cui la Cina gioca ancora una parte integrante. Sì, le associazioni geopolitiche quali i BRICS potrebbero potenzialmente rovesciare il sistema monetario stabilito dalla Conferenza della Jamaica, così come il consenso di Washington, ma neanche questo è concorrenza economica, ma proiezione finanziaria di una prova di forza militare e politica. Di cosa si tratta essenzialmente? Perché la Russia è ancora l'epicentro di un conflitto globale che minaccia di esplodere? Perché lo Stato russo, che ha subito una trasformazione dolorosa alla fine del 20° secolo, da cui deve ancora riprendersi pienamente, è costretto a resistere all'attacco dell'egemone che dirige gli sviluppi internazionali e possiede strumenti assai più avanzati per un confronto?
573b527ec461884d468b45cdPer comprendere l'essenza di ciò che accade, va infine riconosciuto che le azioni dei vertici della civiltà occidentale, non gli impiegati del dipartimento di Stato e del Pentagono, ma i veri responsabili del piano globale della Pax Americana, ritenute pragmatiche, in realtà sono dettate da ideali e obiettivi molto specifici. Le loro parole sull'eccezionalismo americano quale ideale società libera, faro di democrazia e ultima speranza della Terra, sono più di semplici slogan e jingle pubblicitari, ma esprimono la sensazione di essere la forza speciale in questo pianeta. Già nel 18° secolo, Jonathan Edwards dichiarò che gli statunitensi sostituivano gli ebrei quale popolo eletto da Dio. E i padri fondatori videro nella loro opera il culmine della storia del mondo. Nel 20° secolo, Ronald Reagan, che accusò l'Unione Sovietica di essere l'"impero del male", sostenne chiaramente il ruolo dell'"impero del bene" degli Stati Uniti. In tal senso, Bush, Clinton e Obama non inventano nulla, solo che esprimono con parole diverse tale messianismo. Una naturale espressione di tale ideologia è la politica estera degli Stati Uniti come "esportatori di democrazia" e arbitri e poliziotti mondiali. Il sequestro di risorse, petrolio e gas, così come dei compensi finanziari, sono solo un bonus e strumento per raggiungere tali ideali. Il concetto chiave è "libertà", intorno cui viene costruito il resto dell'"esclusività", indicata come libertà umana (cioè come benedizione), ma in realtà i "padroni del mondo" l'intendono come libertà del capitale, cioè politica del "tutto ciò che va bene" all'homo economicus. Secondo loro, il mondo ideale dovrebbe essere un mercato di beni e servizi, essere umano compreso. Il denaro diventa l'equivalente di ogni manifestazione dell'universo, così come della sua essenza primaria. Tutto ciò che viene indicato come pragmatismo in realtà deriva da tale visione "monetaria" della vita. Tuttavia, l'espansione della moneta, nelle dimensioni spaziale e spirituale, non si limita ai profitti di oggi, ma persegue l'obiettivo a tutti i costi d'inghiottire il mondo e riformattare l'umanità entro meccanismi finanziari (processo conosciuto come progresso, analogo allo sviluppo della tecnologia). Va anche spiegato che "libertà" e "progresso", intesi così, sono assolutamente in contrasto con 2000 anni di cristianesimo, e che sono letali per l'umanità? È un dato di fatto, negli ultimi decenni, che la civiltà occidentale punti al totale rifiuto del cristianesimo con il pretesto della "tolleranza", promuovendo la depravazione con il pretesto dei "diritti gay", mentre la Russia è diventata il campione dei valori tradizionali e della fede. E' semplicemente una coincidenza che l'insorgere di questa grande battaglia tra "libertà del capitale" e "libertà dell'anima" emerga sul suolo siriano, dove il mondo cristiano fece i primi passi? Il cristianesimo è nato tra le rocce di quella regione del Medio Oriente e del Mediterraneo, e secoli dopo si ebbero i tentativi di seppellirvelo. È interessante notare che gli ideologi dello SIIL, addestrati nelle prigioni degli Stati Uniti, abusano selettivamente dei versi del Corano, citando l'hadith 6924 che descrive la battaglia tra il Bene e il Male nella città siriana di Dabiq. Sono, come coloro che pendono dalle loro labbra, consapevoli del fatto che siano solo carne da cannone ingannata dal Diavolo per l'ultima battaglia? Le moltitudini che ogni giorno masticano la gomma vacua nota come CNN, capiscono che la storia non è spinta da interessi petroliferi e fugaci, ma dalla battaglia tra principi opposti, forze che trascinano l'umanità in direzioni diverse, verso il basso nella Geenna o in alto verso la Terra della lealtà?
Strano ma vero: negli ultimi secoli una sola potenza, la Russia, ha ostacolato chi si dichiarava "grande benedizione", "razza pura" o "faro di democrazia" cercando di soggiogare l'umanità. Gli storici possono passare tutto il tempo che vogliono a cercare di convincerci dell'obiettività dell'ascesa di Hitler e della sua campagna orientale; che Gran Bretagna e Stati Uniti non notarono il male nazista e che poi, con noncuranza, aiutarono l'economia tedesca con i prestiti; ma è ovvio che Hitler, come lo SIIL di oggi, furono attentamente guidati ad aggredire la Russia. E dopo che l'esercito sovietico distrusse quello di Hitler, erano pronti all'"impensabile", attaccare l'URSS. Non ci provarono mai, ma negli anni del dopoguerra avanzarono la prospettiva dell'uso della loro bomba atomica per intimidire Mosca. E' stupido cercare di spiegare tale infamia come mera conseguenza della situazione di stallo tra sistemi comunista e capitalista perché, come abbiamo visto dopo il crollo dell'Unione Sovietica, il comunismo non c'è più, ma la Russia è ancora il nemico.
"Salvare il mondo dalla diffusione del male assoluto", tale è la missione globale e il destino della nazione russa e dello Stato russo come fenomeno storico. Questo destino non è stato scelto, ma la Russia è destinata a salvare ancora una volta il mondo dalla distruzione, altrimenti non sarebbe più la Russia. Ciò non implica infallibilità o eccezionalità dei russi, dato che la battaglia si svolge anche in loro, ma conferisce alla nazione una speciale responsabilità sul destino del mondo. Questa missione spiega l'irrazionale odio selvaggio per la Russia e i russi che infiamma la "superclasse" globale, e che si riflette in terabyte di quotidiana prezzolata propaganda militante. E' importante per tutti i cittadini razionali del mondo capire che quando guardano le notizie sulla Siria, il vero problema non è Assad, e nemmeno gli interessi nazionali di uno Stato. La questione è lo stallo metafisico tra due principi universali, nella guerra dei mondi in cui ogni cittadino dovrà fare la propria scelta esistenziale.

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il 73esimo anniversario con il capo dello stato
16 ottobre 1943, un ricordo vivo
'La Memoria costruisce il futuro'
16 ottobre 1943, il giorno del rastrellamento nazista al Portico d'Ottavia. Una ferita aperta non solo per la Comunità ebraica, che perso oltre un migliaio dei suoi figli, ma per tutto il paese. Un terribile ricordo da coltivare nel tempo e nelle generazioni. Perché, come viene ribadito nel corso di tutta la giornata, non c'è futuro senza Memoria.
A confermarlo in modo concreto è la più alta carica dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che questa ricorrenza carica di significati sceglie di vivere assieme agli ebrei romani. Mancano pochi istanti alle 15 quando Mattarella arriva al Portico d'Ottavia, davanti alla lapida che ricorda le vittime della razzia e il terribile prezzo che la Comunità pagò alla persecuzioni nazifasciste. Depone una corona, incontra gli ultimi sopravvissuti, fa il suo ingresso nella sede della Fondazione Museo della Shoah alla Casina dei Vallati dove è allestita una importante mostra sul 16 ottobre.
Una visita privata, in compagnia della presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello, del rabbino capo Riccardo Di Segni, della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, del presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia e del curatore della mostra Marcello Pezzetti. A salutarlo anche l'ex presidente UCEI Renzo Gattegna. L'ultimo atto, questa visita, di ore particolarmente intense di ricordo, elaborazione, progettualità.
Ad aprire la commemorazione, ieri sera, la tradizionale fiaccolata organizzata dalla Comunità ebraica insieme alla Comunità di Sant'Egidio. Da Piazza S.Maria in Trastevere all'esterno del Tempio Maggiore, molte centinaia i cittadini in marcia per la consapevolezza. Sul palco, oltre ai vertici della Comunità ebraica, prendono la parola il fondatore di Sant'Egidio Andrea Riccardi, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio Nicola ZIngaretti. Memoria del passato, lavoro incentrato sul futuro: nei vari interventi una chiave di lettura comune.
Lo stesso slancio che anima le diverse iniziative della mattinata. La deposizione delle corone davanti al Tempio Maggiore, la marcia silenziosa che si conclude in sinagoga con l'abbraccio corale della Comunità ai Testimoni (le cui parole emozionano e commuovono l'intera platea), l'inaugurazione della mostra alla presenza tra gli altri del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

LA LETTERA ALLE PIù ALTE CARICHE DELLO STATO
Unesco, la presidente UCEI:
"L'Italia dia voce alla verità"
Dopo il vergognoso voto dell'Unesco che nega l'ebraicità di alcuni luoghi di Gerusalemme, la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato alle più alte carico dello Stato il seguente messaggio.

Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Al Presidente del Senato, Sen. Pietro Grasso
Alla Presidente della Camera, On. Laura Boldrini
Al Presidente del Consiglio, Dott. Matteo Renzi
Alla Rappresentanza permanente italiana presso l’Unesco, Dott.ssa Vincenza Lomonaco

Illustre Presidente della Repubblica, illustri presidenti di Senato e Camera, illustre Presidente del Consiglio, Rappresentanza permanente italiana presso l’Unesco,
Vi scrivo a nome di tutte le Comunità ebraiche italiane e di tutti i cittadini italiani di religione ebraica, ma certa di rappresentare anche il sentimento di chi professa altre religioni ed è ugualmente indignato.
Nelle scorse ore l’Unesco ha votato a larga maggioranza una risoluzione che nega l’identità ebraica di alcuni siti di Gerusalemme tra cui il Muro Occidentale, il luogo più sacro agli ebrei del mondo intero.
Una decisione scioccante, grave e aberrante, che non ha precedenti nella storia di questa organizzazione. Un voto che, di fatto, finisce non solo per negare millenni di storia ebraica nella capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele, ma anche per riscrivere l’intera vicenda del Cristianesimo, strettamente legata a quei luoghi, a quelle pietre, a quella eredità.
Al momento del voto l’Italia ha scelto incomprensibilmente di astenersi, gettando un’ombra, con questa decisione, sulla sua solida amicizia con lo Stato di Israele e con l’intero popolo ebraico. A nostro modo di intendere questa scelta rappresenta un’offesa ai valori fondamentali dell’Italia stessa, ai principi della Costituzione e dell’Europa stessa, chiamata a difendere con forza ogni tentativo di distorsione, di negazionismo e revisionismo della storia.
Il Muro occidentale di Gerusalemme è stato inaccessibile agli ebrei fino alla liberazione della città dall’occupazione Giordana nel 1967. Solo da quella data, da quando l’Amministrazione israeliana ha riunito la città, Gerusalemme è davvero città aperta a tutte le religioni e il Kotel luogo di raccolta e di preghiera universale.
Nei prossimi giorni questa risoluzione sarà sottoposta a un voto definitivo. Chiediamo pertanto alle più alte istituzioni dello Stato italiano di adoperarsi anche con gli altri Paesi affinché sia data voce alla verità, alla libertà, esprimendosi nel senso più risoluto a difesa dei valori che oggi uniscono i popoli, e recuperare quel tanto che resta della credibilità delle Nazioni Unite, anche in vista del nuovo corso che va aprendosi.
Auspichiamo di leggere martedì una risoluzione esattamente opposta che inviti tutti coloro che vivono a Gerusalemme e che raggiungono la Città e i suoi luoghi sacri a riconoscerne la sua specialità e storicità di rilievo per tutte le religioni, che inviti a recitare la medesima preghiera per la vita, seppur ciascuno nella sua lingua.

Noemi Di Segni,
presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

IL CORDOGLIO DELL'ITALIA EBRAICA
Silvio Norzi (1924-2016)
Ebraismo piemontese e italiano in lutto per la scomparsa di Silvio Norzi, ultimo presidente della Comunità ebraica di Alessandria.
Oggi sezione della Comunità di Torino, la kehillah alessandrina fu condotta da Norzi fino al 1989 (anno del suo scioglimento) con passione, determinazione e impegno. Qualità che gli vengono riconosciute con gratitudine e che seppe garantire anche negli anni successivi, che lo videro tra i principali protagonisti del lavoro di salvaguardia e valorizzazione delle testimonianze ebraiche cittadine. A partire, naturalmente, dalla sinagoga.
I funerali di Norzi si svolgeranno mercoledì 19 ottobre. Dall'Ospedale Civile di Alessandria il feretro sarà portato nella sezione ebraica del locale cimitero (la sepoltura avverrà nel pomeriggio, in orario ancora da definire).
Messaggi di partecipazione al dolore, tra gli altri, sono stati inviati ai familiari dalla Comunità ebraica di Torino e dal vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giulio Disegni.
"Un uomo disponibilissimo, di una umiltà straordinaria" lo ricorda Aldo Perosino, attivo studioso dell'ebraismo locale.
La redazione del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it e di Pagine Ebraiche si unisce al dolore dei familiari, degli amici, di tutti coloro che hanno visto in Norzi un formidabile esempio.
Che il suo ricordo sia di benedizione.
sorgente di vita
Sukkot, il lungo viaggio
Sukkot, la festa delle capanne, apre la puntata di Sorgente di vita di domenica 16 ottobre, registrata prima della ricorrenza. La festa ricorda i quaranta anni passati dagli ebrei nel deserto dopo l’esodo dall’Egitto. Ogni anno, all’inizio dell’autunno, si rinnova il ricordo del lungo viaggio verso la terra promessa, quando il popolo ebraico viveva in alloggi provvisori: oggi la sukkà, la capanna, è un luogo reale dove vivere e studiare per otto giorni, ma allo stesso tempo luogo simbolico che evoca la precarietà della vita umana.
Leggi
pilpul

L'ottobre del nostro sconcerto
Soffermarsi sulla triste ricorrenza di oggi, 16 ottobre, è fatto tanto obbligato, e quindi dovuto, quanto non necessitante di ulteriori delucidazioni storiche. Forse anche le commemorazioni, che servono come esercizio di memoria e di deferente rispetto, poco altro possono aggiungere al persistente senso dell’assenza. Di coloro che furono trascinati via. Una assenza, a ben pensarci, che forse deve rimanere tale. Non esiste risarcimento per ciò che è avvenuto. Sappiamo quel tanto che basta per sentirci in difetto: di quanti furono rapiti e poi assassinati, ma anche di ciò che fu tolto una volta per sempre, a partire dalla residua cittadinanza, laddove quest’ultima non era un formalismo giuridico ma il suggello dell’evidenza, ossia il fatto di costituire parte integrante di una comunità nazionale, quella italiana, da tempo quasi immemore. La “razzia del ghetto”, la caccia agli ebrei romani del 16 ottobre 1943, è un evento tanto traumatico quanto insuperabile

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ALLARME ISLAMICI IN GERMANIA: "Spareremo nelle scuole". Falso allarme terrorismo in Germania
Nove istituti superiori nell'est della Germania hanno ricevuto mail di minacce: polizia al lavoro per perquisire le scuole
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/spareremo-nelle-scuole-sos-terrorismo-germania-1320001.html

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"Spareremo nelle scuole". Falso allarme terrorismo in Germania
il Giornale
Cinque istituti superiori nell'est della Germania hanno ricevuto mail di minacce: polizia al lavoro per perquisire le scuole

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Perkins: dopo il terzo mondo, ora stanno depredando noi

Scritto il 15/10/16 • nella Categoria: idee Condividi
La situazione è molto peggiorata negli ultimi 12 anni, rispetto a quando pubblicai “Confessioni di un sicario dell’economia”. Gli assassini economici e gli sciacalli si sono diffusi tremendamente, anche in Europa e negli Stati Uniti. In passato si concentravano essenzialmente sul cosiddetto Terzo Mondo, o sui paesi in via di sviluppo, ma ormai vanno dappertutto. E infatti, il cancro dell’impero delle multinazionali ha metastasi in tutta quella che chiamo la moribonda economia fallita globale. Questa economia è basata sulla distruzione di quelle stesse risorse da cui dipende, e sul potere militare. E’ ormai completamente globalizzata, ed è fallimentare. Siamo passati da essere beneficiari di questa economia assassina ad essere ora le sue vittime. In passato, questa economia di assassini economici era propagandata per poter rendere l’America più ricca e presumibilmente per arricchire tutti i cittadini, ma nel momento in cui questo processo si è esteso agli Stati Uniti e all’Europa, il risultato è stato una enorme beneficio per i molto ricchi a spese di tutti gli altri. Su scala globale sappiamo che 62 persone hanno ormai in mano gli stessi mezzi della metà più povera del mondo.
Naturalmente in America vediamo come il governo sia paralizzato, semplicemente non funziona. Viene controllato dalle grandi multinazionali. Queste hanno capito che il nuovo obiettivo, la nuova risorsa, sono gli Usa e l’Europa, e gli orribili avvenimenti successi in Grecia, e Irlanda e Islanda, stanno ormai avvenendo anche da noi, negli Usa. Le statistiche ci mostrano una crescita economica, ma allo stesso tempo aumentano i pignoramenti di case e la disoccupazione. Si tratta della stessa dinamica debitoria che porta a amministratori di emergenza, i quali consegnano le redini dell’economia alle multinazionali private: lo stesso meccanismo che vediamo nei paesi del terzo mondo. Quando ero un “sicario dell’economia”, una delle cose che facevamo era concedere enormi prestiti a questi paesi, ma quei soldi non finivano mai davvero ai paesi, finivano alle nostre stesse multinazionali che vi costruivano le infrastrutture. E quando i paesi non riuscivano a ripagare i loro debiti, imponevamo la privatizzazione della gestione dell’acqua, delle fognature e della distribuzione elettrica. Ormai vediamo succedere la stessa cosa negli Stati Uniti. Flint nel Michigan ne è un ottimo esempio.
Non stiamo parlando di un impero degli Stati Uniti, si tratta di un impero delle multinazionali protette e appoggiate dall’esercito Usa e dalla Cia. Ma non è un impero degli americani, non aiuta gli americani. Ci sfrutta nella stessa maniera in cui noi abbiamo sfruttato gli altri paesi del mondo. Viaggiando attraverso gli Usa e nel mondo, vedo davvero che la gente si sta svegliando. Stiamo capendo. Capiamo che viviamo in una stazione spaziale molto fragile: non abbiamo alcuna navetta spaziale, e non possiamo andarcene. Dobbiamo risolvere la situazione, dobbiamo prendercene carico, perché stiamo distruggendo la stazione spaziale. Le grandi multinazionali la stanno distruggendo, ma queste vengono gestite da persone, e queste sono vulnerabili. Se ci pensiamo bene, i mercati sono una democrazia, se li usiamo nel modo giusto. Certo, gli accordi come il Ttip sono devastanti, danno alle multinazionali la sovranità sui governi. E’ ridicolo. Vediamo i popoli dell’America Centrale terribilmente disperati, cercano di uscire da un sistema marcio, in primo luogo a causa degli accordi commerciali e delle nostre politiche nei confronti dell’America Latina.
E naturalmente vediamo queste stesse politiche nel Medio Oriente e in Africa, queste onde migratorie che stanno investendo l’Europa dal Medio Oriente. Questi problemi terribili sono stati creati dall’ingordigia delle multinazionali. Sono appena stato in America Centrale e quello che da noi viene definito un problema di immigrazione, in realtà è un problema di accordi commerciali. Non si possono imporre dazi a causa degli accordi commerciali – Nafta e Cafta – ma gli Usa possono dare aiuti di Stato ai loro agricoltori. Gli altri governi non si possono permettere di aiutare i propri agricoltori. Perciò i nostri agricoltori riescono ad avere la meglio sui loro, a questo distrugge le altre economie, e anche altre cose, ed ecco perché si creano problemi di immigrazione. Tre o quattro anni fa la Cia ha organizzato un colpo di Stato contro il presidente democraticamente eletto dell’Honduras, Zelaya, perché non si è piegato a multinazionali grandi, globali e con legami con gli Usa come Dole e Chiquita.
Il presidente voleva alzare il salario minimo a un livello ragionevole, e voleva una riforma agraria che garantisse che queste persone riuscissero a guadagnare dalla loro terra, anziché assistere alle multinazionali che lo facevano. Le multinazionali non l’hanno potuto tollerare. Non è stato assassinato, ma è stato disarcionato con un colpo di Stato, e spedito in un altro paese, rimpiazzandolo con un dittatore brutale. Oggi l’Honduras è uno dei paesi più violenti e sanguinari dell’emisfero. Quello che abbiamo fatto fa paura. E quando una cosa così accade a un presidente, manda un messaggio a tutti gli altri presidenti dell’emisfero, e anzi di tutto il mondo: non intralciate i nostri piani. Non intralciate le multinazionali. O cooperate e vi arricchite, e tutti i vostri amici e le vostre famiglie si arricchiscono, oppure verrette disarcionati o assassinati. Si tratta di un messaggio molto forte.
(John Perkins, dichiarazioni rilasciate a Sarah van Gelder per l’intervista “Nuove confessioni di un sicario dell’economia: stavolta vengono a prendersi la democrazia”, pubblicata da “Yes Magazine” e ripresa da “Voci dall’Estero” il 6 ottobre 2016. Perkins è celebre per il bestseller “Confessioni di un sicario dell’economia”, ora aggiornato con una nuova edizione).

La situazione è molto peggiorata negli ultimi 12 anni, rispetto a quando pubblicai “Confessioni di un sicario dell’economia”. Gli assassini economici e gli sciacalli si sono diffusi tremendamente, anche in Europa e negli Stati Uniti. In passato si concentravano essenzialmente sul cosiddetto Terzo Mondo, o sui paesi in via di sviluppo, ma ormai vanno dappertutto. E infatti, il cancro dell’impero delle multinazionali ha metastasi in tutta quella che chiamo la moribonda economia fallita globale. Questa economia è basata sulla distruzione di quelle stesse risorse da cui dipende, e sul potere militare. E’ ormai completamente globalizzata, ed è fallimentare. Siamo passati da essere beneficiari di questa economia assassina ad essere ora le sue vittime. In passato, questa economia di assassini economici era propagandata per poter rendere l’America più ricca e presumibilmente per arricchire tutti i cittadini, ma nel momento in cui questo processo si è esteso agli Stati Uniti e all’Europa, il risultato è stato una enorme beneficio per i molto ricchi a spese di tutti gli altri. Su scala globale sappiamo che 62 persone hanno ormai in mano gli stessi mezzi della metà più povera del mondo.

Naturalmente in America vediamo come il governo sia paralizzato, semplicemente non funziona. Viene controllato dalle grandi multinazionali. Queste hanno capito che il nuovo obiettivo, la nuova risorsa, sono gli Usa e l’Europa, e gli orribili John Perkins, ex "sicario dell'economia"avvenimenti successi in Grecia, e Irlanda e Islanda, stanno ormai avvenendo anche da noi, negli Usa. Le statistiche ci mostrano una crescita economica, ma allo stesso tempo aumentano i pignoramenti di case e la disoccupazione. Si tratta della stessa dinamica debitoria che porta a amministratori di emergenza, i quali consegnano le redini dell’economia alle multinazionali private: lo stesso meccanismo che vediamo nei paesi del terzo mondo. Quando ero un “sicario dell’economia”, una delle cose che facevamo era concedere enormi prestiti a questi paesi, ma quei soldi non finivano mai davvero ai paesi, finivano alle nostre stesse multinazionali che vi costruivano le infrastrutture. E quando i paesi non riuscivano a ripagare i loro debiti, imponevamo la privatizzazione della gestione dell’acqua, delle fognature e della distribuzione elettrica. Ormai vediamo succedere la stessa cosa negli Stati Uniti. Flint nel Michigan ne è un ottimo esempio.

Non stiamo parlando di un impero degli Stati Uniti, si tratta di un impero delle multinazionali protette e appoggiate dall’esercito Usa e dalla Cia. Ma non è un impero degli americani, non aiuta gli americani. Ci sfrutta nella stessa maniera in cui noi abbiamo sfruttato gli altri paesi del mondo. Viaggiando attraverso gli Usa e nel mondo, vedo davvero che la gente si sta svegliando. Stiamo capendo. Capiamo che viviamo in una stazione spaziale molto fragile: non abbiamo alcuna navetta spaziale, e non possiamo andarcene. Dobbiamo risolvere la situazione, dobbiamo prendercene carico, perché stiamo distruggendo la stazione spaziale. Le grandi multinazionali la stanno distruggendo, ma queste vengono gestite da persone, e queste sono vulnerabili. Se ci pensiamo bene, i mercati sono una democrazia, se li usiamo nel modo giusto. Certo, gli accordi come il Ttip sono devastanti, danno alle multinazionali la sovranità sui governi. E’ ridicolo. Vediamo i popoli dell’America Centrale terribilmente disperati, cercano di uscire da un sistema marcio, in primo luogo a causa degli accordi commerciali e delle nostre politiche nei confronti dell’America Latina.

E naturalmente vediamo queste stesse politiche nel Medio Oriente e in Africa, queste onde migratorie che stanno investendo l’Europa dal Medio Oriente. Questi problemi terribili sono stati creati dall’ingordigia delle multinazionali. Sono appena stato in America Centrale e quello che da noi viene definito un problema di immigrazione, in realtà è un problema di accordi commerciali. Non si possono imporre dazi a causa degli accordi commerciali – Nafta e Cafta – ma gli Usa possono dare aiuti di Stato ai loro agricoltori. Gli altri governi non si possono permettere di aiutare i propri agricoltori. Perciò i nostri agricoltori Manuel Zelayariescono ad avere la meglio sui loro, a questo distrugge le altre economie, e anche altre cose, ed ecco perché si creano problemi di immigrazione. Tre o quattro anni fa la Cia ha organizzato un colpo di Stato contro il presidente democraticamente eletto dell’Honduras, Zelaya, perché non si è piegato a multinazionali grandi, globali e con legami con gli Usa come Dole e Chiquita.

Il presidente voleva alzare il salario minimo a un livello ragionevole, e voleva una riforma agraria che garantisse che queste persone riuscissero a guadagnare dalla loro terra, anziché assistere alle multinazionali che lo facevano. Le multinazionali non l’hanno potuto tollerare. Non è stato assassinato, ma è stato disarcionato con un colpo di Stato, e spedito in un altro paese, rimpiazzandolo con un dittatore brutale. Oggi l’Honduras è uno dei paesi più violenti e sanguinari dell’emisfero. Quello che abbiamo fatto fa paura. E quando una cosa così accade a un presidente, manda un messaggio a tutti gli altri presidenti dell’emisfero, e anzi di tutto il mondo: non intralciate i nostri piani. Non intralciate le multinazionali. O cooperate e vi arricchite, e tutti i vostri amici e le vostre famiglie si arricchiscono, oppure verrette disarcionati o assassinati. Si tratta di un messaggio molto forte.

(John Perkins, dichiarazioni rilasciate a Sarah van Gelder per l’intervista “Nuove confessioni di un sicario dell’economia: stavolta vengono a prendersi la democrazia”, pubblicata da “Yes Magazine” e ripresa da “Voci dall’Estero” il 6 ottobre 2016. Perkins è celebre per il bestseller “Confessioni di un sicario dell’economia”, ora aggiornato con una nuova edizione).
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http://www.libreidee.org/2016/10/perkins-dopo-il-terzo-mondo-ora-stanno-depredando-noi/



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https://youtu.be/CU8WFgoo3pc Pubblicato il 13 ott 2016 666 i satanisti di UNESCO ONU OCI CIA NATO! Today UNESCO adopted a resolution denying the Jewish and Christian connection to Jerusalem. Trying to imagine which Bible UNESCO has been reading...
The Bible - Revised by Unesco
Israel's Foreign Affairs Min.

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Stanno arrivando grandi guerre. Consigli per i fratelli che rimangono i Euro
endtime7777 https://youtu.be/v-CCSSqllR4
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Il Punto di Giulietto Chiesa - L’America minaccia la guerra. E’ ufficiale. PandoraTV https://youtu.be/pP128SPzGDc
16 ott 2016. Adesso sappiamo con assoluta precisione che sono gli Stati Uniti e non la Russia a minacciare l’escalation. E’ il vice-presidente in carica, Joe Biden, l’amico dei nazisti ucraini, a esplicitare le cose. L’abbiamo visto e ascoltanto nell’intervista rilasciata al giornalista Chuck Todd, conduttore del programma NBC “Meet the Press”, andato in onda domenica 16 ottobre.
benzedrex23 ore fa
Giusto per fare informazione, nessun mezzo di informazione incluso Pandora ci ha dato notizia. Esiste un ordine esecutivo del 13 Ottobre che andrebbe la pena di leggere e renderlo noto a più persone possibili. Loro sanno qualcosa che sta per succedere e che noi ignoriamo completamente. Sarà questo il messaggio di cui parlava Biden?
https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2016/10/13/executive-order-coordinating-efforts-prepare-nation-space-weather-events

Gloria Franchi
FATE GIRARE QUESTO VIDEO P.F.  http://sapereeundovere.com/la-terza-guerra-mondiale-e-alle-porte-fate-girare-questo-video/
Franco Pitoni
Penso che gli Americani siano drogati, ma drogati veramente, perché neanche un folle sotto effetto di LSD sarebbe in grado di distruggere il pianeta per salvare la loro DEMENZA imperialista e capitalistica.
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LA TERZA GUERRA MONDIALE E’ ALLE PORTE. FATE GIRARE QUESTO VIDEO!

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I poteri forti voglion sfrattare Renzi. Il motivo? Terrificante







Tutto cominciò cinque anni fa alla Leopolda quando sul palcoscenico della stazione ferroviaria di Firenze si affacciava quello che all’epoca era considerato poco più di un giovanotto rampante e piuttosto arrogante, uno di quelli con la parlata svelta ma che non si preoccupa troppo di quello che dice. Matteo Renzi esordiva così nella politica italiana, parlando della necessità di una rottamazione della vecchia classe dirigente del Pd, incapace di interpretare al meglio i cambiamenti del futuro e ormai troppo legata ad un passato fatto di effigi e simboli che non appartengono più alla sinistra moderna. Dentro il Pd, non fu accolto bene. D’Alema, Marini e Bersani non hanno mai visto con favore l’avvento di questo giovane spregiudicato e arrampicatore, ma hanno ingoiato il rospo della sua ascesa perché così era stato deciso dai piani alti dell’Europa e di Washington. Quando Renzi venne scelto come sostituto di Enrico Letta, l’intera stampa italiana e internazionale si schierò tutta come un sol uomo a favore dell’ex sindaco di Firenze. La presenza del rottamatore nei media era bulimica, e invadeva tutti gli spazi delle principali reti nazionali a ogni ora del giorno.







Confindustria e De Benedetti ne decantavano le lodi, vedevano nella sua figura l’uomo che avrebbe una volta per tutte infranto quei tabù che tutti i governi precedenti non avevano osato sfidare. È stato così per la riforma dell’articolo 18, un passaggio storico che ha inferto un duro colpo al già provato edificio dello Stato sociale e ha concesso un potere ancora maggiore al grande capitale dell’industria italiana. Nessuno era riuscito in questo, né i vecchi ex compagni di una volta come D’Alema avrebbero potuto riuscirci. Il motivo è apparentemente intuitivo quanto semplice: per approvare delle riforme del genere occorreva costruire un logos di novità, di immagine giovane e fresca di cui la classe dirigente del Pd era del tutto priva. I media hanno contribuito e alimentato quel logos falso e artificiale per permettere di descrivere le riforme renziane come un enorme passo in avanti per la società italiana, quando esse rappresentano un salto all’indietro di 60 anni, azzerando decenni di conquiste e lotte sindacali.







Da qui la fiducia in bianco al rottamatore da tutti gli ambienti che contano: dalla finanza anglosassone per mezzo del “Financial Times”, dalla cancelliera Angela Merkel che vedeva in Renzi una garanzia che l’Italia non violasse il teorema dell’austerità e rimanesse ben salda all’euro, fino alle istituzioni europee sicure che il Belpaese nelle mani del governo Renzi non fosse più una minaccia per la stabilità dell’Ue. Ora l’idillio sembra essere finito. La Commissione Europea solamente pochi mesi fa ha descritto Renzi come un personaggio «inaffidabile», l’ingegner De Benedetti si schiera per il No al referendum e il “Financial Times” condanna la riforma costituzionale definendola come «un ponte verso il nulla». Dunque il potere attrattivo dell’uomo nuovo sembra esaurito, gli ambienti un tempo di casa lo considerano ora un ospite indesiderato al quale va mostrata l’uscita per fare spazio ad altri invitati più graditi. Se dunque gli sponsor di Renzi gli voltano le spalle, e preferiscono schierarsi apertamente per il No al referendum, appare evidente che l’intenzione è quella di provocare un cambio nella politica italiana.







Sebbene le riforme costituzionali siano state pensate principalmente per dare ancora più potere alle istituzioni europee e abrogare il titolo V (ultimo ostacolo per le privatizzazioni delle municipalizzate ancora in mano agli enti locali) i poteri esteri e italiani preferiscono adesso votare No per favorire così una probabile crisi di governo i cui esiti porteranno a tutto tranne che a elezioni anticipate. Negli anni passati il Quirinale ha sempre rimandato l’opzione delle urne, viste come fonte di instabilità dai mercati, e ha preferito sempre cercare una soluzione per mantenere in vita la legislatura. Da Monti in poi, è stato impedito ai cittadini italiani di potersi esprimere nel nome di logiche sovranazionali che chiedevano la prosecuzione delle legislature, così da mantenere inalterato lo status quo e guadagnare terreno sullo smantellamento dello Stato sociale italiano.







Ora però per continuare su quel cammino è necessario un altro cambio perché il tempo di Renzi è finito. E il referendum pare quasi diventato lo strumento migliore per dare il benservito a Renzi. In caso di un’eventuale sconfitta al referendum farà di tutto per restare al suo posto ma non ci riuscirà. È molto più probabile l’entrata in scena di un governo tecnico o di larghe intese: in entrambi i casi sarebbero approvate altre “riforme” che il premier precedente governo non aveva la forza di approvare. Il cammino degli ultimi 5 anni è stato così, si designa un premier dall’esterno e si giustifica la sua ascesa con la situazione interna di emergenza indotta. Una volta che lo scopo è stato raggiunto e occorre passare alla fase successiva, gli si dà il benservito e si passa al nuovo personaggio da sostenere, che può essere anche un vecchio riciclato. Monti, Letta e Renzi sono saliti al potere con questo schema. Chi verrà dopo di loro dovrà portare a termine il lavoro iniziato da questi. Svendere completamente gli asset più importanti dello Stato e aggredire il risparmio degli italiani.







(Paolo Becchi e Cesare Sacchetti, “Ai poteri forti serve un nuovo governo. Il motivo? Terrificante”, da “Il Giornale” del 7 ottobre 2016).




Tutto cominciò cinque anni fa alla Leopolda quando sul palcoscenico della stazione ferroviaria di Firenze si affacciava quello che all’epoca era considerato poco più di un giovanotto rampante e piuttosto arrogante, uno di quelli con la parlata svelta ma che non si preoccupa troppo di quello che dice. Matteo Renzi esordiva così nella politica italiana, parlando della necessità di una rottamazione della vecchia classe dirigente del Pd, incapace di interpretare al meglio i cambiamenti del futuro e ormai troppo legata ad un passato fatto di effigi e simboli che non appartengono più alla sinistra moderna. Dentro il Pd, non fu accolto bene. D’Alema, Marini e Bersani non hanno mai visto con favore l’avvento di questo giovane spregiudicato e arrampicatore, ma hanno ingoiato il rospo della sua ascesa perché così era stato deciso dai piani alti dell’Europa e di Washington. Quando Renzi venne scelto come sostituto di Enrico Letta, l’intera stampa italiana e internazionale si schierò tutta come un sol uomo a favore dell’ex sindaco di Firenze. La presenza del rottamatore nei media era bulimica, e invadeva tutti gli spazi delle principali reti nazionali a ogni ora del giorno.




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Carpeoro: come gli Illuminati hanno infiltrato l’America












16/10 • segnalazioni







Hanno vinto loro, gli Illuminati. Ma forse è meglio chiamarli con un altro nome: sono diventati, semplicemente, il potere. Bancario, finanziario. I padroni del denaro: lo strumento attraverso cui condizionare interi paesi e continenti. E’ il Nuovo Ordine Mondiale, che ormai abbiamo sotto gli occhi. Di Illuminati si parla spesso a sproposito: i loro simboli (l’occhio nel triangolo) oggi diventano anche tatuaggi per popstar, segni di riconoscimento a beneficio dei fotografi, del marketing, del botteghino. Non c’è teoria cospirazionista che non li ponga al vertice della piramide “occulta” del massimo potere. «Errore: il potere è sempre manifesto, palese», avverte l’avvocato Gianfranco Carpeoro, massone, con una vastissima cultura nel campo della simbologia e del mondo esoterico. Illuminati: maneggiare con cura. Hanno alle spalle una lunga storia. Vera. Cominciata in Germania e continuata, pericolosamente, in America, dove Washington tentò di metterli alla porta. Ci riuscì solo in parte, perché poi i suoi successori li presero a bordo. E a Yalta furono così potenti da riuscire a propiziare la nascita di Israele escludendo la creazione dello Stato di Palestina, ponendo così le basi per il conflitto permanente che oggi indossa la maschera dell’Isis.







«Ma attenzione: gli Illuminati di oggi non hanno nulla a che vedere con i fondatori, tedeschi, di un’ideologia che era l’opposto del Nuovo Ordine Mondiale». Erano idee libertarie, su cui si fondò il primo socialismo utopistico, pre-marxista, di Saint-Simon, Blanc, Prudhomme. La parola “illuminati” richiama direttamente il ‘700, il clima culturale del secolo dei Lumi, racconta Carpeoro in una conversazione con Benedetto Sette, pubblicata su YouTube. Tramite i suoi esponenti di punta, come Diderot e d’Alembert, fondatori dell’“Encyclopédie”, l’Illuminismo «voleva restituire, a una civiltà dominata da poteri assoluti, autocratici e autoritari, l’equilibrio consentito dai “lumi” della ragione». Nella Francia del ‘700, la ragione viene posta al di sopra di ogni altra cosa: «D’altro canto, una cinquantina di anni prima, Cartesio sosteneva il “cogito ergo sum”, cioè che l’essere è dato dal pensare». E quindi: «Poter mettere in discussione qualunque cosa è giusto. L’importante, però, è non sostituire vecchi dogmi con nuovi dogmi, sul piedestallo di una finta razionalità: questo crea nuove ingiustizie».







Ed è esattamente quello che è accaduto agli Illuminati, nella loro parabola: se gli ideologi tedeschi erano partiti dall’idealismo egualitario e proto-socialista, i loro epigoni americani (auto-proclamatisi “eredi” degli Illuminati di Baviera) sono diventati i massimi guardiani dello status quo, del potere oligarchico in mano a pochissimi. Tutto nasce il 1° maggio del 1776 a Ingolstadt, nel sud della Germania, dove il professor Johann Adam Weishaupt, docente di giurisprudenza, fonda la confraternita degli Illuminati di Baviera. Obiettivo: una società più giusta, liberata dall’arbitrio di un potere fondato sul dominio. Una prospettiva rivoluzionaria, a partire dall’abolizione del tabù assoluto, la proprietà privata. «Weishaupt era un massone tedesco che aveva nel suo progetto la creazione di un livello superiore alla massoneria», racconta Carpeoro. L’ideologo degli Illuminati di Baviera si muove come un altro massone libertario, il francese Louis Claude de Saint-Martin, che aveva creato quello che chiamava Ordine dei Perfettibili. Matrice comune: i Rosacroce, la leggendaria “fratellanza” che accomunò Dante Alighieri e Giordano Bruno, fino a Goethe, Victor Hugo e oltre, verso la prospettiva di un’umanità liberata dal bisogno e dalla paura.







Lo statuto elaborato da Weishaupt «ha come presupposti l’abolizione della proprietà privata e l’allargamento progressivo della scala di interessi: individui e popoli devono sempre porsi al di sotto di un ordine superiore, cioè l’interesse di tutti, dell’umanità, del mondo». Il principio mistico-religioso è di origine gnostica, continua Carpeoro. E Weishaupt parte dall’opera di Comenius, che era anch’esso un Rosacroce, al secolo Jan Amos Komenský. «Fu l’ultimo di quei Rosacroce che avevano teorizzato la costruzione della società perfetta: Francesco Bacone con la “Nuova Atlantide”, Tommaso Campanella con “La città del sole”, Tommaso Moro con “Utopia”; lo stesso rifondatore dei Rosacroce, Johann Valentin Andreae, scrisse un’opera che si chiamava “Christianopolis” o “Viaggio all’isola di Caphar Salama”». Stesso tema: un mondo di cittadini liberi e consapevoli, con pari diritti. «Ben presto, però, Weishaupt si accorge che un ideale di questo tipo deve fare i conti col potere: deve cioè diventare un’organizzazione di potere». All’inizio, i primi Illuminati hanno un enorme successo: partono dalla Baviera, ma le loro idee finiscono per conquistare tutta la Germania. «Weishaupt diventa un interlocutore privilegiato dei malgravi tedeschi, dei potenti. E all’ombra di questo progetto abbastanza idealista nasce quindi una struttura dalle forti connotazioni pratiche».







Così, inevitabilmente, affiorano i primi problemi: alla fine del ‘700, al movimento aderisce il barone Adolf von Knigge, «colui che dà la svolta vera alla società degli Illuminati come struttura», creando «una struttura di potere, di gestione e direzione unica della società». Fatale lo scontro con Weishaupt, «un idealista con la mania dei rituali magico-esoterici». Quei rituali gli varranno l’accusa di “gesuitismo” e autoritarismo. La realtà è un’altra: i baroni, che pure hanno aderito allo slancio ideolgico iniziale, capiscono che l’egualitarismo di Weischaupt mette in pericolo i loro privilegi. Sarà Federico II di Prussia a sciogliere ufficialmente la società, per legge. E Weishaupt morirà povero solo, in esilio, abbandonato da tutti, nel 1830. «La storia degli Illuminati di Baviera finisce qui», sottolinea Carpeoro: «Non è mai andata oltre la dimensione territoriale della Germania». Come dire: gli Illuminati successivi, che giureranno di ispirarsi a Weischaupt, non hanno mai avuto alcuna relazione diretta con il movimento tedesco. Non solo: se i primi neo-Illuminati americani avevano ancora, in parte, qualche germe idealistico nella loro ideologia, i successori hanno fatto piazza pulita di qualsiasi istinto democratico, divenendo la punta di lancia dell’élite finanziaria che oggi domina il pianeta.







Il passaggio cruciale è la nascita degli Stati Uniti d’America, 4 luglio 1776. Siamo ancora nel secolo dei Lumi, ma dall’altra parte dell’Oceano. Le idee viaggiano: il fondatore, George Washington, massone, è anch’egli un iniziato Rosacroce. «Succede che quando Washington giura come presidente – racconta Carpeoro – alcuni americani dichiarano di ispirarsi al modello degli Illuminati tedeschi, pur senza aver mai avuto alcun rapporto con essi. Ma è lo stesso Washington a sconfessarsi totalmente. In una lettera aperta a un giornale, avverte: mai e mai poi mai le idee dei nuovi Illuminati avrebbero dovuto prendere possesso dell’America». Bel problema: «Siccome Washington era anche il capo della massoneria americana – continua Carpeoro – questi signori capirono che dovevano inquinare la massoneria, per riuscire ad arrivare al potere negli Stati Uniti. E lo fecero utilizzando tutti coloro che avevano perso la guerra civile americana, quindi una serie di personaggi sudisti, cioè schiavisti, che vennero infiltrati nella massoneria, resero gran parte della massoneria americana conservatrice e reazionaria, e poi elaborarono le teorie dei Nuovi Illuminati».







I Nuovi Illuminati nascono infatti all’inizio del XX secolo, tra l’Inghilterra e l’America. «Riferendosi – per l’etichetta e per il marchio – a quello che aveva fatto Weischaupt in Germania, in realtà teorizzano il cosiddetto mondialismo, il Nuovo Ordine Mondiale. Teorizzano cioè il fatto che, traversalmente agli Stati, possa nascere non “una” società perfetta in un determinato paese, ma “la” società perfetta». Nasce quindi «una struttura che deve necessariamente cospirare». Una super-struttura, «trasversale a tutti gli Stati». E questo accade attraverso uomini d’affari come Cecil Rhodes, secondo cui Usa e Gran Bretagna devono dare vita a un unico governo federale della Terra. A questo scopo, Rhodes crea una confraternita, la Rhodes Scholarship, che in America esiste tuttora. E così Lionel Curtis, che fonda vari gruppi, tra cui la Tavola Rotonda di Rohdes-Milner, presupposto dell’attuale Round Table. «In pratica, questi personaggi infiltrano soprattutto il governo americano, fin dalla sua nascita». Nonostante l’altolà di Washington, i Nuovi Illuminati riusciranno ad avere intensi rapporti con diversi presidenti americani: Edward Mandell House sarà il segretario di Woodrow Wilson, il presidente che costruirà la Società delle Nazioni, progenitrice dell’Onu. Altra eminente personalità dei neo-Illuminati americani, lo scrittore Herbert George Wells, autore nel 1897 del fortunato romanzo “La guerra dei mondi”.







«Quindi – prosegue Carpeoro – fin dall’inizio si diffonde questo progetto di costruire il Nuovo Ordine Mondiale nel nome degli Stati Uniti d’America. Successivamente, come tutte le strutture di potere, questa diventa una struttura che affianca il potere in realtà senza cambiare niente». Il New World Order, che in origine doveva avere un’ispirazione rivoluzionaria, «in realtà si riduce alla pura gestione dell’esistente: una gestione trasversale, mondialista e di assoluto potere dello status quo». Evidente: «Per questi signori, meno cambia e meglio è: perché così fa comodo a loro». Ma il processo di “degenerazione” non è improvviso, avviene per gradi. Quando gli Illuminati devono aggirare Washington e quindi si alleano con le componenti più conservatrici del paese, il Sud schiavista, intuendo che saranno riassorbite nel vertice di potere in vista della riconciliazione nazionale postbellica, il loro capo è Albert Pike, «un eminente massone del neo-rito scozzese, che fece una politica di infiltrazione culturale molto capillare». Nonostante ciò, dice Carpeoro, «il suo modo di essere “illuminato” non è lo stesso di Rotschild: Pike è ancora fortemente ideologico».







Il discorso degli attuali Illuminati diventa esclusivamente pragmatico successivamente, «con le associazioni tra banchieri, i trust, i vari Bilderberg». Così, «con un’ulteriore mutazione, diventa una struttura di conservazione; ma all’inizio gli Illuminati erano una struttura di rivoluzione». Il sionismo bellicista? «E’ una conseguenza, non una causa». E i motivi sono anch’essi evidenti: «Poiché una parte dei grandi banchieri mondiali sono di provenienza ebraica, ai tempi di Yalta hanno forzato la situazione e utilizzato anche la struttura trasversale degli Illuminati per arrivare alla costituzione dello Stato di Israele, e soprattutto per escludere che si facesse lo Stato di Palestina». E’ tristemente noto: «Una delle posizioni più reazionarie e meno sostenibili, pubblicamente, di un certo sionismo, è la negazione dell’esistenza del popolo palestinese, così come tra gli arabi esiste chi nega l’esistenza del popolo ebreo». Falsi storici: «I Filistei biblici sono gli attuali palestinesi, e già facevano le guerre per la terra, in quell’epoca». Il conflitto israelo-palestinese, “cristallizzato” nel retrobottega di Yalta nel 1945, è ancora oggi il focolaio di odio da cui la manipolazione culturale fa derivare lo “scontro di civiltà” tanto caro al complesso militare-industriale, a Wall Street, al Pentagono.







Autore del romanzo “Il volo del Pellicano” (Melchisedek) sulla “storia di una leggenda realmente accaduta”, quella dei Rosacroce, lo stesso Carpeoro sta per pubblicare un saggio, presso Uno Editori, intitolato “Dalla massoneria al terrorismo”. Focus: la strategia della tensione internazionale, affidata a manovalanza magari islamista ma accuratamente coperta dalla “sovragestione”, il network di potere che vede al lavoro interi settori dei servizi segreti occidentali impegnati in missioni “false flag”, attentati compiuti “sotto falsa bandiera”, per esempio quella dell’Isis, in Francia, e progettati da “menti raffinatissime”, appartenenti alla massoneria deviata, di potere, il cui vertice è costituito proprio dai neo-Illuminati. «La loro influenza principale, con la teorizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, è il condizionamento economico degli Stati: i banchieri si sono organizzati tramite questa struttura per condizionare le scelte economiche degli Stati». I risvolti di cronaca – le strane incongruenze nelle indagini, i messaggi simbolici di cui sono disseminate le stragi – suggeriscono l’idea che, dai diktat finanziari, si possa anche passare, all’occorrenza, alle bombe e ai Kalashnikov. Per contro, ripete Carpeoro, «l’intensificarsi di quella violenza indica che il vertice del massimo potere non è più così compatto: qualcuno si sta sfilando, chi resta al comando teme di perdere terreno e per questo spinge sul terrorismo». Mai stati del tutto granitici, i poteri forti: «Litigano spesso fra loro, e questo apre spazi per tutti noi». Del resto «il potere è uno schema, non una piramide monolitica», anche se si tratta di piramidi “illuminate”.




Hanno vinto loro, gli Illuminati. Ma forse è meglio chiamarli con un altro nome: sono diventati, semplicemente, il potere. Bancario, finanziario. I padroni del denaro: lo strumento attraverso cui condizionare interi paesi e continenti. E’ il Nuovo Ordine Mondiale, che ormai abbiamo sotto gli occhi. Di Illuminati si parla spesso a sproposito: i loro simboli (l’occhio nel triangolo) oggi diventano anche tatuaggi per popstar, segni di riconoscimento a beneficio dei fotografi, del marketing, del botteghino. Non c’è teoria cospirazionista che non li ponga al vertice della piramide “occulta” del massimo potere. «Errore: il potere è sempre manifesto, palese», avverte l’avvocato Gianfranco Carpeoro, massone, con una vastissima cultura nel campo della simbologia e del mondo esoterico. Illuminati: maneggiare con cura. Hanno alle spalle una lunga storia. Vera. Cominciata in Germania e continuata, pericolosamente, in America, dove Washington tentò di metterli alla porta. Ci riuscì solo in parte, perché poi i suoi successori li presero a bordo. E a Yalta gli affiliati furono così potenti da riuscire a propiziare la nascita di Israele escludendo la creazione dello Stato di Palestina, ponendo così le basi per il conflitto permanente che oggi indossa la maschera dell’Isis.




Perkins: dopo il terzo mondo, ora stanno depredando noi












15/10 • idee







La situazione è molto peggiorata negli ultimi 12 anni, rispetto a quando pubblicai “Confessioni di un sicario dell’economia”. Gli assassini economici e gli sciacalli si sono diffusi tremendamente, anche in Europa e negli Stati Uniti. In passato si concentravano essenzialmente sul cosiddetto Terzo Mondo, o sui paesi in via di sviluppo, ma ormai vanno dappertutto. E infatti, il cancro dell’impero delle multinazionali ha metastasi in tutta quella che chiamo la moribonda economia fallita globale. Questa economia è basata sulla distruzione di quelle stesse risorse da cui dipende, e sul potere militare. E’ ormai completamente globalizzata, ed è fallimentare. Siamo passati da essere beneficiari di questa economia assassina ad essere ora le sue vittime. In passato, questa economia di assassini economici era propagandata per poter rendere l’America più ricca e presumibilmente per arricchire tutti i cittadini, ma nel momento in cui questo processo si è esteso agli Stati Uniti e all’Europa, il risultato è stato una enorme beneficio per i molto ricchi a spese di tutti gli altri. Su scala globale sappiamo che 62 persone hanno ormai in mano gli stessi mezzi della metà più povera del mondo.







Naturalmente in America vediamo come il governo sia paralizzato, semplicemente non funziona. Viene controllato dalle grandi multinazionali. Queste hanno capito che il nuovo obiettivo, la nuova risorsa, sono gli Usa e l’Europa, e gli orribili avvenimenti successi in Grecia, e Irlanda e Islanda, stanno ormai avvenendo anche da noi, negli Usa. Le statistiche ci mostrano una crescita economica, ma allo stesso tempo aumentano i pignoramenti di case e la disoccupazione. Si tratta della stessa dinamica debitoria che porta a amministratori di emergenza, i quali consegnano le redini dell’economia alle multinazionali private: lo stesso meccanismo che vediamo nei paesi del terzo mondo. Quando ero un “sicario dell’economia”, una delle cose che facevamo era concedere enormi prestiti a questi paesi, ma quei soldi non finivano mai davvero ai paesi, finivano alle nostre stesse multinazionali che vi costruivano le infrastrutture. E quando i paesi non riuscivano a ripagare i loro debiti, imponevamo la privatizzazione della gestione dell’acqua, delle fognature e della distribuzione elettrica. Ormai vediamo succedere la stessa cosa negli Stati Uniti. Flint nel Michigan ne è un ottimo esempio.







Non stiamo parlando di un impero degli Stati Uniti, si tratta di un impero delle multinazionali protette e appoggiate dall’esercito Usa e dalla Cia. Ma non è un impero degli americani, non aiuta gli americani. Ci sfrutta nella stessa maniera in cui noi abbiamo sfruttato gli altri paesi del mondo. Viaggiando attraverso gli Usa e nel mondo, vedo davvero che la gente si sta svegliando. Stiamo capendo. Capiamo che viviamo in una stazione spaziale molto fragile: non abbiamo alcuna navetta spaziale, e non possiamo andarcene. Dobbiamo risolvere la situazione, dobbiamo prendercene carico, perché stiamo distruggendo la stazione spaziale. Le grandi multinazionali la stanno distruggendo, ma queste vengono gestite da persone, e queste sono vulnerabili. Se ci pensiamo bene, i mercati sono una democrazia, se li usiamo nel modo giusto. Certo, gli accordi come il Ttip sono devastanti, danno alle multinazionali la sovranità sui governi. E’ ridicolo. Vediamo i popoli dell’America Centrale terribilmente disperati, cercano di uscire da un sistema marcio, in primo luogo a causa degli accordi commerciali e delle nostre politiche nei confronti dell’America Latina.







E naturalmente vediamo queste stesse politiche nel Medio Oriente e in Africa, queste onde migratorie che stanno investendo l’Europa dal Medio Oriente. Questi problemi terribili sono stati creati dall’ingordigia delle multinazionali. Sono appena stato in America Centrale e quello che da noi viene definito un problema di immigrazione, in realtà è un problema di accordi commerciali. Non si possono imporre dazi a causa degli accordi commerciali – Nafta e Cafta – ma gli Usa possono dare aiuti di Stato ai loro agricoltori. Gli altri governi non si possono permettere di aiutare i propri agricoltori. Perciò i nostri agricoltori riescono ad avere la meglio sui loro, a questo distrugge le altre economie, e anche altre cose, ed ecco perché si creano problemi di immigrazione. Tre o quattro anni fa la Cia ha organizzato un colpo di Stato contro il presidente democraticamente eletto dell’Honduras, Zelaya, perché non si è piegato a multinazionali grandi, globali e con legami con gli Usa come Dole e Chiquita.







Il presidente voleva alzare il salario minimo a un livello ragionevole, e voleva una riforma agraria che garantisse che queste persone riuscissero a guadagnare dalla loro terra, anziché assistere alle multinazionali che lo facevano. Le multinazionali non l’hanno potuto tollerare. Non è stato assassinato, ma è stato disarcionato con un colpo di Stato, e spedito in un altro paese, rimpiazzandolo con un dittatore brutale. Oggi l’Honduras è uno dei paesi più violenti e sanguinari dell’emisfero. Quello che abbiamo fatto fa paura. E quando una cosa così accade a un presidente, manda un messaggio a tutti gli altri presidenti dell’emisfero, e anzi di tutto il mondo: non intralciate i nostri piani. Non intralciate le multinazionali. O cooperate e vi arricchite, e tutti i vostri amici e le vostre famiglie si arricchiscono, oppure verrette disarcionati o assassinati. Si tratta di un messaggio molto forte.







(John Perkins, dichiarazioni rilasciate a Sarah van Gelder per l’intervista “Nuove confessioni di un sicario dell’economia: stavolta vengono a prendersi la democrazia”, pubblicata da “Yes Magazine” e ripresa da “Voci dall’Estero” il 6 ottobre 2016. Perkins è celebre per il bestseller “Confessioni di un sicario dell’economia”, ora aggiornato con una nuova edizione).




La situazione è molto peggiorata negli ultimi 12 anni, rispetto a quando pubblicai “Confessioni di un sicario dell’economia”. Gli assassini economici e gli sciacalli si sono diffusi tremendamente, anche in Europa e negli Stati Uniti. In passato si concentravano essenzialmente sul cosiddetto Terzo Mondo, o sui paesi in via di sviluppo, ma ormai vanno dappertutto. E infatti, il cancro dell’impero delle multinazionali ha metastasi in tutta quella che chiamo la moribonda economia fallita globale. Questa economia è basata sulla distruzione di quelle stesse risorse da cui dipende, e sul potere militare. E’ ormai completamente globalizzata, ed è fallimentare. Siamo passati da essere beneficiari di questa economia assassina ad essere ora le sue vittime. In passato, questa economia di assassini economici era propagandata per poter rendere l’America più ricca e presumibilmente per arricchire tutti i cittadini, ma nel momento in cui questo processo si è esteso agli Stati Uniti e all’Europa, il risultato è stato una enorme beneficio per i molto ricchi a spese di tutti gli altri. Su scala globale sappiamo che 62 persone hanno ormai in mano gli stessi mezzi della metà più povera del mondo.




Formica: Renzi asfaltato dai No, poi deciderà il Vaticano












14/10 • idee







«Il referendum sarà una bomba, sarà come quello sulla Repubblica. Scaverà nel tempo e porrà il problema della post-democrazia dei partiti: senza democrazia o con più democrazia?». Domanda lancinante, e Rino Formica non ha dubbi: vincerà il No. Il socialista più volte ministro, uomo dalle celeberrime definizioni fulminanti («la politica è sangue e merda») è presidente onorario del comitato dei “socialisti per il No”. «La contro-riforma Renzi-Boschi rende irreversibile l’effetto disastroso dell’erosione del principio di rigidità costituzionale», dichiara a Daniela Preziosi che l’ha intervistato per il “Manifesto”. Il rischio: si torna allo Statuto Albertino, «una costituzione flessibile, che poteva essere modificata con legge ordinaria e che consentì di cambiare la forma di Stato, tant’è che con lo Statuto Albertino morì lo Stato liberale e s’impose il fascismo». La contro-riforma renziana punta a demolire le «norme valoriali» della Carta, che «vincola i governi all’equità nella distribuzione, a una politica fiscale progressiva». Formica non ha dubbi: vincerà il No, data «la somma delle difficoltà del paese». Ma non ci sarà il caos, come paventa Confindustria: dopo Renzi «ci sarà un governatore papalino».







La “grandezza” della Chiesa starebbe nell’intercambiabilità dei personaggi: «Quello che viene dopo non è mai in continuità con quello di prima perché è la scelta ad hoc per il tempo», dice Formica, nell’intervista ripresa da “Dagospia”. E Renzi? «Viene da un mondo minore, di periferia. I toscani sono, senza offesa, i napoletani del centro-nord. Sono imbroglioni, mercanti e banchieri, massoni e cattolici, guelfi e ghibellini». Quanto ai laici, «devono avere l’intelligenza di usare la risorsa di recupero di fiato che offre la Chiesa». Per recuperare consenso in vista del referendum, domanda Daniela Preziosi, Renzi farà una finanziaria elettorale? «Alla storia degli elettori che si vendono per una mancia credo poco», risponde l’ex ministro. Sicché il Pd cambierà gestione, in caso di sconfitta renziana? «Bersani oggi rappresenta l’area degli ingiustamente umiliati. E come diceva Che Guevara, gli umiliati sono una forza indomabile», sostiene Formica. «Ma la vittoria del No aprirà la riorganizzazione di tutto il sistema politico. Tutta la realtà umiliata nel Pd e soprattutto quella, grande, stomacata. Che è la realtà vera dei 5 Stelle. Gli stomacati di tutto il sistema, e anche della sinistra larga».







Per ora però questa sinistra larga è una galassia dispersa, divisa e rissosa, osserva il “Manifesto”. Ma per Formica non è un problema: «Il No sarà una sveglia. Non un fulmine ma un suono di campane. Gli ufficiali si vedranno sul campo». E il Renzi che ora parla di Ponte sullo Stretto non fa venire in mente Berlusconi o Craxi? «Ma no, Craxi era inorganico ai poteri costituiti. Renzi invece sceglie disinvoltamente tutti i giorni un potere da accattivarsi. Non ha il senso dello Stato, è un premier che va a dire “caro Pietro” al presidente di un’azienda che è in causa con lo Stato. Ormai crede di essere un Re Sole. Perché chi non è intelligente va a Palazzo Chigi ed è preso dalle vertigini dell’altezza. Perché tutti fanno capo lì, tutti vogliono qualcosa. E siccome lui non è in condizione di selezionare, sceglie secondo le convenienze. Oggi con i sindacati è finita, poi ha bisogno del consenso, allora riapre la Sala Verde. Poi la richiuderà». Renzi passerà come è passato Berlusconi, che oggi ha ottant’anni? «Berlusconi è stato un traghettatore dalla politica dogmatica alla politica fru-fru dello spettacolo. Ma era uno spettacolo simpatico. Quello di oggi, invece – chiosa Formica – è uno spettacolo triste perché è sfacciatamente sprezzante nei confronti degli imbrogliati. Ma certo Berlusconi è il padre di Renzi, un figlio venuto male, un monello di strada».




«Il referendum sarà una bomba, sarà come quello sulla Repubblica. Scaverà nel tempo e porrà il problema della post-democrazia dei partiti: senza democrazia o con più democrazia?». Domanda lancinante, e Rino Formica non ha dubbi: vincerà il No. Il socialista più volte ministro, uomo dalle celeberrime definizioni fulminanti («la politica è sangue e merda») è presidente onorario del comitato dei “socialisti per il No”. «La contro-riforma Renzi-Boschi rende irreversibile l’effetto disastroso dell’erosione del principio di rigidità costituzionale», dichiara a Daniela Preziosi che l’ha intervistato per il “Manifesto”. Il rischio: si torna allo Statuto Albertino, «una costituzione flessibile, che poteva essere modificata con legge ordinaria e che consentì di cambiare la forma di Stato, tant’è che con lo Statuto Albertino morì lo Stato liberale e s’impose il fascismo». La contro-riforma renziana punta a demolire le «norme valoriali» della Carta, che «vincola i governi all’equità nella distribuzione, a una politica fiscale progressiva». Formica non ha dubbi: vincerà il No, data «la somma delle difficoltà del paese». Ma non ci sarà il caos, come paventa Confindustria: dopo Renzi «ci sarà un governatore papalino».




Ma nemmeno il Premio Nobel svelerà l’enigma Bob Dylan












13/10 • segnalazioni







«Se la misura della grandezza è quella di allietare il cuore di ogni essere umano sulla faccia della terra, allora era veramente il più grande. In ogni modo è stato il più coraggioso, il più gentile e il più eccellente degli uomini». Così Bob Dylan in memoria di Muhammad Alì, scomparso il 3 giugno 2016. Sincronicità: nel giorno della dipartita di Dario Fo, l’accademia di Svezia concede il Premio Nobel per la letteratura – sospiratissimo, soprattutto da parte di migliaia di fan e supporter – all’immenso artista di Duluth, il cui capolavoro forse consiste nell’essere sopravvissuto a se stesso dopo oltre mezzo secolo di dischi e concerti, perfettamente intatto nell’ispirazione creativa di cantante, musicista, compositore e performer. Un’autorevolezza culturale, quella di Dylan, che ne ha fatto un involontario maestro, riconosciuto da generazioni di cantanti, artisti e intellettuali di ogni parte del mondo. Un maestro singolare, laconico, riluttante. Enigmatico come il simbolo che lo accompagna da anni, sul palco: un occhio in fiamme, sormontato da una corona.







Se il “flaming delta” simboleggia la presenza immanente della divinità («percepisco ovunque la presenza di Dio», ha detto in una recente intervista), nell’affascinante logo che accompagna il “neverending tour” si può riconoscere “l’occhio di Horus”, o “occhio dell’iniziato”, quello dell’uomo che ha accesso al cammino verso la “verità profonda”. In più, l’occhio di Dylan – sul drappo calato come un sipario alle spalle della band, in chiusura di concerto – ha un’iride particolarissima, in forma di spirale (in codice esoterico, può significare: verità raggiungibile). E la corona che sovrasta l’occhio richiama direttamente la scienza alchemica, ritenuta la “regina” di ogni conoscenza. Traduzione ipotetica: attraverso l’alchimia interiore – trasformare in “oro” il proprio piombo terreno – è possibile arrivare a «vedere Dio ogni giorno, in ogni cosa», specie a 75 anni, con davanti un calendario di appuntamenti concertistici da schiantare un ventenne. «Morirò su un palco, un giorno, da qualche parte nel mondo», ebbe a dire Dylan qualche anno fa, cercando di spiegare il suo tour infinito, fondato sulla strepitosa reintepretazione, ogni volta rivoluzionaria, di leggendari successi resi irriconoscibili dai nuovi arrangiamenti, ogni volta diversi, regalati in esclusiva al pubblico presente.







Rarissime le esternazioni pubbliche, dall’ex ragazzo del Minnesota, nipote di ebrei ucraini e lituani, protagonista di una traiettoria culturale ricchissima: la venerazione per il menestrello Woody Guhrie, “Blowin’ in the wind” e la protesta degli anni ‘60, le battaglie civili come quella per far uscire di prigione il pugile nero Rubin “Hurricane” Carter, o la campagna “Farm Aid” per il sostegno degli agricoltori americani colpiti dalla crisi. Fino all’incredibile disco natalizio del 2009, “Christmas in the Heart”, coi proventi interamente devoluti a “Feeding America”, associazione caritativa che fornisce pasti caldi ai senzatetto. Forse, tra i giudici del Nobel ha pesato soprattutto il Dylan politico, quello di “Masters of war” contro i signori della guerra, tema riproposto in modo magistrale attraverso canzoni più recenti, come “Ring them bells”, del 1989. “I pity the poor immigrant”, cantava un Dylan giovanissimo, soffermandosi su “The lonesome death of Hattie Carroll”, schiava nera uccisa a bastonate dal suo “padrone”, ricco proprietario terriero. Dall’ultimo Dylan, pensieroso fino alla cupezza, sono scaturite gemme di autentica poesia come il disco “Tempest”, ispirato al poeta Henry Timrod, uscito nel 2009 – già allora, sul palco, a fine serata compariva il misterioso simbolo dell’occhio “incoronato”.







«Capirete fra trent’anni quello che ho scritto», si sbilanciò nel 1967 quando uscì “John Wesley Harding”, il disco contenente una traccia come “All along the Watchtower”, poi resa immortale dall’interpretazione di Jimi Hendrix a Woodstock. Tutto il lavoro – in apparenza country-western – svelava la profonda intimità dell’artista con una dimensione metafisica presente tra i risvolti del quotidiano, attraverso fotogrammi che illuminano verità senza tempo, percezioni astoriche e immateriali, in un mondo di evocazioni e citazioni bibliche, tra il fantasma di Sant’Agostino e l’arrivo di oscuri messaggeri. “Ci dev’essere il modo di uscire di qui, disse il buffone al ladro”: come i personaggi di “All along the Watchtower”, anche Dylan crede alla possibilità di un riscatto, un Piano-B, mentre si interroga sull’umanità senza mai smettere di denunciarne gli orrori – la vigorosa rock-ballad “Union Sundown” (da “Infildels”, con Mark Knopfler alla chitarra) è un grido, profetico, contro la catastrofe della globalizzazione: porta la data del 1983. «Ha vinto Dinsey, quindi abbiamo perso tutti», sentenziò. Ma non smise di girare il mondo, e – anzi – aggiunse sul palco quel misterioso stendardo-pirata, come monito ammiccante: io so, vedo, capisco. L’occhio in fiamme, la corona. E ora anche il Nobel Prize for Literature.




«Se la misura della grandezza è quella di allietare il cuore di ogni essere umano sulla faccia della terra, allora era veramente il più grande. In ogni modo è stato il più coraggioso, il più gentile e il più eccellente degli uomini». Così Bob Dylan in memoria di Muhammad Alì, scomparso il 3 giugno 2016. Sincronicità: nel giorno della dipartita di Dario Fo, l’accademia di Svezia concede il Premio Nobel per la letteratura – sospiratissimo, soprattutto da parte di migliaia di fan e supporter – all’immenso artista di Duluth, il cui capolavoro forse consiste nell’essere sopravvissuto a se stesso dopo oltre mezzo secolo di dischi e concerti, perfettamente intatto nell’ispirazione creativa di cantante, musicista, compositore e performer. Un’autorevolezza culturale, quella di Dylan, che ne ha fatto un involontario maestro, riconosciuto da generazioni di cantanti, artisti e intellettuali di ogni parte del mondo. Un maestro singolare, laconico, riluttante. Enigmatico come il simbolo che lo accompagna da anni, sul palco: un occhio in fiamme, sormontato da una corona.




Dario Fo: io, ladro per amore. Innamorato della meraviglia












13/10 • segnalazioni







Creare meraviglia vuol dire suscitare l’incanto in chi ti guarda. E attraverso il coinvolgimento passano al pubblico molte cose, per questo fare teatro è il mestiere più straordinario del mondo. Sono sempre stato un ladro: di conoscenze, di sapere, di esperienza. Ho guardato i miei amici lavorare, li ho ascoltati e ho rubato, da tutti un po’. Quando ero ragazzino andavo in campagna a dipingere con i pittori adulti: li osservavo attentamente, copiavo. E pure all’Accademia. Io raccontavo storie, favole. Mi esibivo. Come giullare ero già famoso. E poi io chiedevo a mia volta di farmi vedere come si facevano le cose: ho sempre imparato rubando. Gaber, Jannacci mi chiamavano maestro: sono stati i primi. Ho insegnato loro alcune cose… Cadenzare senza esagerare, stare in scena naturalmente. Gli consigliavo di parlare con il pubblico, di creare un rapporto con chi li ascoltava. Ho avuto una fortuna esagerata nella mia vita. Tutto quello che andava male, le crisi, i momenti distruttivi si sono sempre capovolti. Mi sono trovato spostato dal vento verso orizzonti diversi, cambiamenti, novità. Nessun rimpianto, davvero.







I libri più importanti della mia vita? Tantissimi. “Memorie di un ottuagenario”, di Ippolito Nievo, che ho letto da ragazzo e amato moltissimo. Fino a un certo punto sono stato un vorace lettore di romanzi. Adoravo Dos Passos e Hemingway. Poi a un certo punto avevo delle curiosità che volevo togliermi, sulla storia per esempio. Ho cominciato a leggere saggi e pubblicazioni scientifiche. Se il giorno in cui mi hanno assegnato il Premio Nobel è stato il più bello della mia vita? No! Il giorno più bello è stato quando è finita la guerra: ricordo come se fosse ieri la festa dei paesi, mentre si allontanava l’incubo della morte, delle bombe, di quella distruzione orrenda. Quando ho vinto il Nobel con Franca ci siamo detti: ‘Adesso non montiamoci la testa’. E abbiamo ricominciato a lavorare.







Cos’è la vecchiaia? Perché lo chiedete a me? Io non mi sono accorto di nulla. Ogni tanto qualcuno mi diceva: ‘Guarda che tra un po’ compi novant’anni’, e io non ci davo peso. La vecchiaia ti viene addosso, all’improvviso. Io però mi sento anziano, non vecchio. E spiego perché: i vecchi sono conservatori, sono nostalgici. Non fanno che ripetere ‘ai miei tempi’, hanno una mentalità chiusa, a volte ottusa. Non accettano le cose nuove, ridono poco. Sono ostili alla diversità. Io non mi trovo bene con quelli della mia età: peraltro i vecchi di solito votano a destra. E io a destra mai!







(Dario Fo, dichiarazioni rilasciate a Silvia Truzzi per l’intervista che il grande attore, morto il 13 ottobre 2016, aveva concesso al “Fatto Quotidiano” in occasione dei suoi 90 anni, il 24 marzo).




Creare meraviglia vuol dire suscitare l’incanto in chi ti guarda. E attraverso il coinvolgimento passano al pubblico molte cose, per questo fare teatro è il mestiere più straordinario del mondo. Sono sempre stato un ladro: di conoscenze, di sapere, di esperienza. Ho guardato i miei amici lavorare, li ho ascoltati e ho rubato, da tutti un po’. Quando ero ragazzino andavo in campagna a dipingere con i pittori adulti: li osservavo attentamente, copiavo. E pure all’Accademia. Io raccontavo storie, favole. Mi esibivo. Come giullare ero già famoso. E poi io chiedevo a mia volta di farmi vedere come si facevano le cose: ho sempre imparato rubando. Gaber, Jannacci mi chiamavano maestro: sono stati i primi. Ho insegnato loro alcune cose… Cadenzare senza esagerare, stare in scena naturalmente. Gli consigliavo di parlare con il pubblico, di creare un rapporto con chi li ascoltava. Ho avuto una fortuna esagerata nella mia vita. Tutto quello che andava male, le crisi, i momenti distruttivi si sono sempre capovolti. Mi sono trovato spostato dal vento verso orizzonti diversi, cambiamenti, novità. Nessun rimpianto, davvero.




Un oceano di dollari e droga, l’Afghanistan 15 anni dopo












13/10 • segnalazioni







Sono passati 15 anni dall’invasione militare dell’Afghanistan da parte degli americani, supportati dalla cosiddetta “coalizione internazionale”, di cui anche noi facciamo parte. Le truppe americane hanno invaso l’Afghanistan il 7 ottobre del 2001, meno di un mese dopo gli attacchi terroristici dell’11 Settembre a New York e Washington. Quella che era sembrata una rapida vittoria sul regime dei Talebani si è trasformata in una sanguinosa guerriglia che continua ancora oggi. L’amministrazione del presidente Bush aveva accusato l’organizzazione Al-Qaeda di Osama Bin Laden di aver dirottato gli aerei civili che hanno colpito e World Trade Center e il Pentagono. La Casa Bianca era convinta che Bin Laden si trovasse in Afghanistan, e pretese e i Talebani glielo consegnassero. I Talebani, guidati dal Mullah Omar, chiesero agli americani di mostrare le prove della sua colpevolezza. In cambio, ebbero la guerra. Con l’aiuto dei jet e delle truppe americane, i signori della guerra della Alleanza del Nord scacciarono i Talebani dalle città più importanti e presero il controllo della capitale, Kabul, a metà di novembre.







Venne insediato un nuovo governo guidato dal presidente Hamid Karzai, sostenuto dagli americani, ricorda “Russia Today”, in una ricostruzione ripresa da “Luogo Comune”, il blog di Massimo Mazzucco. Gli alleati della Nato legittimarono in qualche modo l’azione americana, mandando truppe per aiutare “la ricostruzione” dell’Afghanistan. «Per quanto sia stato il presidente Bush a iniziare la guerra in Afghanistan, è stato il suo successore, Barack Obama, a dare luogo alla “surge”, l’incremento militare che avrebbe dovuto mettere fine alla guerra», ricorda “Rt”. Così, 15 anni dopo l’invasione, oggi sono poco meno di 9.000 i militari americani in Afghanistan, da un picco di 100.000 che era stato raggiunto nel 2011. Questi soldati fanno parte dell’operazione “Sentinella della Libertà”, e il Pentagono insiste nel dire che il loro unico ruolo sia di “consigliare e assistere” i militari afghani, e non di combattere i Talebani o lo Stato Islamico. Ma, di recente, il sergente Adam Thomas è stato ucciso nella provincia di Nangarhar, apparentemente a causa di una bomba artigianale. È il terzo soldato americano ucciso in Afghanistan nel 2016.







Secondo la “Reuters”, a partire dal 2002 gli Stati Uniti hanno speso più di 60 miliardi di dollari per addestrare ed equipaggiare le forze di sicurezza afghane. Poi c’è la droga, continua “Russia Today”: la coltivazione di oppio, che era stata proibita sotto la stretta interpretazione islamica dei Talebani, ha avuto un ritorno “glorioso” durante la guerra. Secondo un rapporto della Unodc, l’ufficio delle Nazioni Unite su droga e crimine, si stima oggi l’estensione delle coltivazioni di oppio in Afghanistan ad oltre 200.000 ettari. Le cifre finali rischiano di superare il record del 2014, che era di 224.000 ettari. «L’eradicazione delle coltivazioni è stata praticamente zero», ha detto il direttore della Unodc, Yury Fedotov. Come siamo arrivati a questa situazione? Per quanto l’invasione del 2001 sia riuscita a rovesciare il governo dei Talebani, afferma “Rt”, gli Stati Uniti non sono riusciti a catturare o uccidere Bin Laden – il presunto organizzatore dell’11 Settembre – che 10 anni dopo, nel presunto (e tuttora oscuro) blitz di Abbottabad, in Pakistan, da cui però non è mai giunta nessuna foto del cadavere del capo di Al-Qaeda, che poi sarebbe stato “sepolto in mare”, gettato dal ponte di una portaerei.







«Per un mese – ricorda “Russia Today” – le truppe americane hanno inutilmente setacciato le grotte di Tora Bora, al confine col Pakistan, dove si credeva che Bin Laden fosse nascosto. «Nonostante Bush avesse promesso, in campagna elettorale, di mettere fine all’ingerenza americana nelle altre nazioni, i soldati americani e della Nato si sono presto ritrovati a combattere una tipica guerra di contro-insorgenza, lanciando continue offensive contro gli sfuggevoli Talebani e i ribelli di Al-Qaeda». I comandi americani in Afghanistan continuavano a chiedere sempre più truppe, ma la maggior parte delle forze americane era impegnata in Iraq, dopo che l’invasione del 2003 aveva seguito un percorso analogo: da una rapida vittoria a un incubo senza fine. «Grazie ad una combinazione fra un incremento di truppe e accordi sottobanco con i leader locali, gli Stati Uniti sono riusciti a neutralizzare la maggior parte della ribellione in Iraq». E ora, dopo la sua rielezione, «Obama ha implementato un programma simile anche in Afghanistan».







E dire che, nel maggio 2011, una squadra di Navy Seals aveva attaccato il presunto rifugio di Abbottabad, dove – secondo Washington – sarebbe stato ucciso Bin Laden. «Questo significava il raggiungimento dello scopo principale della guerra, per quanto sia arrivato dopo quasi un decennio». Con la presunta scomparsa di Bin Laden, Obama ha annunciato il ritiro graduale dall’Afghanistan entro la fine del 2016, mentre le operazioni di combattimento – ufficialmente – sarebbero terminate nel dicembre del 2014. «Qualcuno però si è dimenticato di dirlo al Talebani», se è vero che, nel maggio 2015, un drone americano ha ucciso in Pakistan il loro leader, Mohammad Mansour. «E’ ora che gli afghani smettano di combattere e inizino a costruire un futuro tutti insieme», disse allora il ministro degli esteri statunitense John Kerry, invitando i Talebani a prendere accordi con il governo afghano del nuovo presidente, Ashraf Ghani. I Talebani invece hanno scelto il mullah Haibatullah Akhundzada come nuovo leader, lanciando una nuova offensiva. Nel settembre 2015 hanno preso Kunduz, importante città del nord del paese, vicino al confine con il Tajikistan. Ne sono stati scacciati dopo due settimane di pesanti combattimenti, nel corso dei quali gli aerei americani hanno distrutto l’ospedale di “Medici Senza Frontiere”. Un anno dopo, però, i Talebani rientravano nuovamente a Kunduz, piantando la loro bandiera al centro della piazza principale della città.







Alla “conferenza dei donatori”, in Austria, Stati Uniti ed Europa hanno appena promesso 15 miliardi di dollari per sostenere il governo afghano nei prossimi quattro anni. «Il costo della guerra in Afghanistan è stato stimato in 685 miliardi di dollari dal Servizio di Ricerca del Parlamento americano», aggiunge “Rt”. Secondo una stima della Harvard Kennedy School of Government, però, il costo a lungo termine potrebbe arrivare a 6 trilioni (migliaia di miliardi) di dollari, se si calcolano «i costi di assistenza medica a lungo termine e di disabilità per i veterani, il rinnovamento dell’arsenale militare ed i costi economici e sociali». Tutti soldi «scomparsi nel nulla». Miliardi di dollari destinati alla “ricostruzione” dell’Afghanistan sono stati spesi «in aerei da guerra che sono poi stati svenduti a prezzo di rottame», ma anche «in stazioni di rifornimento da 30 milioni di dollari ciascuna», e anche «in aerei per combattere il traffico di droga che non sono mai decollati, com’è stato documentato dall’ispettore generale degli Stati Uniti per la ricostruzione in Afghanistan».







La sola lotta al narcotraffico, conclude “Russia Today”, ha ingoiato 8,4 miliardi di dollari, senza dare il minimo risultato visibile: «L’Afghanistan oggi produce il 90% dell’eroina nel mondo, in quantità ancora maggiori di quanto lo facesse prima del 2001». Forse la più grossa ironia della guerra in Afghanistan sta nel fatto che «gli americani hanno finito per combattere la stessa gente che avevano supportato durante la Guerra Fredda». Sul finire degli anni ‘70, Washington aveva finanziato di nascosto i ribelli islamici per attirare l’Unione Sovietica in un “incubo simile al Vietnam”. Missione compiuta, peraltro: grazie anche a Osama Bin Laden, appositamente reclutato e armato da emissari della Casa Bianca, del calibro del super-massone Zbigniew Brzezinski. «Dopo il ritiro dei sovietici, nel 1989, gli stessi ribelli – i mujaheddin – iniziarono a lottare fra di loro, permettendo così ai Talebani di emergere come fazione dominante». I soggetti ideali per la “guerra infinita”, l’alibi perfetto per il conflitto permanente e la militarizzazione del pianeta.




Sono passati 15 anni dall’invasione militare dell’Afghanistan da parte degli americani, supportati dalla cosiddetta “coalizione internazionale”, di cui anche noi facciamo parte. Le truppe americane hanno invaso l’Afghanistan il 7 ottobre del 2001, meno di un mese dopo gli attacchi terroristici dell’11 Settembre a New York e Washington. Quella che era sembrata una rapida vittoria sul regime dei Talebani si è trasformata in una sanguinosa guerriglia che continua ancora oggi. L’amministrazione del presidente Bush aveva accusato l’organizzazione Al-Qaeda di Osama Bin Laden di aver dirottato gli aerei civili che hanno colpito e World Trade Center e il Pentagono. La Casa Bianca era convinta che Bin Laden si trovasse in Afghanistan, e pretese e i Talebani glielo consegnassero. I Talebani, guidati dal Mullah Omar, chiesero agli americani di mostrare le prove della sua colpevolezza. In cambio, ebbero la guerra. Con l’aiuto dei jet e delle truppe americane, i signori della guerra della Alleanza del Nord scacciarono i Talebani dalle città più importanti e presero il controllo della capitale, Kabul, a metà di novembre.




Gli Usa truccano gli F-18 da aerei russi, false flag in arrivo?












12/10 • segnalazioni







Vuoi vedere che “si travestono da russi” per combinare qualche disastro, utile a incolpare Mosca? Il precedente, spaventoso, è quello dell’attacco con gas leatali a Ghouta, periferia di Damasco: un massacro, condotto da jihadisti armati dall’Occidente ma a lungo attribuito all’esercito siriano, nell’estate 2013. Corollario: il conto alla rovescia per il bombardamento Nato, fermato in extremis dalla fermezza di Putin che schierò la flotta del Mar Nero davanti alla Siria, mentre il Papa organizzò una clamorosa giornata di preghiera per scongiurare l’escalation. Ora ci risiamo? C’è chi lo sospetta. Un giornalista canadese, Christian Borys, ha postato su Facebook alcune foto decisamente strane: caccia americani F-18 “truccati” da Sukhoi-27 russi. Stessa, identica livrea bianco-azzurra. «Addestramento standard», precisa il reporter, «però interessante». Eccome. Specie dopo il recente bombardamento americano che ha colpito “per errore” le postazioni dell’esercito siriano, provocando un’ottantina di morti tra i soldati di Damasco e facendo precipitare la situazione in zona pericolo: il Cremlino ha annunciato che d’ora il poi la Russia abbatterà qualsiasi velivolo minacci le truppe siriane impegnate contro l’Isis.







A volte, scrive Maurizio Blondet sul suo blog, l’Us Air Force dipinge i suoi aerei dei colori “nemici” per abituare i suoi piloti durante delle simulazioni. Ma il fatto è che si è diffusa (anche sulla Cnn) una conversazione del ministro degli esteri John Kerry, il primo ottobre, captata nei locali della delegazione olandese all’Onu, a margine della assemblea plenaria. Kerry parla con non meglio identificati esponenti della “resistenza” siriana, e dice loro, esasperato: ho perso ogni argomento per poter utilizzare la forza militare americana contro Assad. Parla, evidentemente, di una discussione che si è tenuta nella cerchia presidenziale, dove sostiene di essere stato messo in minoranza: «Io ho sostenuto l’uso della forza. Sono quello che ha annunciato che stavamo per attaccare Assad», riferisce ai suoi interlocutori siriani, probabilmente pensando al “conto alla rovescia” innescatosi dopo l’attacco “false flag” del 2013 con le armi chimiche. «Abbiamo un Congresso che non autorizzerebbe», continua Kerry. E spiega che in Siria “loro”, i russi, «sono stati invitati, noi no». Sicchè, «la sola ragione che ci è rimasta per volare sulla Siria è che stiamo dando la caccia all’Isis. Se andassimo a dar la caccia ad Assad, dovremmo liquidarne tutta la difesa aerea, e non abbiamo la giustificazione legale per far questo».







Ma quel che la Cnn ha taciuto, rileva Blondet, è che l’intercettazione continua. Al minuto 11.18, l’interprete traduce dall’arabo all’inglese le frasi di uno dei ribelli, che si ritiene essere Raed Saleh, il rappresentante dei cosiddetti Elmetti Bianchi – quelli che “documentano” il “martirio di Aleppo” a fianco dei jihadisti sul terreno. «La Russia bombarda i civili siriani, i mercati e anche noi, la protezione civile», dice Kerry. Poi domanda: «Avete dei video degli aerei che attaccano? Possiamo avere i video che i nostri agenti hanno chiesto?». Precisa un collaboratore di Kerry: «Dei video autentici degli aerei stessi, ecco quel che ci occorre». Video di aerei russi, o che sembrino russi? Sembrano le premesse per un drammatico remake dell’attacco con il Sarin, che – come chiarì l’indagine di Carla del Ponte, la magistrata svizzera incaricata dall’Onu – fu dovuto a ordigni «forniti dai servizi segreti turchi a una delle tante bande di “ribelli” al soldo dell’Occidente e delle petromonarchie». Lo riconobbe persino la Bbc, ricorda Blondet. Ma adesso Kerry chiede ai “suoi” jihadisti siriani video di aerei russi che commettono atrocità.







«Che gli occidentali siano alla disperata ricerca di un pretesto per aiutare i loro terroristi, che stanno cedendo sotto l’offensiva russo-siriana e iraniana, ce l’ha mostrato un altro episodio», racconta Blondet. Il 28 settembre, la missione di Parigi all’Onu ha lanciato l’allarme: due ospedali ad Aleppo Est sono stati bombardati. Un Tweet e una foto di edifici distrutti. «La palese menzogna è stata immediatamente ripresa da Kerry, in dichiarazione congiunta con il collega ministro francese Jean Marc Ayrault». Colpa dei russi, ovviamente. Solo che «nessuno dei gruppi d’opposizione (non erano stati istruiti prima) ha confermato la tragica notizia», nemmeno il notorio Osservatorio Siriano sui Diritti Umani, gestito dal Regno Unito da un solo “investigatore”, un oppositore di Assad, si basa su contatti telefonici. «Sicchè nella conferenza stampa seguente, il portavoce del Dipartimento di Stato, tempestato da un giornalista non asservito, non ha confermato, anzi ha ammesso che può essersi trattato di “un onesto errore” da parte di Kerry».







Dunque non erano russi, gli aerei su Aleppo? E non c’è nemmeno una prova che quegli ospedali siano stati davvero colpiti? Conclusione di Blondet: «Forse, dipingere i caccia Usa coi colori dei bombardieri russi è “standard exercise”. Ma se avviene un bombardamento da parte di aerei azzurrini nelle prossime ore, su un bersaglio di civili indifesi, bambini e donne, vi abbiamo documentato i preparativi di un “false flag”». Peraltro, sarebbe solo una delle tante operazioni “false flag” di cui la storia dell’interventismo americano è piena. «E magari, avvertire in anticipo contribuisce a sventarla». Non c’è pericolo, comunque, che queste notizie si affaccino al telegiornale: «Qualcuno avverta la Botteri: ci sono intercettazioni più scottanti dei discorsi grassocci di Trump sulle donne». Che ne dice, l’inviata Rai negli Usa, «di mandare il servizio di Kerry che parla coi “siriani” e vuole dei video “veri” di aerei russi che bombardano civili?».




Vuoi vedere che “si travestono da russi” per combinare qualche disastro, utile a incolpare Mosca? Il precedente, spaventoso, è quello dell’attacco con gas leatali a Ghouta, periferia di Damasco: un massacro, condotto da jihadisti armati dall’Occidente ma a lungo attribuito all’esercito siriano, nell’estate 2013. Corollario: il conto alla rovescia per il bombardamento Nato, fermato in extremis dalla fermezza di Putin che schierò la flotta del Mar Nero davanti alla Siria, mentre il Papa organizzò una clamorosa giornata di preghiera per scongiurare l’escalation. Ora ci risiamo? C’è chi lo sospetta. Un giornalista canadese, Christian Borys, ha postato su Twitter alcune foto decisamente strane: caccia americani F-18 “truccati” da Sukhoi-27 russi. Stessa, identica livrea bianco-azzurra. «Addestramento standard», precisa il reporter, «però interessante». Eccome. Specie dopo il recente bombardamento americano che ha colpito “per errore” le postazioni dell’esercito siriano, provocando un’ottantina di morti tra i soldati di Damasco e facendo precipitare la situazione in zona pericolo: il Cremlino ha annunciato che d’ora il poi la Russia abbatterà qualsiasi velivolo minacci le truppe siriane impegnate contro l’Isis.

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CHIESA CRISTIANA CATTOLICA


















giu.bra.63 Condivisione pubblica - 15:01






















La Madonna a Fatima avvertì il Mondo, fino ad ora, tutto é avvenuto come rivelato, la fine della Prima Guerra Mondiale, la Seconda Guerra Mondiale, distruzioni, la corruzione della Chiesa Cattolica: "Il 19 agosto 1931, Nostro Signore Gesù Cristo apparve a Suor Lucia, dandole questo messaggio: "Fai sapere ai miei ministri, dato che seguono l’esempio del Re di Francia nel ritardare l’esecuzione della mia richiesta, che lo seguiranno nella sciagura"."......




In questo periodo, di imminente guerra alla Russia, anche se indotta dai capi degli Stati Uniti, come non vedere un reale pericolo di distruzione dell'Europa?




--------- di seguito l'articolo --------




L’imminente Grande Castigo




è rivelato nel Terzo Segreto




di Fatima (PARTE I)




http://www.fatima.it/resources/cr73grande.asp













di Padre Paul Kramer, B.Ph., S.T.B., M. Div., S.T.L. (Cand.)













Il Messaggio di Fatima, ed in particolare il Terzo Segreto, rivela il Grande Castigo per mezzo del quale Dio punirà il mondo intero per i crimini dell’umanità peccatrice, se la gente non si pentirà e smetterà di offendere Dio. Il 13 ottobre 1917 a Fatima, pochi attimi prima del Miracolo del Sole, la Beata Vergine disse: "Le persone devono purificare la propria vita e chiedere perdono per i propri peccati. Non devono offendere più Dio, Nostro Signore, che è già tanto offeso".













La Madonna ci avvertì delle gravi conseguenze che si sarebbero verificate se quest’avvertimento non fosse stato ascoltato. La più grave ed il castigo più terrificante per le anime che non si pentono, è la dannazione eterna. E’ stato per impedire la dannazione eterna delle anime redente dal Sangue del Nostro Divino Salvatore Gesù Cristo, che Sua Madre Santissima è giunta a Fatima. Per questo Ella spiegava nell’apparizione del 13 luglio 1917:













"Avete visto dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio desidera stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se ciò che vi chiedo sarà fatto, molte anime saranno salvate e vi sarà pace."













Le richieste della Beata Vergine affinché le persone "purifichino le proprie vite e chiedano perdono per i propri peccati" non sono state ascoltate. La Madonna di Fatima disse alla Beata Giacinta: "le guerre sono i castighi per i peccati del mondo"1. E’ stato rivelato a San Piero Lamy, che la Prima Guerra Mondiale era stata un castigo specifico per via della "blasfemia, della dissacrazione del matrimonio e del lavoro domenicale". Nell’apparizione del 13 luglio 1917, la Madonna predisse che: "La guerra sta per finire; ma se la gente non cessa di offendere Dio, una peggiore scoppierà durante il regno di Pio XI."













Sfortunatamente la gente non smise di offendere Dio, ed una guerra peggiore , la Seconda Guerra Mondiale, scoppiò durante il regno di Pio XI.2













La Madonna rivelò a Suor Lucia il segno che avrebbe indicato l’inizio dell’imminente castigo: "Quando vedrai una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappi che questo è il grande segno dato da Dio che Egli sta per punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre."













La notte del 25 gennaio 1938 Suor Lucia vide una luce rossa che la Madonna le aveva predetto sarebbe stato il grande segno che Dio stava "per punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre". Il giorno seguente, lo strano fenomeno dei quella "notte illuminata" fu riportato sui giornali di tutta l’Europa e del Nord America3. Suor Lucia capì che il grande castigo stava per cominciare, e poche settimane dopo, nel marzo del 1938, Higler invase l’Austria, annettendola alla Germania; questo atto fu l’inizio degli eventi che trasformarono le varie aggressioni di Germania, Italia e Giappone nella seconda Guerra Mondiale.













Tale guerra si sarebbe potuta evitare se le richieste della Madonna di Fatima fossero state esaudite. Ella aveva già promesso: "se ciò che io vi chiedo sarà fatto, saranno salvate molte anime e vi sarà la pace." La Madonna enfatizzò il fatto che l’unico modo con cui si può ottenere la pace è tramite l’obbedienza alle Sue richieste quando chiese la recita del Rosario "in onore della Madonna del Rosario, per poter ottenere la pace nel mondo…perché solo Lei può salvarvi."













E’ stato proprio per prevenire il castigo del mondo, "per mezzo di guerre, carestie (e) persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre" che la Madonna di Fatima ha richiesto la consacrazione della Russia e la devozione dei Primi Sabati. Le sue esatte parole furono: "per prevenire questo, io tornerò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, e la Comunione di Riparazione dei Primi Sabati." La promessa connessa a tale richiesta è questa: "se fate ciò che io vi dico, molte anime verranno salvate e vi sarà la pace."













E’ di fondamentale importanza tenere bene a mente che la Seconda Guerra Mondiale è stato solo l’inizio del castigo promesso. Se le persone non si pentono e non emendano le proprie vite allora altri severi castighi seguiranno. La Madonna ha predetto in particolare l’arrivo della Guerra Mondiale, quando disse: "La guerra sta per finire; ma se la gente non smette di offendere Dio, una peggiore scoppierà durante il regno di Pio XI." Questo castigo specifico è già avvenuto.













La minaccia di una tale punizione per il mondo "per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre" fa parte di una profezia assai più generale che si è compiuta solo parzialmente. Che si avveri del tutto oppure no, dipende dal compimento o meno delle richieste della Madonna. Il castigo è rivelato pienamente nella parte ancora non pubblicata del Terzo Segreto, mentre viene solo accennata in maniera generale nella seconda parte. Quello che dice la Madonna nella seconda parte del Segreto è che: Se le mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita, evi sarà la pace; altrimenti, essa diffonderà i propri errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà tanto da soffrire e molte nazioni saranno annientate.













La Beata Vergine apparve a Suor Lucia di nuovo il 13 giugno 1929 a Tuy, in Spagnia, e rispettò la Sua promessa per la quale ella "veniva a chiedere la consacrazione della Russia" compiuta dal Papa insieme a tutti i vescovi del mondo. Le parole della Madonna che richiedevano la consacrazione, furono scritte da Suor Lucia: "E giunto il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo in questo modo di salvarla…"4 Questo solenne atto di consacrazione della Russia che doveva essere compiuto dal Papa e da tutti i vescovi del mondo allo stesso tempo non è mai stato effettuato. Non c’è mai stata una consacrazione della Russia (o anche del mondo, se è per questo) che sia stata compiuta dal Papa e da tutti i vescovi del mondo nello stesso momento. Nessuno degli atti di consacrazione effettuati dai Papi Pio XII, Paolo VI o Giovanni Paolo II sono stati compiuti insieme a tutti i vescovi del mondo nello stesso momento. E’ un fatto storico noto a tutti contro il quale non vi sono argomenti che tengono - contra factum non est argumentum.5













Era volontà di Dio che quell’atto richiesto di consacrazione fosse compiuto velocemente: il 21 gennaio 1935 Suor Lucia scrisse: "Circa tre anni fa, Nostro Signore era molto dispiaciuto perché le Sue richieste non erano state esaudite ed io ho reso noto questo fatto al vescovo con una lettera … da un intima conversazione con l’Onnipotente, mi sembra che Egli sia pronto a mostrare pietà nei confronti della Russia come ha promesso cinque anni fa, ed egli desidera molto salvarla." Il 19 agosto 1931, Nostro Signore Gesù Cristo apparve a Suor Lucia, dandole questo messaggio: "Fai sapere ai miei ministri, dato che seguono l’esempio del Re di Francia nel ritardare l’esecuzione della mia richiesta, che lo seguiranno nella sciagura".6













E’ un avvertimento assai terrificante questo pronunciato da Gesù Cristo Nostro Signore, perchè l’esempio a cui Egli si riferisce è quello della disobbedienza del Re di Francia, il quale non consacrò la Francia al Suo Cuore Immacolato. Tale richiesta era stata fatta da Nostro Signore Gesù Cristo in persona. Fu rivelato a Santa Margherita Maria la quale lo comunicò a Re Luigi XIV. Luigi XIV e Luigi XV non fecero niente ed infine, dopo essere stato imprigionato, Luigi XVI cercò di obbedire al comando di Dio ma non potette compiere quell’atto solenne e pubblico che gli era stato richiesto, e finì ghigliottinato nel 1793.













Nostro Signore è stato inequivocabilmente chiaro nel dare al Papa un certo periodo di tempo per consacrare la Russia, passato il quale, se la consacrazione non sarà stata compiuta validamente, allora alcuni dei pastori della Chiesa pagheranno la loro negligenza con la propria vita. Tutto questo si evince chiaramente dalla visione del Terzo Segreto pubblicata il 26 giugno 2000. In quella visione, il Papa èucciso da un gruppo di soldati, insieme ad altri prelati di alto rango.













L’apparato Vaticano ha tentato di interpretare la visione del "vescovo di bianco" come una premonizione del tentato omicidio di Giovanni Paolo II nel maggio del 1981. Il Crociato di Fatima ha ampiamente dimostrato che l’interpretazione della visione pubblicata dal Cardinal Ratzinger il 26 giugno 2000 è un tentativo fraudolento di porre nel passato il compimento di eventi futuri predetti nella visione. Il motivo per una tale interpretazione fraudolenta è quello di promuovere l’idea che la consacrazione della Russia sia già stata fatta e che pertanto, come afferma l’Arcivescovo Tarcisio Bertone, il "porta a compimento un periodo storico segnato dalla tragica sete umana per il potere ed il male". In altre parole, quello che aveva richiesto la Madonna di Fatima era già stato realizzato e non dovevamo più preoccuparcene.













Il Cardinale Sodano ha affermato, il 13 maggio 2000, che "gli eventi ai quali si riferisce la terza parte del segreto di Fatima sembrano far parte del passato…" L’interpretazione che Sodano da della visione è come cercare di far entrare a forza un cubo dentro una fessura rotonda: la visione che mostra crudelmente la profezia di un evento futuro, in cui un Papa viene assassinato da dei soldati, da una banda di soldati, si trasforma in un tentativo di omicidio fallito contro la vita di Giovanni Paolo II da parte un singolo attentatore. L’interpretazione di Sodano è evidentemente fraudolenta: Il Cardinale ha cambiato le parole della profezia che si riferiscono all’uccisione di un papa: "sulle sue ginocchia ai piedi della grande Croce egli viene ucciso da un gruppo di soldati," a: "anch’egli cade a terra, come morto". Una profezia che predice il futuro assassinio di un Papa è così trasformata in maniera contorta e verbosa in una premonizione del fallito attentato contro Giovanni Paolo II.













Nel libro intitolato Il Messaggio di Fatima, il Cardinale Ratzinger scrive il principio su cui basa la sua interpretazione della visione: "Innanzitutto dobbiamo affermare con il Cardinale Sodano: " ... le vicende a cui fa riferimento la terza parte del ‘segreto’ di Fatima sembrano ormai appartenere al passato". Quest’ affermazione è un deliberato inganno: nella sua intervista del 11 novembre 1984 alla rivista Jesus riguardo al Terzo Segreto, il Cardinale Ratzinger affermò che: "le cose contenute in questo ‘Terzo Segreto’ corrispondono a ciò che è stato annunciato nelle Sacre Scritture ed è stato affermato più e più volte in altre apparizioni Mariane…".













E’ evidente che queste parole del Cardinale non si riferivano al fallito attentato avvenuto tre anni prima, che non era certo stato annunciato nelle Sacre Scritture o predetto in molte apparizioni Mariane - né si riferivano specificatamente alla visione pubblicata nel giugno 2000. Al contrario, esse si riferivano agli eventi futuri predetti dalla Vergine Maria, nella "lettera" del gennaio 1944 indirizzata al Vescovo da Silva, "nella quale Suor Lucia scrisse le parole che la Madonna aveva confidato sotto forma di segreto ai tre piccoli pastorelli alla Cova da Iria."7













Questo è il ‘Terzo Segreto’ che suor Lucia rivelò il 2 settembre 1952 all’emissario di Papa Pio XII, Padre Schweigl, il quale spiegò che il ‘Terzo Segreto’ è la continuazione delle parole della Madonna: in Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede, ecc"8. E’ proprio a questo ‘Terzo Segreto’ cui si riferiva il Cardinale Ratzinger quando affermava che:"le cose contenute in questo ‘Terzo Segreto’ corrispondono a ciò che è stato annunciato nelle Sacre Scritture e sono state dette più e più volte in altre apparizioni Mariane". Questa posizione è stata confermata dal nipote di Suor Lucia, Padre Jose Dos Santos Valinho, il quale affermò il suo pensiero il 14 febbraio 2003 alla trasmissione televisiva Enigma, dicendo che la terza parte del segreto è strettamente connessa alla seconda. Riguarda la Chiesa, la guerra, le persecuzioni e la perdita della fede.Vi sarà una crisi universale nella Chiesa ed in tutto il mondo9. Così, corrisponde alle parole della Vergine contenute nella seconda parte del Segreto: "I buoni verranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, molte nazioni saranno annientate". In particolare esso corrisponde alla rivelazione, del 13 luglio 1917, secondo la quale Dio "sta per punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo di guerre, carestie e persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre".













Padre Valinho inoltre, ritiene apertamente che la terza parte del Segreto sia la continuazione della seconda parte che finisce con le parole: "In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc."… Le sue precise parole: "i tre puntini (dopo l’ecc.) indicano che ‘da qui c’è la terza parte che non è stata ancora rivelata’".













E’ importante considerare inoltre che, dopo un certo punto, quale potrebbe essere lo scoppio di una guerra mondiale, i pastori della Chiesa potrebbero non essere più fisicamente in grado di compiere la consacrazione, come nel caso di Luigi XVI che tentò, senza successo, di consacrare la Francia quando ormai era troppo tardi per salvarla dalla rivoluzione e dal Regno del Terrore. Giudicando dalle parole dette da Nostro Signore a Suor Lucia, sembra che il castigo contro il mondo, indicato nella seconda parte del Segreto e mostrato nella visione della terza parte, avverrà prima che la consacrazione venga compiuta. Ciò che Nostro Signore disse a Suor Lucia è questo: "il Santo Padre, prega molto per il Santo Padre. Egli la farà, ma sarà troppo tardi."













Nostro Signore Gesù Cristo in persona, spiegò perché questo atto di consacrazione è così necessario. In una lettera datata 18 maggio 1936, Suor Lucia scrisse: "circa le altre domande, se sarebbe conveniente insistere per ottenere la consacrazione della Russia… ho parlato con Nostro Signore al riguardo e poco tempo fa Gli ho chiesto perché non avrebbe convertito la Russia a meno che il Santo Padre non avesse compiuto la consacrazione, (egli rispose): ‘perché io voglio che la Mia Chiesa consideri la consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria affinché possa successivamente estendersi e diffondersi la devozione a questo Cuore Immacolato oltre a quella del Mio Sacro Cuore … ciò non di meno, il Cuore Immacolato di Maria salverà la Russia. Le è stata affidata.’













Il fine ultimo della consacrazione della Russia non è la conversione della Russia o la pace nel mondo. La conversione della Russia e la pace del mondo sono grazie promesse da Dio che verranno ottenute per mezzo di quella consacrazione, ma il fine ultimo della consacrazione è salvare più anime possibile dalla dannazione, diffondendo la diffusione del Cuore Immacolato di Maria. La Madonna in persona chiese che "per salvarle, Dio desidera stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato". Il 13 giugno 1917, la Beata Vergine disse che è Gesù che desidera stabilire questa devozione: "Egli desidera stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. A chiunque abbracci questa devozione io prometto la salvezza; quelle anime saranno care a Dio, come i fiori da me posti per adornare il Suo Trono." E’ per la salvezza delle anime che il Cielo richiede la consacrazione della Russia. "La salvezza delle anime… è sempre la legge suprema della Chiesa." (Can. 1752) Coloro che si oppongono o osteggiano la consacrazione per qualsiasi ragione, pongono loro stessi in opposizione con la legge suprema della Chiesa, e sono pertanto dei criminali agli occhi di Dio.













Le conseguenze per non aver eseguito le richieste del Cielo saranno incalcolabili e catastrofiche. Coloro che affermano che le richieste della Madonna sono state esaudite e che la consacrazione della Russia è stata fatta, hanno perso il contatto con la realtà. Navarro Valls, il portavoce del Vaticano, ha ricordato nel 2002 che la Chiesa Cattolica è attualmente perseguitata in Russia. La Madonna ci ammonì che la Russia avrebbe perseguitato la Chiesa se le Sue richieste non fossero state ascoltate. Ella disse: "Se le mie richieste verranno ascoltate, la Russia sarà convertita, e vi sarà la pace…"













Più di 250.000 soldati Americani ed un terzo delle forze militari britanniche sono stati inviati in Iraq nell’ultimo anno, mentre l’esercito Americano si prepara a muovere guerra contro la Corea del Nord e l’Iran. Malgrado ciò, la Congregazione per la Dottrina della Fede ci ha assicurato che la "decisione di Sua Santità di rendere pubblica" la visione "del vescovo in bianco", "porta a compimento un periodo storico segnato dalla tragica sete umana per il potere ed il male".













La Madonna di Fatima disse a Suor Lucia nel maggio 1952: "Fai sapere al Santo Padre che sto ancora aspettando la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato. Senza la Consacrazione, la Russia non sarà in grado di convertirsi, né il mondo avrà pace."10













Nostro Signore disse che Egli non convertirà la Russia a meno che il Santo Padre non compia la consacrazione (della Russia), "perché che la Mia Chiesa consideri la consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria." Non c’è ancora alcun segno di quel trionfo o di quella conversione, perché le richieste della Madonna non sono ancora state esaudite e pertanto il mondo è sull’orlo di un Grande Castigo, per mezzo del quale Dio "punirà il mondo per i suoi crimini, per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre."













PARTE II













Il Grande Castigo che è rivelato nel Terzo Segreto di Fatima è contenuto nella breve lettera di una pagina che Suor Lucia dette al Vescovo da Silva, e contenente il Terzo Segreto, Il Segreto di cui parlava il Cardinale Ratzinger alla rivista Jesus è in quella lettera. Quando egli dice "Si, l’ho letto", Ratzinger si riferiva a quella lettera, "nella quale Suor Lucia scrisse le parole che la Madonna aveva confidato sotto forma di segreto ai tre piccoli pastorelli nella Cova da Iria."11













Sono quelle parole della Madonna cui si riferiva il Cardinale Ratzinger quando diceva nell’intervista a Jesus che il Terzo Segreto si riferisce ai "pericoli che minacciano la fede e la vita dei Cristiani, e pertanto del mondo intero", e continuando: "le cose contenute in questo ‘Terzo Segreto’ corrispondono a ciò che è stato annunciato nelle Sacre Scritture, ed è stato più e più volte affermato in altre apparizioni Mariane…" E’ esaminando ciò che "è stato più e più volte affermato in altre apparizioni Mariane" che scopriremo "i pericoli che minacciano la fede e la vita dei Cristiani, e pertanto del mondo intero" che sono stati "annunciati nelle Sacre Scritture" e predetti nella profezia.













Il 13 ottobre 1973 la Beata Vergine Maria apparve ad Akita, in Giappone, a Suor Agnese Sasagawa, e le rivelò che: "Se gli uomini non si pentiranno … Il Padre infliggerà un terribile castigo a tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del diluvio, grande come mai prima d’ora. Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via gran parte dell’umanità".













La Beata Anna Maria Taigi (†1837) scrisse dell’imminente castigo, dicendo che: "Dio ordinerà due castighi: uno, sotto forma di guerra, rivoluzioni ed altri mali, avrà origine sulla terra; l’altro verrà scagliato dal Cielo. Una grande e densa oscurità calerà sulla terra per tre giorni e tre notti (Gioele 2,31)12 … l’aria sarà pervasa da pestilenze, che mieteranno principalmente, ma non esclusivamente, i nemici della religione …"













Il primo castigo avverrà in forma sia fisica che spirituale: guerre e rivoluzioni, ecc., saranno la sostanza del castigo fisico, "molte nazioni verranno annientate"; e le "persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre" saranno il castigo spirituale: "i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire".













Nel 1945, solo poco tempo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Papa Pio XII affermò nel suo Messaggio di auguri natalizio ai Cardinali: "il mondo è sull’orlo di un abisso tremendo …gli uomini devono prepararsi a soffrire cose che l’umanità non ha mai visto prima". Ci sarà una grande guerra assai più distruttiva delle prime due guerre mondiali. La Madonna disse a suor Elena Aiello (†1961), assai famosa per le sue profezie, che "il Mio Cuore è così triste per le tante sofferenze in un mondo sui cui incombe la rovina…L’ira di Dio è vicina. Presto il mondo sarà afflitto da grandi calamità, rivoluzioni sanguinarie, terribili uragani e straripamenti di fiumi ed oceani …il mondo verrà sconvolto da una nuova e terribile guerra. Le Armi più mortali distruggeranno popoli e nazioni. I dittatori della terra, gente infernale, demoliranno le chiese e dissacreranno la Santa Eucaristia e distruggeranno le cose più care. In questa empia guerra, molto verrà distrutto di ciò che era stato costruito dalle armi dell’uomo…













"Un'altra terribile guerra infurierà dall’oriente all’occidente. La Russia con le sue armi segrete combatterà l’America, occuperà l’Europa. Il Fiume Reno sarà ricolmo di corpi e sangue. Anche l’Italia sarà stravolta da una grande rivoluzione, ed il Papa soffrirà terribilmente…













"La Russia marcerà su tutte le nazioni d’Europa, e specialmente su l’Italia, e isserà la propria bandiera sulla cupola di San Pietro. L’Italia verrà messa duramente alla prova da una grande rivoluzione e Roma sarà purificata per i suoi troppi peccati, specialmente quelli impuri…" Nell’apparizione della madonna del Buon Successo, che avvenne il 2 febbraio 1634, la Madre di Dio rivelò a Madre Maria Anna di Gesù Torres: "ci sarà una guerra terribile nella quale scorreranno il sangue dei sacerdoti e dei religiosi … la malvagità sembrerà trionfare.".













Lo stesso fu predetto da Suor Rosa Asdente di Taggia (†1847): "vi sarà una grande confusione, la gente andrà contro la gente, e le nazioni contro altre nazioni. I russi" spiega, "muoveranno guerra all’Italia … i Sacerdoti ed i religiosi verranno massacrati e la terra, specialmente in Italia, sarà lavata col loro sangue."













Un’altra profezia scritta su di una lapide inglese secoli fa: "quando i quadri saranno vivi ed in movimento, quando le navi, a guisa di pesci, nuoteranno sotto il sole, quando gli uomini voleranno come gli uccelli in cielo, allora metà del mondo perirà avvolto nel sangue." Sembrerebbe pertanto che la città semi distrutta della visione di Fatima, pubblicata il 26 giugno 2000, rappresenti la distruzione di metà del mondo: metà razza umana, più di tre miliardi di persone (3.000.000.000) periranno nel castigo, come predice la profezia della lapide. Suor Lucia elaborò questo argomento nel 26 dicembre 1957, dicendo a Padre Fuentes che: "dite loro Padre che molte volte la Beata Vergine disse a me ed ai miei cugini Giacinta e Francesco, che molte nazioni scompariranno dalla faccia della terra. Ella disse che la Russia sarà lo strumento del castigo scelto dal Cielo per punire il mondo intero, se questo non avrà ottenuto prima la conversione di quella povera nazione".













Sembra che il mondo attuale sia davvero "sull’orlo di uno spaventoso abisso". Le rivelazioni profetiche di Suor Elena Aiello confermano le precedenti profezie di San Giovanni Bosco, della Beata Anna Maria Taigi e di altri, secondo i quali vi sarà una grande guerra scatenata contro le nazioni occidentali dalla Russia, dalla Cina e dalle nazioni Islamiche. Molti occidentali non hanno idea di quanto sia pericolosa la situazione geopolitica attuale. Hanno inghiottito tutto: l’idea, l’amo e l’esca che gli Stati Uniti e l’occidente siano i soli a comandare nel mondo, e pertanto ritengono che gli Stati Uniti ed il mondo occidentale possano esercitare il proprio volere quando e come vogliono.













Esiste in realtà un unica superpotenza militare al mondo, ed è la Russia. Come spiega Donald McAlvany: "la Russia (ovvero l’"ex" Unione Sovietica) è ancora la più grande macchina bellica del mondo: ha i più grandi arsenali di missili nucleari .. di carri armati, veicoli corazzati, sottomarini nucleari, missili balistici intercontinentali di terra e imbarcati su sottomarini (ICBM e SLBM), ed ha la più grande aviazione militare del mondo."13













E’ tuttora intenzione della Russia Sovietica quella di conquistare il mondo intero. In un discorso all’Accademia "Lenin" per la Guerra Politica a Mosca, nel 1930, Dimitri Manuilski dichiarò che: "La guerra finale tra il comunismo ed il capitalismo è inevitabile. Ma oggi siamo troppo deboli per colpire. Il nostro giorno verrà in 30 o 40 anni. Ma prima dobbiamo far addormentare le nazioni capitaliste usando la più grande operazione di pace e di disarmo che si sia mai vista nella storia. E allora, quando la loro guardia si sarà abbassata, li colpiremo col nostro pugno di ferro."













La Russia sovietica ha aderito fermamente a questa politica da allora fino ad oggi. Nel novembre 1987 il Presidente Sovietico Mikhail Gorbacev, durante un discorso al Politburo, affermò: "Signori, Compagni, non siate preoccupati per quello che avete ascoltato circa la Glasnost,la Perestroika e la democrazia nei prossimi anni. Sono cose fatte credere agli stranieri. Non vi saranno cambiamenti significativi all’interno dell’Unione Sovietica che non siano meri specchi per le allodole. Il nostro scopo è quello di disarmare gli Americani e di farli addormentare".













I leader militari Sovietici sono discepoli di Sun Tsu, l’autore dell’Arte della Guerra, il quale nel 500 a.c.: scrisse: "Avanziamo per mezzo della ritirata". Questa ritirata è stato lo smantellamento dello stato Stalinista, inefficiente e burocratico, l’Unione Sovietica, e la sua ristrutturazione nello stato Leninista attuale, la Russia Sovietica. Nell’edizione dell’inverno 1993 del Crociato di Fatima, scrissi:













L’europa si sta allontanando dall’equilibrio post bellico con la NATO e la CEE da una parte ed il Patto di Varsavia ed il COMECON dall’altro. Gorbacev sta promuovendo la dissoluzione dei blocchi ed la creazione dell’Europa unita. Un Europa unita e neutrale sarà un conglomerato di piccoli stati dominati dal gigante Sovietico. Con le sue vaste risorse, popolazione ed armamenti, l’Unione Sovietica avrà facilmente il controllo di tutta l’Europa. Non mi sorprende sapere che il nuovo slogan in Russia è "regnare dalla Siberia alla Spagna".14













I Sovietici sono riusciti nel loro obiettivo di realizzare la dissoluzione dei blocchi e la creazione dell’Europa Unita insieme all’entrata, con lo status di partecipante, all’alleanza NATO. E’ stato dichiarato piuttosto apertamente dal presidente Sovietico Vladimir Putin, il quale, riferendosi alla Nato, disse a Roma il 28 maggio 2002 "ci chiameremo la ‘Casa dei Soviet’." Putin è riuscito in quello che Breznev aveva promosso col suo "detente". Breznev aveva promosso il principio del "detente" per lo stesso scopo di conquista annunziato negli anni 30 da Manuilski. A Leonid Breznev stesso, parlando in confidenza ad un gruppo di influenti membri del partito Comunista nel 1972, sono state attribuite le seguenti parole: "Fidatevi compagni, perché nel 1985, e come conseguenza di ciò che stiamo ora ottenendo tramite il detente, avremo raggiunto gran parte dei nostri obiettivi in Europa occidentale. Avremo consolidato la nostra posizione… ed un cambiamento decisivo nell’equilibrio delle forze sarà tale che, venuto il 1985, saremo in grado di esercitare il nostro volere dovunque ne abbiamo bisogno…"













Il piano predetto da Breznev ha impiegato più tempo per divenire realtà, ma la stretta aderenza dei leader Russi eSovietici al programma annunciato da Manuilski li ha posti nella condizione di esercitare il loro volere ovunque vogliano. E’ loro intenzione conquistare gli Stati Uniti e l’occidente per mezzo di un piano militare congiunto Russo-Cinese. Nel febbraio 2002, Donald McAlvany riportò che: "Il piano per una campagna militare congiunta contro l’America, organizzata da Russia e Cina, è stato ideato molti anni fa, e mi fu svelato nel 1999 dal più importante disertore della Direzione dei Centri di Intelligence dello Stato Maggiore Russo, il colonnello Stanislav Lunev." 15













"Riguardo all’esistenza di un piano militare congiunto Russo-Cinese," continua McAlvany, "Luney affermò che durante la sua ultima visita a Mosca , prima della sua diserzione nel 1992, lo Stato Maggiore Russo era ancora impegnato ad ideare un piano vincente per una futura guerra nucleare contro gli Stati Uniti. "La soluzione nucleare è ancora valida" gli dissero. Ma vi sarebbero stati alcuni cambiamenti. Le truppe Russe non sarebbero state impiegate nell’invasione dei 48 stati meridionali (territorio degli USA). Le forze Russe avrebbero solamente occupato "l’Alaska e parte del Canada". Sarebbero stati i Cinesi ad occupare gli altri 48 stati."













Il potere missilistico nucleare della Russia Sovietica e l’immensa manodopera della Cina Rossa si sono uniti in un pugno di ferro che forma il cuore di questa nuova asse, che potrebbe benissimo essere chiamata Asse Mosca-Pechino. Richard Maybury ha coniato il termine Nuova Asse nel 1996. Non si limita alla Russia ed alla Cina, che hanno firmato il trattato di amicizia Cino-Russo nel luglio 2001 e hanno dichiarato apertamente i loro interessi strategici congiunti contro gli Stati Uniti, ma include anche molte altre nazioni che sono entrate a far parte di un’alleanza segreta contro gli Stati Uniti ed i loro alleati NATO. Maybury spiega in un suo studio dell’ Early Warning Report del febbraio 2003, che "il gruppo consiste almeno in 12 membri, tra cui l’Iran, l’Iraq, la Corea del Nord, la Siria, la Libia, Cuba ecc…"













Il governo degli Stati Uniti sa dell’esistenza della Nuova Asse: il 10 ottobre 2002 il vice Segretario alla Difesa, Paul Wolfowits disse: "ciò che ci colpì tutti alla Commissione Rumsfeld, la nostra più grande sorpresa, fu di capire quanto questi stati canaglia (gli stati della Nuova Asse) si stessero aiutando l’un l’altro, e più ancora quanto aiuto stessero ricevendo dalla Russia e dalla Cina."













La Nuova Asse ha pesantemente superato in uomini ed armamenti gli Stati Uniti d’America ed i suoi alleati. Quest’Asse vuole coinvolgere gli Stati Uniti in una serie di tante piccole guerre contro i propri stati membri più piccoli: prima in Afghanistan, poi in Iraq, poi possibilmente in Iran ed in Corea per arrivare infine alla Cina via Taiwan. Essi intendono far diluire e disperdere le nostre forze armate per poi colpire con una potente guerra lampo contro le nazioni europee ed il Nord America. E questo sarà solo l’inizio del Grande Castigo. "Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori" (Marco 13,8)













Continua…













NOTE:













"As guerras não são sanão castigos pelos pecados do mundo." Era um Senhora mais brillante que o Sol; Pe. João de Marchi, 1996, Torres Novas, Portogallo, p. 268.






















Alcuni di coloro che cercano di screditare il Messaggio di Fatima, hanno affermato che la guerra in realtà era scoppiata con l’invasione della Polonia del 1 settembre 1939, durante il regno di Pio XII, ma questa opinione è sbagliata. In realtà, i conflitti iniziarono tra l’armata Giapponese in Manciuria e le forze Cinesi il 7 luglio 1937, al ponte di Marco Polo vicino Pechino. I Giapponesi usarono questo incidente come pretesto per occupare la Cina del nord, per poi muoversi verso la Cina orientale e meridionale. La guerra finì soltanto quando le forze Giapponese in Manciuria (L’esercito del Kwantung) si arrese alle forze Sovietiche, le quali entrarono in guerra contro il Giappone per soli 5 giorni, nell’agosto 1945, dopo lo sgancio delle bombe atomiche.






















Nel 1971, il mio professore di Filosofia Padre Robert Schubert, Ph.D., mi mostrò la sua collezione di ritagli di giornale che riportavano quella "luce sconosciuta". In alcune città vennero inviati i pompieri nelle zone più lontane perché si pensava vi fosse stata una grossa esplosione, ma era solo la strana luce predetta dalla Madonna. Senza alcun fondamento alcuni hanno definito quella "luce sconosciuta" come una Aurora Boreale. Questa affermazione è priva di fondamento dato che tale luce non assomigliava affatto alle luci del nord.






















Frere Michel de la Sainte Trinitè, The Whole Truth About Fatima, Buffalo, Fort Erie, 1989, vol. II, p. 555. Queste parole furono scritte a mano da Suor Lucia nel suo diario.






















Coloro che affermano che la consacrazione è stata fatta hanno prodotto solo argomentazioni materialistiche e in mala fede, che si scontrano contro la logica e non hanno la benché minima parvenza di credibilità; tra queste citiamo delle lettere o cartoline di assai dubbia autenticità, di aneddoti basati sul "si dice che" il Papa o Suor Lucia abbiano affermato che "la consacrazione è stata fatta". Noi abbiamo ampiamente dimostrato, in tanti articoli precedentemente pubblicati sul Crociato di Fatima, disponibili su www.fatima.org, che la consacrazione della Russia non è ancora stata compiuta. Abbiamo fornito prove oltre ogni legittimo dubbio che stabiliscono il fatto inequivocabile che la Madonna, come ha pubblicamente affermato anche Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984, sta "ancora aspettando" l’atto di consacrazione da Lei richiestoci.6. J.M. Alonso, Fatima Ante La Esfinge, Madrid, 1917, p. 117.






















J.M. Alonso, Fatima Ante La Esfinge, Madrid, 1917, p. 117.













Comunicato Stampa del Vaticano all’UPI, Feb. 1960.













Frère Michel de la Sainte Trinité The Whole Truth About Fatima, Vol. III, Immaculate Heart Publications, Fort Erie, 1990, p. 710.













"crisi di tipo universale nella chiesa e nell’umanità."













Cfr. Il Pellegrinaggio Delle Meraviglie, p. 440. (pubblicato sotto gli auspice della CEI)













Comunicato Stampa del Vaticano all’UPI, Feb. 1960.













"Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile"













The McAlvany Intelligence Advisor; rapporto speciale.













The Fatima Crusader, numero 43, p. 17.













The McAlvany Intelligence Advisor, febbraio 2002, p. 7.






















https://it.zenit.org/articles/il-sacro-cuore-di-gesu-sole-di-giustizia-nell-europa-cristiana/




http://www.iltimone.org/31856,News.html#













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2016-10-17







4 foto























































MASSIMO PERELLI







16:20











































prima di Lei c'è l'apocalisse di Giovanni e le lettere degli apostoli che profetizzano i madonnari rubano tutto a Gesù
















giu.bra.63







ha condiviso: I finti profughi ci stanno sommergendo, finti profughi alla conquista dell'Europa! #Europa #Italia #migranti #clandestini #invasione #invasori #Islam #UnioneEuropea #Europa #Eurabia #UE #EU







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UNIONE EUROPEA


















giu.bra.63 Condivisione pubblica - 15:57






















I finti profughi ci stanno sommergendo, finti profughi alla conquista dell'Europa!













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MASSIMO PERELLI







16:15











































è Renzi e Alfano e i marinai che vanno colpiti per fermare l'invasione sono traditori del popolo lo sanno tutti che è una invasione programmata dai traditori dell'unione Europea pagati dagli americani e dell'Arabia Saudita































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lunedì 17 ottobre 2016















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